Una risata ci salverà!

Credo che se noi essere umani riusciremo a conservare la capacità di ridere – di noi stessi, degli altri ovvero di far ridere, in senso umoristico arguto e non in modo sarcastico e amaro – qualche possibilità di salvezza, come genere, l’avremo ancora. Esattamente come chi manifesta senso dell’umorismo, e riesce a non prendersi mai troppo sul serio, se la caverà sempre: espandete questa singola virtù a più individui possibile e, appunto, si genererà un salvagente ben più prezioso ed efficace di tanti altri, per noi tutti. Che di contro, come si sa, sarà invece funzionale vanga per “scavare fosse” e “seppellire” (metaforicamente, ovvio) chi non vorrà essere tanto virtuoso.

Altrimenti no, penso proprio che non ci salveremo. Sia la fine tra un anno, un secolo, un millennio o domani mattina, saremo tristemente spacciati: allora sì che non ci sarà più nulla da ridere, anche perché sarà troppo tardi farlo.

P.S.: e se magari volete affinare la personale virtù di saper ridere, provate a leggere questo libro. Credo vi potrà essere utile.

L’unica cosa seria da fare

Se c’è una cosa veramente seria da fare, nella vita, è quella di non prendersi mai troppo sul serio.

Oh, beh, in effetti ce ne sarebbe un’altra, appena dopo: togliersi di torno quelli che si prendono sempre troppo sul serio. Ecco.

Tempus fugit, gli-editori-d’una-volta etiam…

106768-mdQuesta immagine ritrae giornalisti e fotografi nell’archivio fotografico della Mondadori a Milano, nel 1961. (Angelo Cozzi, Mondadori Portfolio – immagine tratta da internazionale.it)
Sarà una mia impressione, sarà che penso sempre male ovvero, d’altro canto, sarà pure che già a quei tempi le foto le facessero un po’ posate – insomma, sia quel che sia, è un’immagine che fornisce una vivida impressione di professionalità, competenza, serietà, accuratezza.
Ecco: con tutto l’ovvio rispetto per chi ci lavora oggi, in quegli uffici, perché oggi le suddette peculiarità alla ormai denominabile Mondazzoli proprio non riesco a vedercele?
Ribadisco: forse sono solo personali pensieri acidi.
Forse.

P.S.: “il tempo fugge, _______________* anche”…
(*: aggiungete pure voi l’editore d’una volta che oggi pensiate non ci sia più come c’era – e per quanto sapeva fare – allora.)