Gli italiani? “Un popolo di ignoranti destinato all’imbarbarimento” (Roberto Ippolito dixit)

Stralci da un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno di Roberto Ippolito sul suo nuovo libro, Ignoranti. L’Italia che non sa. L’Italia che non va, appena uscito per Chiarelettere

cop_Ignoranti_Ippolito(…) Siamo in Europa ventiduesimi per la quota di spesa pubblica destinata all’istruzione in rapporto al Pil. Tra gli strafalcioni delle eminenze di governo e gli errori persino nel formulare le domande ai concorsi, tra la pervicace negligenza e il voluto abbandono del patrimonio storico-culturale, appaiono quasi un eldorado gli anni del boom, quando l’innalzamento culturale accompagnò il miracolo. (…) Vedo un paese che purtroppo si è seduto sul proprio benessere, si è assuefatto a questo, e si è ritenuto soddisfatto a tal punto da addormentarsi. Neanche una crisi come quella attuale riesce più a stimolarlo. (…) Quando si abbassa in modo pervicace e generalizzato il livello delle conoscenze e competenze dell’istruzione di grandi e piccoli, indifferentemente, si diventa il paese dell’Europa che, dal 1999, cresce di meno. Abbiamo un impoverimento e un imbarbarimento della vita collettiva. (…) E’ la sconfitta della classe dirigente del Paese. La politica nel complesso ha le sue responsabilità, ma vogliamo parlare dell’impegno della classe dirigente? Vogliamo dire che non legge libri?

Beh, approvo in toto, mi tocca. E ci stiamo dentro tutti – siamo tutti ignoranti, sia chiaro, dacché se si è generata una situazione di tal specie è anche perché abbiamo fatto in modo che potesse (de)generarsi.
Mi viene solo da aggiungere una piccola osservazione: tutto torna. Già, tutto quanto torna, dacché nulla mai (o quasi) accade per caso. L’imbarbarimento generale – dunque culturale ma non solo – di cui parla Ippolito è il frutto di una strategia ben precisa mirata a conseguire tale condizione diffusa, ideale per fare che il potere che ci domina abbia ancor più mani libere per fare ciò che vuole. Molto semplice, molto efficace, molto difficile che accada con un popolo pensante, molto facile che accada con un popolo che ha smesso di pensare. E, appunto, mi guardo in giro (di questi tempi, con una imminente tornata elettorale farsesca come non mai!) e mi ribadisco: già, tutto torna. E’ stata veramente efficace, quella strategia…
Eppure non voglio ancora essere del tutto pessimista. So bene che ci sono ancora italiani verso i quali le opinioni di Ippolito non possono essere contestate. Ma certo che ci sono! Solo… Ecco, spero soltanto non siano quelli che se ne sono andati a lavorare all’estero, perché non riconosciuti nelle loro qualità accademiche e professionali in patria o solo perché in cerca di un luogo migliore nel quale vivere…

(Cliccate sulla copertina del libro per visitare il sito di Chiarelettere e averne ulteriori informazioni.)

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E’ on line il numero 105 – Febbraio 2013 – di InfoBergamo!

cop_InfoBergamo_feb2013E’ uscito il numero 105Febbraio 2013 – di InfoBergamo, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione, ovvero la più diffusa e letta web-rivista di genesi orobica, indubbiamente (fin dal nome, appunto!), ma di respiro, spirito e interessi assolutamente nazionali, se non di più. Il gradimento dei lettori per il mensile è peraltro in costante ascesa, dato che anche con la scorsa uscita di Gennaio InfoBergamo ha saputo consolidare e aumentare il record di Dicembre, giungendo al ragguardevole numero di 93.822! Ma è certamente una quantità ben legata – anzi, proporzionale! – alla qualità dei collaboratori e degli articoli ospitati sul mensile, che anche in questo numero 105 offre veramente molta carne al fuoco tra cultura, politica, società, arte, musica, libri, motori e molto, molto altro, come si può evincere dal sommario del mese
Questa volta il mio contributo è dedicato ad un fenomeno desolante tanto quanto estremamente grave: l’articolo si intitola Se chiude una libreria, chiude un pezzo della nostra civiltà, e offre un resoconto sull’inesorabile “estinzione” delle librerie indipendenti, che comincia a coinvolgere non più solo il piccolo esercizio a gestione familiare ma anche realtà ben più importanti e prestigiose. Prendo spunto da un’analisi della situazione milanese – essendo Milano una città-campione molto interessante anche da questo punto di vista – e la rapporto a quella di Bergamo, città di piccola/media taglia a sua volta statisticamente significativa dacché senza dubbio correlabile a moltissime altre realtà cittadine simili sparse per la penisola – dunque, anche per questo, un articolo che non ha certo una valenza meramente locale ma può ben interessare i lettori di tutto il territorio nazionale.
Cliccate sul titolo sopra riportato dell’articolo oppure QUI per leggerlo direttamente ma, ribadisco, non perdetevi nulla dell’intero ultimo numero e di tutto quanto offre la piattaforma web del mensile, cliccando sull’immagine della copertina in testa al post ed entrando nel sito del mensile: InfoBergamo merita sul serio la vostra attenta lettura, e sono certo che non vi deluderà!

Giovedì 21/02, Villa di Serio (BG), ore 20.45: una serata-evento su e con Francesco Lussana (presentato da Silvia Gervasoni e da me!)

Locandina_Lussana_21feb2013_corniceL’artista bergamasco Francesco Lussana da anni porta avanti una personale ricerca artistica assolutamente originale che, sotto certi punti di vista e in base a particolari peculiarità, rappresenta qualcosa di unico. Lussana ha fatto della fabbrica – in senso letterale, ovvero del proprio luogo di lavoro quotidiano del quale peraltro va fiero e che mai ha abbandonato, anche quando le sue opere hanno cominciato a trovare le porte delle gallerie aperte e il consenso della critica – il proprio studio-atelier, e dalla produzione industriale, ovvero da quanto di apparentemente più lontano ci potrebbe essere dal concetto e dall’accezione popolare di “arte”, ha saputo estrarre e mettere in luce un valore artistico, appunto, che lascia forse inizialmente confusi, quando lo si ha di fronte, ma subito dopo genera una sensazione quasi di sconcerto per non essere stati in grado di vedere quanta bellezza (sì, un termine assolutamente non avulso da ciò di cui sto trattando) e quanto senso artistico vi possa essere pure in oggetti creati da “rozzi” macchinari meccanici.
Per tale motivo (anche, ma non solo), nell’opera artistica di Francesco Lussana le varie declinazioni – tradizionali e alternative – del termine “lavoro” trovano un (quasi) inaspettato e notevole incontro. Lussana lavora e nel lavorare crea arte, facendo dell’arte stessa un “lavoro” nel senso più pieno del termine, non soltanto in quello pratico, materiale. Non solo: dei due termini, “arte” e “lavoro”, amplia il senso, le accezioni e il valore assoluto, ricuperandone sotto molti aspetti la nobiltà intrinseca, oggi molto spesso travisata e offuscata.
Tra il lavoro che nobilita l’uomo, e la bellezza (dell’arte, qui) che salverà il mondo, Francesco Lussana ci invita a riscoprire, o forse meglio sarebbe dire ri-comprendere, quella virtuosa capacità che l’essere umano possiede quale sublime unione tra intelletto e manualità che è il creare. E lo fa’ attraverso lavori Lussana_image_3artistici (definizione assolutamente consona, come ormai comprenderete bene) intensi e affascinanti. Uno di questi – anzi, mi permetto di dire che sia l’opera più rappresentativa, in tal senso – è certamente Struttura OMCN – Interruttore ITALGEN, l’installazione permanente creata da Lussana per Villa di Serio, cittadina alle porte di Bergamo: un lavoro di grande impatto e potenza espressiva sul quale ho già scritto in passato qui nel blog. Una ancor migliore e più approfondita conoscenza dell’opera in questione e di Francesco Lussana si potrà avere giovedì 21 Febbraio, alle ore 20.45 presso la Biblioteca di Villa di Serio (Bergamo), in una serata-evento nella quale l’artista presenterà Struttura OMCN – Interruttore ITALGEN con il prezioso supporto critico della storica dell’arte Silvia Gervasoni, l’intervento di Gian Luigi Della Valentina in vece della municipalità di Villa di Serio (ammirevole e rara nel saper prestare tale lungimirante attenzione all’arte contemporanea) nonché del sottoscritto, investito da Lussana del grande onore di introdurlo ai presenti e di fare da “moderatore” (se mai ve ne fosse bisogno!) della serata, che sarà resa ancora più affascinante dalla ulteriore presentazione del video realizzato da Lussana che racconta il progetto, dall’idea iniziale fino alla realizzazione finale (che ho già avuto modo di vedere in anteprima in una versione quasi definitiva, e che esplica perfettamente quanto prima scritto sul rapporto lavoro-arte che Francesco Lussana ha saputo intessere con la sua arte).
Cliccate sull’immagine della locandina per averne un formato più grande e stampabile, e nel frattempo potete saperne di più sull’opera di Villa di Serio cliccando qui e leggendo i vari articoli che nel blog ho dedicato all’opera stessa e all’arte di Francesco Lussana – e non solo articoli…
Vi invito caldamente a partecipare alla serata: sarà veramente qualcosa di interessante, affascinante e illuminante, come forse solo oggi sa essere l’arte nelle sue manifestazioni più sublimi.

Il podcast della puntata #9 di RADIO THULE 2012/2013

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #9 di RADIO THULE 2012/2013 di lunedì 11 Febbraio 2013!
Una puntata-magazine, dunque classicamente intitolata Cronache da Thule – il numero 2 della stagione 12/13 – nelle cui rubriche questa volta si tratta… Della sopravvivenza sempre più difficile delle librerie indipendenti – anche dalle nostre parti, di una dinamica casa editrice svizzera ma specializzata nel giallo all’italiana, del ritorno di una band fondamentale per la storia del rock, di un imminente evento dedicato a uno dei più originali artisti bergamaschi in circolazione, di una affascinante mostra sull’arte del Novecento di prossima apertura a Brescia… E di molto altro!

Cliccate sulla radio qui sopra per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.

Prossimo appuntamento con RADIO THULE, lunedì 25 Febbraio 2012. Save the date e, per ora, buon ascolto!

Arto Paasilinna, “Prigionieri del Paradiso”

cop_prigionieri_paradisoSu Arto Paasilinna ho già scritto molto, avendone letto tutti i libri che Iperborea ha avuto il merito (e la fortuna) di pubblicare in Italia: lo giudico il più significativo rappresentante del (meraviglioso – parere mio, ovvio) panorama letterario scandinavo, e del suo stile peculiare fatto di una scrittura quasi minimale, all’apparenza distaccata, fredda (ma guarda!), capace con le stesse parole di descrivere l’evento più gioioso come quello più tragico, ironica con leggerezza e non poche volte sarcastica – o dovrei meglio dire sarcasticamente melanconica, in modo tutto nordico – eppure, in verità, capace proprio per quella leggerezza di entrare nel profondo dei temi trattati e di esplorarne anche gli aspetti più ombrosi e ostici, senza mai darsi arie professorali e anzi, appunto, osservando sempre il tutto con sguardo divertito e divertente…
Prigionieri del Paradiso è l’ennesima opera di Paasilinna che Iperborea pubblica da noi (nella traduzione di Marcello Ganassini): ho deciso di leggerla proprio nel corso di un viaggio in Finlandia (con tanto di visita-pellegrinaggio alla casa editrice “originale” di Paasilinna, la WSOY a Helsinki!), e non posso che rimarcare da subito come anche questo sia un libro paasilinniano al 100%…

Leggete la recensione completa di Prigionieri del paradiso cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!