Gli «ambientalisti da salotto» circolano ancora?!

[Immagine generata con Google Gemini AI.]
«Ambientalisti da salotto». Non di rado leggo ancora questa pittoresca definizione (rivolta anche a me, che non posso definirmi “ambientalista” e in salotto ci sto pochissimo) e confesso che non riesco a non ridere nel leggerla. Un po’ come se vedessi qualcuno che usa un cellulare Nokia degli anni Novanta credendo che sia molto migliore di quelli odierni, ecco.

Rido per diversi motivi: primo, appunto, per la grottesca vetustà della definizione. Mamma mia cari “amici”, siete ancora fermi lì? Suvvia, il tempo corre avanti, evolvete anche voi!

Secondo: perché non ho mai capito come mai uno che si interessi di ambiente dal salotto di casa debba necessariamente essere peggio di chi se ne interessi altrove: ho conosciuto “ambientalisti da salotto” con una sensibilità verso le tematiche di difesa ambientale e un’attività, quando dal loro salotto uscivano, ben maggiore di molti “paladini del territorio” sempre in giro a parlare ma mai ad agire oppure agendo male. Certo, so bene che la definizione sarebbe rivolta proprio a chi parla tanto e nulla fa: ma quanti soggetti così ce ne sono in circolazione fuori da qualsivoglia salotto, soprattutto tra quelli così adusi a proferire quella definizione?

Terzo: perché chi se ne sta in salotto effettivamente fa molti meno danni all’ambiente dei tanti che se ne escono e girano per i territori naturali con enormi SUV, in moto, escavando piste, costruendo impianti, cementificando ove possibile e senza alcun rispetto per l’ambiente e il paesaggio, per poi accusare gli altri che criticano tali comportamenti di essere «ambientalisti da salotto».

Quarto: perché puntualmente chi tira fuori questa definizione è colui che non ha altri argomenti da proporre a sostegno delle proprie “idee” (e forse nemmeno ha “idee” da proporre) e quindi non trova di meglio che ripetere pappagallescamente cose del genere, per giunta cadendo nella solita, sterile, stupida polarizzazione ideologica e tematica in voga ovunque nel nostro paese, dall’ambito politico in giù (o in su).

Quinto: perché gli pseudo-ambientalisti (da salotto o da altri locali domestici) le cui posizioni sono più dannose che benefiche per l’ambiente esistono veramente, così come esistono i “paladini della montagna” (o di qualsiasi altro ambito) le cui idee e azioni sono altrettanto deleterie e distruttive. Solo che, bisogna dirlo, almeno i primi parlano tanto e non fanno nulla, i secondi sbraitano e sovente fanno dei gran danni. Se proprio ci sia da buttare qualcuno dalla torre, la scelta viene facile.

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In realtà, ci sono molte più persone che invece sanno dire e fare cose, a tutela dell’ambiente naturale, assolutamente virtuose, benefiche, concrete, efficaci. Guarda caso gli “ambientalisti da salotto” e quelli che danno loro contro si ritrovano molto più spesso sui social che in giro per montagne e spazi naturali. E per fortuna che vanno così le cose: altrimenti quelli che si proclamano e credono “ambientalisti veri” in modo del tutto ingiustificato, i quali purtroppo a loro volta circolano fin troppo, le montagne e gli ambienti naturali li avrebbero già distrutti da tempo.

Dunque, evviva chiunque rispetti e tuteli veramente e consapevolmente l’ambiente: dal salotto, dalla cucina, dal bagno di casa oppure sulle montagne e altrove.

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