La sedentarietà

La sedentarietà fisica e le cattive abitudini dei ragazzi italiani di oggi, segnalate in questi giorni da alcuni articoli (come questo, da cui traggo anche l’immagine in testa al post), sono sempre l’effetto della sedentarietà mentale e della cattiva coscienza dei loro genitori. Sempre.

Genitori che, lo dico con molta franchezza, in certi casi è una tragedia che lo siano diventati, soprattutto per i loro poveri figli – ho disquisito al riguardo anche qui. I quali, mi auguro, si possano recuperare e possano redimersi da tale “disgrazia” subita prima che, a propria volta, diventino adulti e decidano di assumere la responsabilità di educare le future generazioni, in modo ben più virtuoso e coscienzioso rispetto a troppe madri e troppi padri odierni.

Squola di politica

Ma, io mi chiedo, i politici italiani – tanti di loro, non tutti, ma molti (troppi, comunque) – per palesare una tale e totale incompetenza politica e incapacità amministrativa, hanno frequentato qualche particolare “scuola”?

Non so, ad esempio il PIRLA (Perverso Istituto per il Reclutamento di Laidi Amministratori), oppure l’IDIOTA (Istituto Didattica e Insegnamento di Ottusa Turpitudine Amministrativa) o ancora la PUPU (Pubblica Università di Politica Untuosa)… perché, i casi sono due: o il panorama politico nostrano, sia a livello locale che nazionale, funge da attrattore per innumerevoli inetti e cialtroni d’ogni sorta, sparsi qui e là per ogni formazione politica in attività, oppure non so dove ma ci deve essere qualche sorta di scuola, appunto. Nella quale evidentemente il tasso di “promozioni” è assai elevato, già.

Verità per Giulio (e per tutti gli altri)

Questo non è un post “politico”, contro questo o quello, semplicemente perché certe vicende non hanno in realtà nulla di politico se non in superficie, mentre hanno molto di culturale, di civico e assennato, di umano. E perché chiedere verità e giustizia, per il caso di Giulio Regeni come per quello degli altri cittadini italiani rapiti o uccisi in questi anni i cui casi risultano irrisolti (Luca Tacchetto, Silvia Romano, Luigi Maccalli, Raffaele Russo, Antonio Russo, Vincenzo Cimmino, Paolo Dall’Oglio), non significa parteggiare per questo o quello, ma promuovere la libertà di tutti. Quella libertà che è alla base di ogni società realmente civile e avanzata, la libertà che, se non viene perseguita ne tanto meno pretesa, svanisce alla svelta lasciando inesorabilmente spazio alla barbarie – civile, culturale, politica, sociale.

P.S.: sulla vicenda “Valigia Blu” ha pubblicato sul proprio profilo Instagram un significativo commento, ben più “politico” ma assolutamente obiettivo perché riassume in poche parole la vera verità della questione. Da leggere: lo trovate qui.

Fare più figli, o fare più (i) genitori?

Si discute spesso, sui media, del costante e preoccupante calo del tasso di natalità nelle società occidentali e, in particolare, in quella italiana. Giustissimo, ci mancherebbe: qualsiasi buon sviluppo futuro della società non può prescindere dalla sostenibilità demografica della società stessa, è lapalissiano – a meno di apporti immigratori ingenti che, d’altro canto, generano le ben note questioni.

Tuttavia, posto quanto sopra, consentitemi di mettere qualche “puntino sulle i” – cinicamente, forse, ma tant’é. Perché va bene il dover fare più figli ovvero mettere le famiglie nelle condizioni ideali per procreare, ma poi…

  • Ho visto madri e padri usare linguaggi terribilmente scurrili con accanto i propri figli piccoli;
  • Ho visto madri e padri accendere sigarette e sbuffare il fumo in faccia ai propri figli piccoli senza nemmeno rendersene conto;
  • Ho visto padri con accanto figli che piangevano sbottare loro cose del tipo «Non mi rompere i cog***ni!»;
  • Ho visto un padre giocare ad un video poker con il figlio piccolo seduto in terra accanto allo sgabello con in mano un cellulare, evidentemente per tenerlo occupato e “buono”;
  • Ho letto di genitori di bambini che giocavano a calcio azzuffarsi sulle tribune del campo di gioco coi figli che li guardavano sgomenti e piangenti;
  • Ho letto di genitori che hanno aggredito e malmenato docenti scolastici rei di aver dato un brutto voto ai figli, senza nemmeno chiedersi se quel voto fosse effettivamente meritato;
  • Ho visto – vedo non di rado persone a cui io non darei da curare nemmeno un criceto che “crescono” bambini, propri figli, con modalità talmente becere e rozze che nemmeno un criceto si meriterebbe.

Facciamo più figli, va bene, ma non facciamone solo una questione di “quantità”. Anzi, è soprattutto una questione di qualità, se così posso dire, dato che quei bambini saranno gli adulti di domani, i cittadini della futura società civile, i custodi della sua identità culturale e dei suoi valori, coloro i quali dovranno garantirsi e garantire alla società un buon vivere e un altrettanto buon futuro – inteso come sviluppo culturale, sociale, politico, civico – e ciò può avvenire certamente grazie alla scuola (che tuttavia non può sempre sopperire alle mancanze dei genitori) e, in primis, grazie alla famiglia e all’ambiente sociale nel quale potranno crescere. Un processo di causa-effetto che può essere sempre più virtuoso, se tale viene costruito da chi ne è parte, oppure sempre più degradato e degradante. Purtroppo, pure un processo che, in questa sua seconda derivazione, subisce una sorta di effetto Dunning-Kruger che ne aggrava tristemente la portata.

Ribadisco: sarò cinico, ma io temo che numerosi genitori non siano in grado di crescere figli nel modo migliore per i figli stessi e, appunto, di rimando per il mondo che domani abiteranno. Di sicuro non i genitori dei quali ho fatto lì sopra il piccolo e per nulla esaustivo elenco. Ecco.