Forza, Maestro Camilleri!

Suvvia, caro Maestro! Va bene che è sempre stato un gran mattacchione, ma ora non si metta a giocare a nascondino con la vita, che se finisse che non la trovassimo più, in giro per il mondo dei libri e non solo lì, sarebbe realmente una grande tristezza! Ecco, si ripigli (scusi la terminologia, ma è per capirci al meglio), lei e il posto luminosissimo che le compete nella cultura italiana: deve restarvi ancora a lungo, il più a lungo possibile. D’altro canto ho letto che ha ancora un sacco di cose da realizzare e una volta, ancora qualche anno fa, disse pure che la morte la trova «disdicevole», quindi: che lei faccia così «unn’è muru pi Alcamu», come dicono dalle sue parti. Non è cosa possibile.
Forza, dunque, che ci dobbiamo “rivedere” presto. Assolutamente.

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I bibliocammini della BibliOsteria

Già qualche tempo fa vi ho raccontato (clic) della BibliOsteria di Cà Berizzi, sublime luogo di cultura, gastronomia e accoglienza dal sapore rurale ma pure dal mood contemporaneo, che ha sede in un affascinante edificio storico posto nel bellissimo paesaggio prealpino della Valle Imagna, vicino Bergamo.

La BibliOsteria non è solo uno scrigno di cultura ed eccellenze gastronomiche locali, ma si fa anche promotrice di iniziative che possano approfondire la conoscenza e il godimento del territorio valdimagnino, ricco di peculiarità paesaggistiche, artistiche e storiche, il quale non a caso risulta tra i più apprezzati dai viaggiatori stranieri in visita a Bergamo e dintorni – seppur la sua approfondita conoscenza debba essere in primis parte fondamentale del bagaglio culturale di chi il territorio lo vive e vi ci interagisce, degli abitanti e dei residenti, divenendo così anche strumento di salvaguardia della sua bellezza e dell’integrità ambientale, ergo di valorizzazione dell’identità culturale e dei suoi peculiari Genius Loci.

Una di queste iniziative, imminente, è presentata nell’immagine in testa al post (cliccateci sopra per ottenerne un formato più grande) e, conoscendo bene i luoghi che attraverserà e faranno da suggestivo sfondo paesaggistico e architettonico, merita veramente molto. Fosse solo per il “finale in bellezza”, che propone!

Per qualsiasi altra informazione al riguardo, cliccate qui.

A Troia

Ma nessun conferenziere si fece attendere come il Bordinelli economista della detta scuola, che non arrivava mai, così che una vecchina, per tanti anni membro del comitato, addetta soprattutto alle castagnate, si alzò arrabbiatissima: «Non è accettabile – gridò, – vorrei proprio sapere dove è andato a cacciarsi questo Bordinelli!»
«Sarà andato a troia, io lo conosco bene», disse un bello spirito che non andava mai alle conferenze ed era sul punto di addormentarsi.
E la vecchia: «A Troia? Così lontano?»

(Giorgio Orelli, Pomeriggio Bellinzonese e altre prose, Edizioni Casagrande, 2017, pag.54.)

Il delitto perfetto (delle librerie di Roma), parte 2a

Qui sotto potete leggere un altro emblematico e illuminante passaggio dell’articolo che l’8 giugno scorso Claudio Morici ha pubblicato su Internazionale, sotto il programmatico titolo Il delitto perfetto, indagini sulla chiusura delle librerie a Roma.
Per saperne di più al riguardo, e perché ve lo stia evidenziando, cliccate qui. L’articolo nella sua interezza lo potete ovviamente leggere su Internazionale cliccando sull’immagine in testa al post.

Ultimi sospetti
A detta di chi vive tra scaffali di libri, ci sarebbe un’ultima ipotesi per risolvere il caso. Alcuni librai pronunciano la parola sottovoce, ma la pronunciano spesso. La parola è: suicidio.
Nel 1980 le novità in libreria erano 13mila. Nel 2016, con lo stesso numero di lettori, 66mila. Una follia. Significa che i libri scompaiono dagli scaffali dopo due mesi, che le vendite medie per volume sono bassissime, e che è enorme il numero dei testi mandati al macero. Un’economia drogata dove il piccolo libraio è costretto a indebitarsi per anticipare l’acquisto delle novità – che non sa neanche dove mettere – e gli editori sono costretti a stampare tanto per stare al passo con la concorrenza e con le regole della grande distribuzione.
C’è poi la questione degli sconti. In Italia una legge del 2011 prevede che non possano superare il 15 per cento. Per raccontare i cavilli, i raggiri, le paraculate che portano ogni mese grandi editori e grandi catene a fregarsene e fare offerte che si mangiano letteralmente i più piccoli nella filiera, ci vorrebbe un altro articolo. Ma anche in questo caso, molte piccole librerie intraprendenti hanno trovato strategie di sopravvivenza come le “copie in deposito”, ovvero la possibilità di procurarsi i libri direttamente dall’editore, pagandoli solo una volta venduti.
E allora se non è neanche un suicidio, chi le ammazza le librerie? Muoiono di vecchiaia?

La geografia è pericolosa

La geografia è pericolosa, perché non mente. La geografia rende liberi, invita all’esplorazione, alla scoperta, alla realizzazione di un legame più forte con tutto ciò che sta intorno a noi. Per questa ragione una relazione primaria e fondamentale è stata trasformata, per una larga maggioranza dell’umanità inurbata, in un coacervo di paure e istinti aggressivi, inevitabilmente destinati a scaricarsi sul territorio in forma di prevaricazione, noncuranza, distacco: una relazione che tanto somiglia a quel criceto che invece di procedere resta immobile correndo nel cerchio, e che a sua volta si riflette nell’impoverimento dell’alfabeto emozionale dell’immaginario individuale e collettivo.

(Davide SapienzaIl Geopoeta. Avventure nelle terre della percezioneBolis Edizioni, 2019, pag.13.)