Un effetto farfalla letterario

[Photo by Lacie Slezak on Unsplash.]
I libri veramente grandi sanno generare una sorta di proprio “effetto farfalla“: basta il semplice sfoglio di ogni singola pagina dei loro volumi per scatenare un uragano di emozioni nella mente, nel cuore e nell’animo dei loro lettori.

Auguri, “K”!

A fronte di una triste notizia per l’editoria come quella sulla fine di UTET Grandi Opere, oggi ce n’è anche una buona che alla prima può fare almeno un po’ fa da contraltare. Infatti è sempre bello leggere della nascita di un nuovo periodico che tratti di arti&culture ovvero, nello specifico, di libri e lettura: come “K” la rivista letteraria de “Linkiesta” curata da Nadia Terranova, peraltro dotata di una veste grafica notevolissima, che da oggi si può acquistare online e, a breve, nelle migliori librerie indipendenti in tutta Italia.

Cliccate sull’immagine lì sopra per saperne di più e, da parte mia, un caloroso augurio a “K” di lunga vita e prosperità – che ne abbiamo tutti bisogno, nell’ambito culturale e fuori!

Un idillio alpino

[Ernest Hemingway sulle Alpi svizzere, 1927. Immagine tratta da qui.]

«Avevamo sciato sul Silvretta per un mese, era bello essere giù in valle, ora. Sciare lassù era stato bellissimo, ma era sci primaverile, la neve era buona solo di mattina oppure di sera. Nel resto della giornata era rovinata dal sole. Eravamo stanchi entrambi del sole. Al sole, sul Silvretta, non si sfuggiva. Le sole ombre erano quelle delle rocce e del rifugio che era stato costruito sotto la protezione di un roccione accanto al ghiacciaio. All’ombra ti si ghiacciava il sudore addosso. Non potevi sederti fuori dal rifugio senza occhiali da sole. Era bello abbronzarsi, ma ora tutto quel sole aveva stufato.» […]

Doveva proprio essere stanco Ernest Hemingway dopo un mese intero di bel tempo in montagna: almeno così sembra da ciò che lui stesso scrisse in uno dei racconti di Men without women, del 1927, successivamente entrato a far parte della raccolta I 49 racconti. In quel breve e asciutto Un idillio alpino ci narra di loro che scendono stanchi e assetati e, passando davanti al cimitero di Galtür salutano il prete con un «Grüss Gott», ricevendo in risposta solo un muto accenno di inchino; poi vedono due uomini che seppelliscono una salma. Il resto si svolge all’osteria del paese, dove tra una birra e l’altra, lo scrittore viene a conoscere tutta la storia, di come una donna morta, appunto prima di essere seppellita, fosse stata dal marito appesa a un gancio fuori della casa per tutto l’inverno. «Immagina d’essere seppellito in un giorno come questo» «Non mi piacerebbe proprio» «Beh, comunque non è il nostro caso», è la conclusione di Hemingway.

(Alessandro Gogna, Un idillio alpino, bellissimo articolo pubblicato su “GognaBlog” l’8 ottobre scorso sulla storia sciistica delle montagne del Silvretta, in Austria, frequentate e poi narrate anche da Ernest Hemingway il quale, oltre a tutto il resto di noto, fu anche un appassionato sciatore. Potete leggere l’intero articolo di Gogna – e ve lo consiglio perché merita parecchio, come meritano sempre di essere seguite le sue varie pagine web e social – anche cliccando sull’immagine lì sopra.)

D’io

Il profeta saliva il sentiero sassoso con lunghi e rapidi passi, lo sguardo fisso alla vetta ormai vicina oltre la quale la prima balugine aurorale si stava accendendo. Il suo ansimare era l’unico rumore lassù, segno d’una fatica che tuttavia egli non percepiva, preso com’era dalla missione e dal momento incipiente.
Quando il Sole spuntò oltre l’orizzonte montuoso, fu come se l’Universo intero si fosse acceso di luce abbagliante, o come se un immane incendio senza fiamme avesse avvolto il mondo, scaturendo dal punto in cui l’uomo si era prostrato, gli occhi rapiti da quel prodigio luminoso, le mani aperte in segno di massima accoglienza. Udì la voce del divino forte e imperiosa dentro di sé:
«Ecco la mia legge. Che l’uomo ne sia perennemente guidato, e la sua vita sarà un cammino di gloria e prosperità!».
Di fronte, nel mezzo della luminosità accecante gli apparve una grande lastra d’arenaria, prodigiosamente incisa da chiare parole, da frasi, da periodi compiuti: le leggi divine!
«Grazie, mio dio!» egli urlò, e lo sguardo cercava già di leggere quelle parole, di trarne comprensione nonostante la fremente suggestione dell’evento, mentre il mirabolante sfavillio ultraterreno veniva assorbito dalla turchina purezza del cielo mattutino. Lesse, lesse e rilesse ancora, e poi di nuovo ancora… e di nuovo, per l’ennesima volta, rilesse la lastra incisa. Ne restò sconcertato. Si guardò intorno, poi levò gli occhi al cielo: ora era solo, il silenzio avvolgeva nuovamente il monte, solo un flebile fischio di vento a tratti si poteva udire. Lesse ad alta voce: “Chi osserva la mia legge non a da temere nulla”.
Non a da temere nulla
Ma è… un errore? Un così marchiano errore di ortografia!?!
Mille confusi pensieri presero a girandolare nella sua mente e tutti, in buona sostanza, originavano le stesse domande: come poteva egli, profeta eletto, portare al popolo la legge divina con quel terribile errore? Come poteva essere credibile – dio, la sua legge, il suo insegnamento ed egli stesso in qualità di profeta? E cosa avrebbe pensato il popolo stesso, già animato da una così labile e incerta fede?
In pochi attimi, decise il da farsi. Con gesti risoluti, l’uomo trasse dalla propria bisaccia il coltello, raccolse un sasso e lì vicino trovò un’altra grossa lastra d’arenaria, roccia di cui quel monte era composto. Memore del proprio lavoro di gioventù come scalpellino, in poco tempo ricopiò il testo divino sulla nuova lastra, ora senza più errori e abbellendo pure certi passaggi, che ritenne poco incisivi.
Così, col Sole già alto sopra l’orizzonte, intraprese la discesa verso la folla che lo attendeva, finalmente sollevato e, se così poteva pensare di se stesso, orgoglioso di quanto fatto.

(P.S.: anche questo è un racconto al momento ancora inedito come la raccolta di cui è parte, composta di testi molto molto molto particolari – ho detto “molto”, sì. Ne trovate altri, insieme a scritti d’altro genere, qui. Forse quella raccolta sarà pubblicata, prima o poi. Voi seguite il blog oppure il sito e può essere che tra un po’ ne saprete di più al riguardo. Sì, può essere. Forse. Chissà.)

Un “Alt[r]o” appuntamento da mettere in agenda

Cliccate sull’immagine, leggete, segnatevi le date sul calendario, non prendete altri impegni, preparate ben aperti occhi, mente, animo, spirito, indossate calzature comode e consone e, last but non least, siate pronti a esplorare e scoprire la montagna in un modo nuovo o quanto meno diverso dal solito – nonché a divertirvi parecchio, senza dubbio!

Infine, cliccate qui. Che poi ne saprete ancora di più e meglio pure qui nel blog, presto. 😉