Non è un paese per ironici

A volte il mondo è un posto difficile se non ostile, per le persone che sanno (far) ridere. La vera ironia, l’umorismo genuino, sempre più spesso vengono confusi e scambiati con la bieca derisione, col dileggio che invece dietro il riso (solitamente sguaiato) cela solo disprezzo. E di gente che sa essere auto-ironica senza mai prendersi troppo sul serio ce n’è sempre meno, in giro.

Basterebbe anche solo questo a segnalare lo stato della nostra civiltà e, inesorabilmente, a riderle in faccia. Tanto non la capirebbe comunque, tale risata.

Annunci

Conoscersi (in fotografia)

Venne, preceduto da articoli celebrativi in entrambi i giornali della città, uno dei più fini dicitori italiani, forse il più grande del secolo, e io stesso fui incaricato di andarlo a ricevere alla stazione. Prima di mettersi a letto con la febbre, il presidente me lo aveva descritto in modo che non potevo confonderlo con altri viaggiatori: magro, lungo, soprabito al braccio, valigia…, non potevo sbagliarmi in una piccola città come Bellinzona.
«Potremmo dire di conoscerci, quasi», disse stringendomi con bella energia la mano.
«Ah, non ricordo.»
«Ci siamo visti in fotografia, tanto tempo fa.»

(Giorgio Orelli, Pomeriggio Bellinzonese e altre prose, Edizioni Casagrande, 2017, pag.55.)

A Troia

Ma nessun conferenziere si fece attendere come il Bordinelli economista della detta scuola, che non arrivava mai, così che una vecchina, per tanti anni membro del comitato, addetta soprattutto alle castagnate, si alzò arrabbiatissima: «Non è accettabile – gridò, – vorrei proprio sapere dove è andato a cacciarsi questo Bordinelli!»
«Sarà andato a troia, io lo conosco bene», disse un bello spirito che non andava mai alle conferenze ed era sul punto di addormentarsi.
E la vecchia: «A Troia? Così lontano?»

(Giorgio Orelli, Pomeriggio Bellinzonese e altre prose, Edizioni Casagrande, 2017, pag.54.)

Dove diavolo è?

Poste le recenti e “considerevolissime” (!) dissertazioni polemiche che stanno impegnando a fondo l’opinione pubblica itaGliana e le “migliori” menti del paese – dissertazioni assolutamente significative dello stato psichico di esso (peraltro delle quali, noterete, colgo notizia da un sito di informazione estero), mi sovviene di riproporre il seguente raccontino inedito, che farà parte di una raccolta molto e dico mooooolto – particolare di futura pubblicazione editoriale, il quale mi pare assai consono alla situazione.
Nota a margine (ma non troppo): nuovamente certi itaGliani si dimostrano bravissimi non solo a mostrarsi ridicoli ma pure a impegnarsi a fondo per fornire prove indubitabili di esserlo veramente. Ecco.
Buona lettura, e siate sempre assennati!

Dove (diavolo) è?

L’esorcista arrivò nel piccolo borgo tra i monti una mattina di vento teso, parandosi in centro all’unica vera strada del luogo come un cowboy che si preparasse ad un duello all’ultimo sangue, alla maniera resa da tanti classici film western. E in effetti era giusto qualcosa del genere, per il prete, una sfida temibile da affrontare e vincere: in quel minuscolo paese c’era il demonio! – questa era la sua certezza, suffragata da “plausibili” testimonianze di pii visitatori del posto che, tra l’altro, riferivano di aver trovato la chiesetta del paese chiusa, inequivocabile segno della temporanea vittoria del male su quelle povere anime, miserrimi senzadio circuiti da chissà quali incantesimi satanici.
Proprio in quella chiesa l’esorcista si installò, facendone la base delle proprie indagini alla ricerca del covo del maligno – perché di certo aveva scelto una delle case del borgo come suo nascondiglio, infestandone i locali e possedendone i residenti come da consueto modus operandi infernale.
Su tale piano d’azione il prete basò la sua urgente opera redentrice: dal giorno successivo sottopose tutti gli abitanti del paese – lattanti inclusi – ad un “terzo grado” inquisitorio, ingiungendovi professioni di fede a raffica e ostentando ad ognuno i più potenti simboli del sacro per indurne il demoniaco rigetto. Dovette tuttavia concludere, dopo poco, che nessun abitante del paese risultava posseduto.
Certo il demonio era assai astuto – pensò il prete – e lì aveva “lavorato” veramente bene: se non era nelle persone, inesorabilmente doveva essere nelle cose! Dunque egli passò al sacro setaccio ogni caseggiato civile del borgo – stalle e baracche comprese – mitragliando una vastissima scelta di invocazioni e benedizioni celesti, convinto di veder emergere e fuggire da qualche crepa d’un muro il demonio da un momento all’altro. Ma non accadde nulla, il che lo lasciò non poco perplesso.
Fece un tentativo anche con gli animali – non scordando canarini, criceti e pesci rossi – ma ancora niente. Eppure c’era, il maledetto, lo sapeva, ne era certo, ne sentiva l’infernale afflato, aveva controllato ogni cosa in paese, persone, animali, case, stalle, tutto! Che accidenti restava ancora da ispezionare? Prese a pregare fervidamente e levare le mani al cielo, colto da un evidente sconcerto, invocando a gran voce una divina illuminazione redentrice.
«Beh, non avrebbe esaminato la chiesa!» gli fecero notare quelli del paese. Il prete-esorcista, a sentirsi obiettare tale palese evidenza, restò prima di sasso, poi si fece paonazzo e prese a inveire nella maniera più impensabilmente turpe contro i locali, con una tale crescente furia che quelli dovettero infine chiamare il medico del paese il quale a sua volta allertò l’ospedale più vicino che invio subito un’ambulanza, il cui personale prese in consegna l’uomo tra le sue irripetibili ingiurie e non prima di costringerlo a una inevitabile sedazione.
Il villaggio tornò così alla propria abituale tranquillità, senza alcun diavolo di sorta a turbare di nuovo la quotidianità dei suoi abitanti.

(P.S.: cliccate sull’immagine lì sopra per sapere di che si tratta.)

Leopardi Vs Trapper!

Non fa una piega, in effetti, con buona pace del grande Charles Darwin – il quale, d’altro canto, in che modo avrebbe potuto prevedere una tale inopinata involuzione dell’Homo Sapiens, ovvero d’una considerevole parte di essi?

(Trovata su facebook qui, in una pagina notevolissima che merita tutta la vostra attenzione. In ogni caso, per la cronaca, personalmente continuo a considerare meno peggio certi “trapper” di cert’altri pseudocantantucoli festivaldisanremesi o talentshowini. Fate voi come siamo messi, in tema di musica!)