Una gran bella guida

Quella della Dol dei Tre Signori è la guida più bella che abbia mai visto dai tempi di Gloria.

Sarà, ma personalmente sono sicuro che se il grande Johnny Dorelli si ritrovasse tra le mani la nuova guida Dol dei Tre Signori, esclamerebbe qualcosa del genere – e pure la signora Gloria si ritroverebbe d’accordo con lui!

Be’, a tutti quelli che non sono così fortunati da essere Johnny Dorelli ma, di contro, hanno la fortuna di saper godere di meravigliose camminate in contesti paesaggistici spettacolari come quelli che sa offrire il territorio della Dorsale Orobica Lecchese, ricordo che la guida, voluta dalla rivista “Orobie” e curata da Sara Invernizzi, Ruggero Meles e dallo scrivente, è in edicola dal 15 dicembre (11,50 Euro più il costo del giornale) con i quotidiani del Gruppo Sesaab: prima insieme a “L’Eco di Bergamo”, poi sarà la volta degli altri, a cominciare a marzo con “La Provincia di Lecco” e a seguire con le edizioni di Como e Sondrio.

Per informazioni e nel caso – probabile! – che nella vostra edicola di riferimento il volume risulti esaurito, scrivete a abbonamenti@ecodibergamo.it oppure telefonate allo 035.358.899. Per saperne di più sulla guida, invece, cliccate qui.

(L’immagine di Gloria Guida è tratta da qui, quella di Johnny Dorelli da qui.)

Una soluzione

[Foto di Colin Behrens da Pixabay.]
Non di rado, da qualche tempo a questa parte, alcuni pongono la questione della sostenibilità del diritto di voto universale nell’odierna era del populismo sfrenato, delle fake news, dei social eletti a nuovi testi sacri eccetera. Ovvero, per dirla in modo semplice: «Devono votare anche gli ignoranti?», intesi come tali non solo quelli che ignorano la realtà e le verità oggettive del mondo contemporaneo ma che pure si dimostrano carenti di cultura politica e civica, dunque inclini ad un “voto di pancia” sostanzialmente irrazionale e ingiustificabile. Tale questione viene spesso sostenuta con argomentazioni assolutamente meditate e plausibili (si veda il link lì sopra, ad esempio) le quali tuttavia, posta pure la loro scientificità, non riescono a evitare la correlata questione dell’incostituzionalità di un diritto di voto limitato e non più universale come le democrazie avanzate contemplano per proprie costituzioni, appunto – e nonostante, per il bene di quelle stesse democrazie, il buon senso al riguardo si sarebbe ormai spostato nella direzione opposta, paradossalmente ma inesorabilmente. Di contro, senza dubbio, togliere il diritto di voto politico in modo arbitrario, seppur plausibilmente e giuridicamente motivato, non appare come una gran bella cosa.

Dunque, come uscire da una così ostica antinomia?

Be’, semplice: eliminando i politici da votare. Il che ovviamente non significa virare verso l’autoritarismo totalitarista ma, all’opposto, significa rendere pienamente compiuta la democrazia, termine che – serve sempre ricordarlo – deriva etimologicamente dal greco antico δῆμος, démos,«popolo» e κράτος, krátos, «potere» e significa “governo del popolo”. Che può anche essere di natura consultiva ma non necessariamente legata a un sistema di potere politico costituito – visti poi i risultati concreti di ciò.

Una mera utopia, sosterrà qualcuno. Vero, lo ammetto, ma esattamente come lo sta diventando l’azione virtuosa delle classi politiche sovente elette in modi culturalmente e civicamente discutibili (vedi sopra, per ribadire). D’altro canto, già quasi due secoli fa il buon Thoreau aveva compreso, nel suo Disobbedienza Civile, che

Il miglior governo è quello che non governa affatto.

Perché non esiste, in buona sostanza.

Ecco.

 

Andare a Lucerna e Tallinn senza andarci (per ora)

La neve è forse l’elemento naturale che più di ogni altro rende affascinante qualsiasi luogo, sia esso rurale o urbano. Tra questi secondi, tuttavia, ci sono alcune città che quando vengono ammantate dalla fredda coltre bianca accrescono se possibile la loro bellezza, diventano ancora più attrattive, intriganti, accoglienti, assumendo le sembianze di luoghi emotivi, oltre che geografici. Lucerna e Tallinn vanno sicuramente annoverate tra di essi: due città bellissime in ogni momento dell’anno che però se innevate diventano veramente incantate, quasi “magiche”.

[Foto di Ilya Orehov da Unsplash.]
[Immagine tratta da luzern.com, fonte qui.]
Purtroppo la situazione sanitaria che limita chiunque a livello continentale (e planetario) impedisce al momento di poter godere appieno della loro bellezza; tuttavia, nell’attesa di poterci andare – se non le avete mai visitate – o di tornarci, be’, ci sono due libri che le raccontano in modo assai particolare e insolito:

Non sono “guide di viaggio” (sono molto di più, in realtà) ma forse, leggendoli, vi verrà voglia di viaggiare verso Lucerna e Tallinn molto più che dopo aver letto un’ordinaria guida di viaggio, appunto.

Per saperne di più sui due libri, cliccate qui e qui.

Animali di Natale

[Loki, il mio segretario personale a forma di cane, durante una pausa lavorativa.]
A vivere quotidianamente con un animale – io, se a volte passate di qui lo sapete, ho assunto alle mie dipendenze un segretario personale a forma di cane, d’altro canto la specie non è importante – state certi che prima o poi vi sorgerà il sospetto vividissimo che quel vostro animale capisca molto di più di quanto noi umani crediamo, pensiamo ovvero supponiamo che egli capisca – in generale e sugli uomini in particolar modo – e parimenti vi toccherà constatare che voi del vostro animale non ci state capendo quanto credevate, pensavate o supponevate di poter capire. Di conseguenza, che la razza umana venga – da se stessa (!) – considerata la più progredita sul pianeta sarà una cosa che prima credevate di capire bene ma che rapidamente converrete di non capire più tanto.
Capito?

Be’, comunque l’importante è che possiate capire bene l’importanza e il valore di Io non sono un giocattolo”, la campagna di Natale della Croce Rossa Italiana di Roma a favore degli animali e della sensibilizzazione nei loro confronti nel periodo attuale, quando capita che animali domestici vengano regalati senza tuttavia essere consci delle responsabilità che comporta il gesto. Come ben denota il comunicato stampa dell’iniziativa, «Non si può pensare, sebbene spesso mossi da buone intenzioni, che un animale d’affezione possa essere trattato come un giocattolo da riporre in un angolo o in una scatola, superata l’euforia iniziale. Perché avere un animale domestico significa vivere un rapporto e una relazione duratura con un altro essere vivente ed è bene che sia una scelta condivisa e responsabile, oltre che un amore incondizionato.» (Cliccate sull’immagine per saperne di più.)

Considerazioni assolutamente importanti che, sono più che certo, al mio segretario a forma di cane e ai suoi “colleghi” animali non servirebbe rimarcare come invece tocca fare agli umani. Ecco.

#iltempodellagentilezza