Silenzi montani

Quello che in montagna crediamo essere il “silenzio” è in verità è un’armonia di note così leggere e soavi che si può ascoltare non tanto con le orecchie e l’udito ma con il cuore e lo spirito.

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Giornate belle proprio perché uggiose

Eppure io non riesco proprio a farmi intristire da queste giornate uggiose, piovose, di nubi basse e foschie vaganti, nemmeno se è maggio e dovrebbe già sfavillare un Sole quasi estivo quando invece la temperatura è novembrina.
Perché questa meteo, quest’atmosfera che tanti incupisce, a me piace, lo ammetto – anzi, lo ribadisco. Mi dà una sensazione di pacatezza, di intimità, di rumori ovattati, luminosità mai troppo abbacinanti, di nuvolaglia poggiata sulle forme dei monti come avvolgenti e confortevoli coperte, di profumi delicati effusi dal terreno bagnato, di colori naturali resi vividi dalla pioggia. Una percezione di riacquisito lindore, di sanità e purezza, di abbeveramento dello spirito al pari della Terra.

Certo: le giornate assolate, quelle calde al punto giusto, senza una nuvola nel cielo azzurro e limpido sono bellissime, ma a volte mi danno l’idea – se così posso dire – di un affollato concerto nel quale la musica sia entusiasmante ma a volume troppo alto, mentre le giornate uggiose mi ricordano certi piano bar un po’ dismessi ma accoglienti, con la musica altrettanto coinvolgente e al giusto volume. Bellissima l’una e l’altra atmosfera se godute per ciò che sono nel giusto modo, per gli stessi motivi ne l’una e né l’altra intristenti o irritanti, per nulla.

La libertà sulle montagne

«E tu come mai te ne stai così da sola, lontana dalle altre?» ho chiesto alla nuvoletta solitaria.
«Perché sto volando sui monti e la montagna dona sempre la più grande libertà, anche a noi come a voi. Volevo goderne almeno per un po’, prima di scendere verso la pianura e diventare mera foschia in mezzo tutte le altre nuvole» mi ha risposto, prima di muoversi lentamente in direzione Sud con la soavità che le nuvole sui monti manifestano come si manifesta la libertà nell’animo di chiunque stia lassù.

(Sì, a volte avere la testa tra le nuvole è necessario. Per parlarci insieme, quanto meno.)

I monti naviganti

A volte sono numerosi i vascelli montani, qualcuno anche in immersione, che navigano lungo le proprie rotte superdimensionali nel Gran Mare Nebuloso Alpino
Hanno scafi di solida roccia, pennoni di legno, ponti di comando alti e svettanti, velature fatte di cielo e propulsori che funzionano a energia onirica.
Lasciano una scia che increspa il tempo e, fateci caso, all’apparenza sembrano fermi ma solo perché tutto il mondo intorno è in movimento. Al punto che, imbarcandosi su di essi, si può navigare verso l’infinito, laggiù dove i porti sono baie profonde al riparo dello spirito e in cui attraccare è una meta realmente degna del viaggio compiuto.

P.S.: ovviamente il titolo del post è un omaggio a questo libro.