Imparare a risvegliarci e restar desti, senza aiuti meccanici (H.D.Thoreau dixit)

Dobbiamo imparare a risvegliarci e a mantenerci desti, non con aiuti meccanici ma con una infinita speranza nell’alba, che non ci abbandona neppure nel sonno più profondo. Non conosco nulla di più incoraggiante dell’incontestabile capacità dell’uomo di elevare la sua vita con uno sforzo cosciente. È bello sapere dipingere un certo quadro, o scolpire una statua e così rendere belli alcuni oggetti; ma è molto più degno di gloria scolpire e dipingere l’atmosfera stessa e il mezzo con il quale guardiamo, cosa che possiamo fare moralmente. L’arte più degna è influire sulle qualità del giorno.

(Henry David ThoreauWalden ovvero Vita nei boschi, traduzione di Piero Sanavio, La Biblioteca ideale Tascabile / BUR Rizzoli, Milano, 1995, cap. II, 1995, p. 93.)

Noto spesso che le parole dei più grandi pensatori – e Thoreau è tra i massimi in senso assoluto – hanno la forza di trascendere lo spazio, il tempo e il loro stesso significato primario per “ampliarsi” verso ulteriori accezioni e valori semantici e filosofici proprio come la luce del Sole al mattino quando superi la linea dell’orizzonte. “Dobbiamo imparare a risvegliarci e a mantenerci desti, non con aiuti meccanici ma con una infinita speranza nell’alba”: ad esempio non pare qui, Thoreau, riferirsi al modus vivendi contemporaneo, “narcotizzato” da troppo ausili tecnologici e ormai quasi incapace di porre speranza verso – ovvero di saper costruire – un futuro nuovamente radioso e proficuo? Dobbiamo risvegliarci, cioè recuperare piena coscienza del mondo che abbiamo intorno e della nostra presenza in esso, elevando la vita verso sempre più virtuosi ambiti in modo logico, consapevole e soprattutto individuale, frutto del proprio sforzo e delle proprie capacità, non di “convenienze” altrui e solo grazie ad altri usufruite né tanti meno in forza di precetti e dettami imposti. Le “qualità del giorno”, che sia una buona e fruttuosa giornata oppure che non lo sia, dipendono soltanto da noi: “l’arte più degna”, più grande e preziosa, resta sempre la vita stessa. Buttarla via vivendo in modo incosciente, meccanico, forzato, insensato, come pare molti facciano per mera ancorché comoda meschinità, è quanto di più nocivo si possa fare, per noi stessi e per il mondo in cui viviamo.

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