Buon compleanno, Thoreau!

Esattamente 200 anni fa, il 12 luglio 1817, nasceva Henry David Thoreau.
Probabilmente uno degli esseri umani più fondamentali che la storia possa annoverare. E credo che non serva aggiungere altro, a ciò.

P.S.: qui trovate i numerosi articoli che ho dedicato a Thoreau, alle sue opere e al pensiero. Qui, invece, potete visitare il sito della Thoreau Society, la principale associazione di ricerca, studio e promozione dell’opera del grande filosofo americano.

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“Il governo migliore è quello che non governa affatto” (Thoreau dixit)

Thoreau_Disobey_imageAccetto di tutto cuore l’affermazione, – “Il governo migliore è quello che governa meno”, e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest’altra affermazione, alla quale pure credo, – “Il miglior governo è quello che non governa affatto”, e quando gli uomini saranno pronti, sarà proprio quello il tipo di governo che avranno. Il governo è nell’ipotesi migliore solo un espediente; ma la maggior parte dei governi sono di solito espedienti inutili, e tutti i governi sono tali di quando in quando. Le obiezioni che sono state sollevate contro l’esistenza di un esercito permanente, ed esse sono molte, sono consistenti e meriterebbero di prevalere, potrebbero essere sollevate anche contro l’esistenza di un governo permanente.
Henry David Thoreau, Disobbedienza civile (traduzione originale di Manuela Federella)

In effetti è già da tanto tempo che me lo domando…
Sì, insomma: se l’uomo si è (auto)proclamato “razza più intelligente ed evoluta sul pianeta”, com’è che ancora oggi, dopo millenni di evoluzione intellettuale, sociale, civile (presunta, forse, ma ora diamola per effettiva), ha ancora bisogno di essere governato da un potere superiore? Com’è che ancora abbiamo bisogno di avere un “capo”, un “leader”, qualcuno che stabilisca per noi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Peggio, che ci imponga cosa fare e cosa no, a cosa credere e a cosa no, come dobbiamo vivere per essere considerate “brave persone” e viceversa? Peggio ancora, che ci metta in bocca le parole “giuste” da dire, e in testa le “verità” a cui dare pedissequamente credito?!?
E non intendo fare riferimento – lo capirete bene – alle cose pratiche, alla gestione concreta del vivere sociale quotidiano, semmai proprio alla necessità di un riferimento superiore che, in quanto tale, possa e debba detenere un potere di suddetta foggia su tutti noi “esseri intelligenti”. Perché, insomma?
Non dovremmo ormai, dopo i citati millenni di evoluzione generale, essere in grado di capire da soli come vivere nel modo più virtuoso possibile per sé stessi e di rimando per l’intera comunità che abbiamo intorno, nella quale viviamo e con la quale interagiamo?
Siamo veramente così intelligenti, noi tutti, se ancora abbiamo bisogno di sottostare al volere di capi politici, religiosi e affini, e alle loro mere volontà?
Forse, con Thoreau, sto solo navigando nel grande oceano dell’utopia più spinta, eppure il dubbio ce l’ho ed è fortissimo, su che noi si sia veramente così intelligenti o che non sia l’ennesima dimostrazione della nostra presunzione, della limitatezza mentale e spirituale ovvero della nostra stupidità… Dunque, della nostra scarsissima cultura – sto pensando ancora a Thoreau, e a quella sua affermazione contenuta nel Walden ovvero Vita nei boschi: Per quanti uomini la lettura d’un libro è stata l’inizio d’una nuova era nella loro vita!
Già, proprio così… Una nuova era assai lontana, se il nostro pretenderci così “intelligenti” sarà soltanto una boriosa vanteria, e non una concreta realtà.