Repetita iuvant (Naturae)

Ecco.
Visto che pure ieri ho sentito rumori di motociclette nei boschi (innevati!) sopra casa, e con sonorità che non lasciavano pensare per nulla a una conduzione tranquilla del mezzo, è bene ribadire con la massima chiarezza quanto sopra – e temo che non sarà l’ultima volta che toccherà farlo, purtroppo.

Cliccate sull’immagine per scaricarla in formato “poster” oppure qui per il formato pdf. E diffondetela, se avete a cuore il paesaggio naturale e la salvaguardia della sua (e nostra) bellezza!

Un consiglio per il nuovo anno

[Foto di 🎄Merry Christmas 🎄 da Pixabay.]
E se posso pure essere tanto immodesto da permettermi, oltre a questo augurio, di darvi un consiglio per questo nuovo anno appena iniziato, be’, vi consiglio di ridere.

Sì, ridere di ogni cosa o quasi, ridere delle cose che fanno palesemente ridere e pure di molte altre che all’apparenza non sono così divertenti ma che, a meditarci sopra, si scopre che hanno poco o tanto di cui ridere pure quelle. Perché in verità sono veramente poche le cose sulle quali non ci si possa ridere, senza contare che la risata, quando intelligente e consapevole è una cosa assai seria, sensata e ben più rispettosa di quanto si pensi, non è affatto mera derisione o incivile sberleffo. Ed è pure uno strumento di rara efficacia per “esplorare” e valutare la sincerità di cose e persone, oltre che per capire molte delle realtà del mondo le cui verità, se analizzate con la più assennata ironia, quasi sempre si rivelano in tutta la loro pura obiettività.

Ecco.
Ah, un’ultima cosa: posto quanto sopra, diffidate sempre e fermamente delle persone che non sanno ridere. Averci a che fare è una delle cose più terribili che possano capitare, ve lo assicuro!

Il paesaggio alpino non è rinnovabile!

[Foto di Bastian Pudill da Unsplash.]
Il paesaggio è sempre più una chiave per la negoziazione di questioni sociali e politiche, sia nella sua concretezza materiale e sia nel concetto immateriale. La CIPRA – Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, organizzazione non governativa transalpina che rappresenta, elabora e manifesta, a mio modo di vedere, la visione più avanzata e spesso innovativa sui temi riguardanti il paesaggio (alpino e non solo) e le relazioni umane con esso, da sempre e in modo crescente negli ultimi anni ha approfondito le tematiche sopra citate dedicandosi al tema prioritario del “paesaggio” quale risultato di una stretta interazione tra le attività umane e le dinamiche naturali.

In effetti quello che chiamiamo paesaggio è il risultato di una varietà di interrelazioni tra fattori ecologici, sociali e culturali. La CIPRA concepisce il paesaggio non solo in senso geografico, ma anche come una percezione sociale e culturale, personale e comunitaria del territorio. Il paesaggio è inteso come il risultato dell’azione e della percezione sociale, in rapporto di interazione reciproca con coloro che agiscono e lo percepiscono. Esso fa quindi riferimento a quanto stabilito dalla Convenzione Europea del Paesaggio; d’altro canto il paesaggio funge anche da tramite dell’esperienza fisica, un’esperienza che non è esclusiva ma aperta a tutti. Le/i fruitori del paesaggio non sono necessariamente i suoi proprietari: il paesaggio è anche un patrimonio culturale, una manifestazione della storia collettiva. Allo stesso modo, il paesaggio serve a garantire lo spazio vitale e fornisce risorse vitali, i cosiddetti servizi ecosistemici. È inoltre indispensabile per promuovere e proteggere la biodiversità.

Tutti questi indirizzi fondamentali sono alla base del Documento di Posizione sul Paesaggio, elaborato nell’ambito di un ampio processo partecipativo che ha coinvolto i rappresentanti della CIPRA, giovani abitanti della regione alpina ed esperti di tutti i Paesi alpini, e che è stato reso noto e pubblicato lo scorso 10 dicembre.

Nella sua struttura il Documento di Posizione rispecchia l’eterogeneo mosaico di paesaggi (alpini) ed evidenzia i requisiti necessari per comprendere e conservare gli elementi caratteristici di questo mosaico paesaggistico. L’approccio della CIPRA al paesaggio si basa sull’individuazione due principi fondamentali: “Paesaggio come Commons” e “Negoziare il paesaggio” (Capitolo 2). Le cinque richieste in seguito formulate (Capitolo 3) fanno riferimento a specifiche forme di utilizzo del paesaggio che determinano una marcata influenza sul medesimo. Nel dettaglio queste sono: (3.1) Paesaggi non sfruttati, (3.2) Agricoltura, (3.3) Energia, (3.4) Tempo libero e (3.5) Urbanizzazione. Le società alpine hanno una grande responsabilità nella gestione dei paesaggi non sfruttati, ormai poco comuni in Europa. Per ognuna delle cinque posizioni vengono descritte le tendenze e le sfide dal punto di vista della CIPRA. Le richieste che ne derivano indicano la strada per uno sviluppo sostenibile nelle Alpi.

Il Documento di Posizione è in buona sostanza uno strumento emblematico e di grande valore che, pure nella sua necessaria stringatezza, rappresenta un compendio degli indirizzi fondamentali sui quali deve (dovrebbe), o quanto meno può (potrebbe) strutturarsi la gestione corretta e virtuosa del paesaggio da parte di tutti i soggetti, pubblici e privati, che in un modo o nell’altro sostengono tale compito. È una pietra angolare sopra la quale si può progettare un buon futuro per un patrimonio collettivo così importante e necessario, ancora oggi troppo incompreso e trascurato ma che, appunto, rappresenta un elemento fondamentale con il quale sviluppare il mondo che abitiamo al meglio e a beneficio di tutti.

Cliccate sull’immagine in testa al post per scaricare il Documento di Posizione sul Paesaggio della CIPRA, dal titolo Il paesaggio alpino non è rinnovabile!, in formato pdf. È senza dubbio una lettura – rapida, ribadisco – interessante e illuminante.

 

Il paesaggio di Barry Lopez, e di tutti noi

Il paesaggio non si conosce solo quando si sa il nome e l’identità di tutto quello che contiene, ma quando si ha la percezione intima delle relazioni al suo interno, come quella tra il passero e il rametto. Il paesaggio interiore risponde al carattere e alle sfumature di un paesaggio esteriore; la forma della mente individuale è influenzata tanto dai geni quanto dallo spazio fisico, dalla geografia dei luoghi.

(Barry LopezUna geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’immaginazione, Galaad Edizioni, 2014, traduzione e cura di Davide Sapienza, pag.34-35).

Ho citato di recente questo emblematico brano del libro di Lopez, a mio modo di vedere così significativo da aver scelto di includerlo nel cammino letterario che ho proposto lo scorso settembre per Alt[r]o Festival in Val Malenco, ma ritengo doveroso riproporlo quale ulteriore omaggio al grande scrittore americano scomparso nel giorno di Natale. Con l’augurio che questi richiami e, chissà, pure le parole inscritte lungo il percorso del sentiero Rusca in Val Malenco possano contribuire ad accrescere la conoscenza di Barry Lopez, dei suoi libri e del suo pensiero, dal valore pressoché imprescindibile per la contemporaneità che noi tutti viviamo.

Una gran bella guida

Quella della Dol dei Tre Signori è la guida più bella che abbia mai visto dai tempi di Gloria.

Sarà, ma personalmente sono sicuro che se il grande Johnny Dorelli si ritrovasse tra le mani la nuova guida Dol dei Tre Signori, esclamerebbe qualcosa del genere – e pure la signora Gloria si ritroverebbe d’accordo con lui!

Be’, a tutti quelli che non sono così fortunati da essere Johnny Dorelli ma, di contro, hanno la fortuna di saper godere di meravigliose camminate in contesti paesaggistici spettacolari come quelli che sa offrire il territorio della Dorsale Orobica Lecchese, ricordo che la guida, voluta dalla rivista “Orobie” e curata da Sara Invernizzi, Ruggero Meles e dallo scrivente, è in edicola dal 15 dicembre (11,50 Euro più il costo del giornale) con i quotidiani del Gruppo Sesaab: prima insieme a “L’Eco di Bergamo”, poi sarà la volta degli altri, a cominciare a marzo con “La Provincia di Lecco” e a seguire con le edizioni di Como e Sondrio.

Per informazioni e nel caso – probabile! – che nella vostra edicola di riferimento il volume risulti esaurito, scrivete a abbonamenti@ecodibergamo.it oppure telefonate allo 035.358.899. Per saperne di più sulla guida, invece, cliccate qui.

(L’immagine di Gloria Guida è tratta da qui, quella di Johnny Dorelli da qui.)