Presente (s.m.). Parte dell’eternità che separa la sfera della delusione da quella della speranza.
(Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, a cura di Giancarlo Buzzi, Baldini Castoldi Dalai, 2005. pag.142.)
Presente (s.m.). Parte dell’eternità che separa la sfera della delusione da quella della speranza.
(Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, a cura di Giancarlo Buzzi, Baldini Castoldi Dalai, 2005. pag.142.)
Io non credo nella vita dopo la morte, e quindi, data la cupa visione che ho della condizione umana e della sua dolorosa assurdità, perché andare avanti? Alla fine, non sono stato in grado di trovare un motivo plausibile, e sono giunto alla conclusione che noi uomini siamo semplicemente programmati per resistere alla morte. Il sangue è più forte del cervello. Non c’è motivo logico per cui rimanere attaccati alla vita, ma chi se ne importa di quello che dice la testa. Il cuore dice: hai visto Lola in minigonna? Per quanto ci lamentiamo e insistiamo, a volte in modo del tutto persuasivo, che la vita è un incubo di lacrime e di sofferenza, se uno entrasse improvvisamente nella nostra stanza con un coltello e intenzioni omicide, reagiremmo subito. Lotteremmo con tutta la nostra energia per disarmarlo e sopravvivere. (Nel mio caso, scapperei.)
(Woody Allen, A proposito di niente. Autobiografia, La Nave di Teseo, 2020, traduzione di Alberto Pezzotta, pag.21.)

Sa, io lavoro sempre. Scrivo. Qualche volta quello che metto su carta diventa un film, altre volte no. Però scrivo sempre. La chiave di tutto è il racconto.
[Da un’intervista a Maurizio Di Fazio di martedì 22 settembre 2015 su trovacinema.repubblica.it.]
Ecco, il racconto: che, quando fatto ad arte come Lina Wertmüller sapeva fare, illumina la realtà, indaga e scopre la verità delle cose, genera consapevolezza e riflessione, crea preziosa memoria. Gli italiani sono stati grandi maestri del racconto, ora temo lo siano meno o lo siano in un modo assai meno efficace di un tempo e, forse, più sterile. Per questo un’artista così capace di raccontare qualsiasi cosa come lei, libera, ribelle, ironica, sagace, vitale, anarchica nonché donna meravigliosa, all’Italia mancherà certamente molto.
La maggior parte delle persone è così stupida che davvero non è un gran complimento dire che un uomo è superiore alle media.
[William Somerset Maugham, Taccuino di uno scrittore, traduzione di Gianni Pannofino, Milano, Adelphi 2021, pag. 27. Citato da Paolo Nori nel suo sempre illuminante blog, qui.]
«Ah, quel gran cinico di Somerset Maugham!» – forse dirà qualcuno di voi che conosce la corrosività di pensiero che ha reso celebri molti testi dello scrittore inglese. «Cinico? E se invece certo cinismo non fosse altro che la forma più radicale di obiettività?» magari qualcun altro di voi ribatterà, anche senza conoscere troppo quei suoi celebri testi.
Ecco.
Leggete una notizia del genere e cosa pensate, di primo acchito? Che è una fake news oppure che è uno scherzo, una burla anche piuttosto divertente alla quale i soliti giornalisti sprovveduti ci sono cascati subito, no? Perché a leggerla fa parecchio ridere, in effetti.
Ecco, ora capirete come mai tenga sempre in grande considerazione la comicità e l’umorismo: perché alla fine sono strumenti ben più seri(osi), autorevoli e sagaci di ogni altro per capire come gira il mondo, nel mentre che la realtà quotidiana, quella che vorrebbe (e pretenderebbe di) risultare una cosa seria, è molto spesso una roba così ridicola da far ridere un sacco, come la più esilarante gag comica, appunto.
Comunque quelli qualche ragione ce l’hanno: effettivamente non è vero che la gallina non è un animale intelligente, almeno non è tale in confronto a certi umani peraltro pure privi di ironia!
P.S.: cliccate sul titolo della notizia in testa al post, se proprio avete il coraggio di leggerla.