Eduardo Mendoza, “Nessuna notizia di Gurb”

Qual è una delle cose più sfortunate che possa capitare a due esploratori extraterrestri in missione di scoperta di nuovi pianeti e nuove civiltà per l’Universo? Beh, senza dubbio atterrare sulla Terra, e dover avere a che fare con i suoi bizzarri, irrazionali, strampalati abitanti, doverci stare in mezzo, vivere tra di loro e adattarsi al loro strano e contorto modo di vita quotidiano. Per di più, uno dei due alieni, uscito per primo ad esplorare il pianeta e a prendere contatto con gli abitanti, ad un tratto non da’ più alcuna notizia di sé e sparisce nel nulla, costringendo l’altro ad assumere forma antropomorfa (i due extraterrestri sono in origine forme extracorporee fatte di intelletto puro) e andare alla sua ricerca, senza averne in verità troppa voglia.
Nessuna notizia di Gurb (edito da Feltrinelli con la traduzione di Gianni Guadalupi, e uscito in origine nel 1990), è certamente il romanzo di Eduardo Mendoza più follemente surreale che abbia mai letto. Ambientato nella Barcellona in caotico fermento per la preparazione delle Olimpiadi del 1992, e scritto in forma di precisissimo diario, suddiviso non solo per giorni ma pure per ore e minuti…

Continuate a leggere la recensione completa di Nessuna notizia di Gurb cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

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Il nuovo look del sito lucarota.it


Da qualche giorno il sito http://www.lucarota.it ha cambiato totalmente look, ed è on line in una veste completamente nuova!
Sulla scia della home page, già da qualche tempo visibile con il nuovo look, anche le altre pagine si presentano ora con il nuovo design: minimale, elegante, intuitivo e – mi auguro! – accattivante, presentando i contenuti, peraltro arricchiti rispetto a prima, in modo rapido e immediato. E, come inevitabile tocco di creatività, tra le pagine si aprono degli squarci attraverso i quali si può vedere cosa ci sia sotto – e non ci può essere altro che quanto veramente sia importante, in un sito come il mio!
Cliccate sull’immagine qui sopra, e dategli un occhio. Ovviamente, poi, siate liberi di esprimere il vostro parere!

Quando non è bello solo cosa si legge, ma anche dove si legge…

E’ la biblioteca di bordo di qualche grossa astronave interstellare! – vi verrà forse da dire, osservando l’immagine qui sopra… E invece è la nuova biblioteca di Vennesla, una piccola cittadina del sud della Norvegia, circa la quale il celebre huffingtonpost.com, in questo articolo, non esita a chiedersi se non sia la più bella biblioteca del mondo.
Che lo sia o non lo sia, con il suo ultramoderno e minimalista design tipicamente scandinavo ad alta efficienza energetica, di sicuro non è che una tra le tante belle biblioteche che si possono trovare in Norvegia e in Scandinavia in generale: probabilmente la zona del pianeta nella quale la gente legge di più.
E non è certo un caso, questo. Non è certo casuale che le biblioteche al servizio di una società dove si legga molto siano più belle, ovvero che in un posto dove le biblioteche siano più belle la gente legga di più. E dunque che l’amministrazione pubblica investa molto in queste strutture e nella cultura in generale, sia per stimolare la diffusione di essa, sia perché tale diffusione stimola a sua volta le amministrazioni a investire proprio lì, in quelle cose, piuttosto che in altre magari meno utili socialmente, per non dire più futili (sì, ammetto di stare a guardarmi qui intorno…).
E non è certo casuale, a compendio di ciò, che quella parte di mondo dove la gente legge parecchio e dove lo può fare in luoghi tanto belli e pubblicamente curati, vi siano le società certamente più avanzate del mondo stesso. Le più emancipate, le più libere, le più floride, quelle in testa a tutte le classifiche relative al benessere e alla qualità di vita.
Qui, invece, non solo le biblioteche quasi sempre non hanno fondi per potersi rinnovare, abbellire, ingrandire, ma è già tanto se hanno la possibilità economica di acquistare almeno qualche volume per integrare il proprio patrimonio librario. Risultato: due terzi della popolazione, qui, non legge nemmeno un libro. Forse non è un caso, dunque, se poi ci si guarda intorno, e si vede quanto ci tocca vedere…

Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo su huffingtonpost.com, oltre che altri contributi, e per vedere l’intera gallery fotografica sulla biblioteca di Vennesla.

“Touch”, la nuova opera sonora di Tiziano Milani per Setola di Maiale

Il “fare” musica, nel senso tradizionale di suonare e studiare uno strumento, è oggi talmente in svantaggio rispetto alla musica “fatta” che proprio per questo può svincolarsi senza strappo e senza rancore. Questo svantaggio epocale rispetto ai sistemi moderni di composizione-editing musicale digitale e di diffusione digitale, lascia talmente indietro il “fare” musica tradizionale che questo può prendersi tutto il tempo che vuole per fermarsi, riscoprirsi, per rispolverare la sua fenomenologia. Poiché la sua rincorsa è inutile, esso può fermarsi e guardarsi addosso, riflettere, muovendo le mani sullo strumento, come se fosse la prima volta. Non ha importanza se nessuno ascolta.
Piero Antonaci, Etica della musica, Musicologia.it, 2007.

Touch è la nuova opera sonora di Tiziano Milani, il “co-titolare” con lo scrivente di The City of Simulation | La Città della Simulazione. Edita in CDR digipak da Setola di Maiale (come peraltro la stessa LCDS), Touch conferma lo status di Tiziano quale uno tra i migliori e più apprezzati compositori sperimentali e di ricerca italiani, tanto più che, per questo nuovo lavoro, si è potuto avvalere della collaborazione di musicisti del calibro di Koji Nishio al pianoforte, Hiromi Makaino agli oggetti/percussioni elettroniche/ritmi, Lars Musiikki al contrabbasso/chitarra acustica, Cristian Corsi al sax tenore e Lynn Westerberg alla viola. Il tutto, come detto, sotto l’egida di Setola di Maiale, preziosa e ormai indispensabile fucina di ottima musica contemporanea – e lo si intenda nel senso più artisticamente alto che tale aggettivo può avere.

Forse, come sostiene Piero Antonaci, non ha importanza se nessuno ascolta, ma certamente è della massima importanza che vi sia qualcuno, come Tiziano Milani, da poter ascoltare.
Fatelo, allora, ascoltatelo. Ne vale davvero la pena. E cliccate sull’immagine in testa al post per visitare la pagina dedicata a Touch nel sito di Setola di Maiale.

Galleria Brerauno, Corbetta, presenta “Mash up”, personale di Paolo Gonzato, dal 17/03 al 15/04

Paolo Gonzato vive e lavora a Milano, dove si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha lavorato con gallerie italiane e straniere ed istituzioni museali. Recentemente ha partecipato a progetti per la Biennale di Venezia 2009 per la dodicesima Biennale di Architettura e per la Biennale di Berlino.
Tra i promotori di molti non profit-run space come M.A.R.S., ha partecipato a varie residenze; l’ultima, quella di Fiorucci Art Trust, a Stromboli: ha tenuto diversi workshop, come quello al Museo MAGA e ha curato numerosi progetti artistici.
Interessato al design, è stato scelto dall’Associazione Governativa Nipponica JAPAN BRAND per la progettazione e realizzazione di lavori che coinvolgono le loro piu alte capacita storico-artigianali.
Nel lavoro di Gonzato l’errore diventa una risorsa e il difetto un “plus”, così, le sue strutture, precarie e prossime al collasso, comunicano uno stato di precarietà tramite l’uso di materiali effimeri.

(Da www.festivalartecontemporanea.it)

Brerauno Arte Contemporanea presenta Mash up, mostra personale di Paolo Gonzato. Sala delle Colonne, Palazzo Municipale di Corbetta, Milano. Inaugurazione: sabato 17 Marzo, ore 18.00. La mostra sarà aperta dal 17 Marzo al 15 Aprile.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Brerauno e avere ogni ulteriore dettaglio sull’evento.