INTERVALLO – Cinisello Balsamo (Milano), Biblioteca e Centro Culturale “Il Pertini”

biblioteca-cinisello1Se da tempo è opinione unanimemente accettata che i migliori luoghi pubblici deputati alla cultura, nella forma e nella sostanza, siano quelli scandinavi – ovvero quelli dove, per riassumere grandemente il concetto, la biblioteca non è solo una biblioteca, ma è molto di più – anche in Italia come altrove nel mondo sono sempre di più gli spazi culturali pubblici che recepiscono tale nordica ispirazione, offrendo luoghi assolutamente notevoli e dal potenziale socioculturale fondamentale.

biblioteca-cinisello2Il Pertini di Cinisello Balsamo – città dell’hinterland milanese e per questo sofferente, in passato ma per certi aspetti anche oggi, di tutti quei disagi tipici delle zone periferiche delle città post-moderne e post-industriali – è senza dubbio uno di questi luoghi di grande potenziale. Inaugurato il 21 settembre 2012, è in primis la sede della biblioteca comunale, appunto: 5.000 mq di superficie aperta al pubblico su quattro piani, 520 sedute, una sala studio, tre aule per laboratori e corsi, un auditorium (176 posti) e una sala incontri. Ospita complessivamente quasi 120.000 documenti, dei quali i libri sono più di 85.000, oltre a circa 20.000 documenti su supporti digitali. Il Pertini è stato costruito sul perimetro della storica scuola Luigi Cadorna, di cui è stata mantenuta a titolo di rimembranza la facciata, e intende essere la nuova piazza per la città, un’occasione di aggregazione, di incontro e di scambio. Ospita corsi, mostre, concerti ed altre iniziative culturali.

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web de Il Pertini.

Scrivere libri è rifiutarsi di vivere? (Björn Larsson dixit, “special guest” Charles Bukowski)

Da dove mi veniva questo desiderio di scrivere e di essere scrittore? Ovviamente da una miriade di ragioni e motivazioni diverse. E quelle che spiegano perché continuo a scrivere non sono probabilmente le stesse che mi hanno spinto a cominciare. Eppure non c’è da stupirsi se sostengo, da fonte sicura, che una delle prime motivazioni, come più tardi per la barca, era e continua a essere il sogno di una vita in libertà. Solo che oggi so quel che da giovane ignoravo, e cioè che scrivere è un duro lavoro, di lungo respiro, che richiede disciplina e implica non pochi sacrifici. E so anche fino a che punto è difficile vivere della propria penna. Nel suo pregevole libro “La scrittura o la vita”, Yorge Semprun dice giustamente che “scrivere, in un certo senso, è rifiutarsi di vivere”. Non arrivo a tanto, perché la scrittura mi ha anche regalato un surplus di vita. Ma è innegabile che quando si è immersi nella scrittura di un romanzo, vivere risulta difficile. Prima e dopo si vive, durante, mica tanto.

(Björn Larsson, Bisogno di libertà, Iperborea, 2007, traduzione di Daniela Crocco, pag.50)

(Foto di Roberto Dalla Bona)
(Foto di Roberto Dalla Bona)
Leggendo quanto scritto da Larsson mi è venuta in mente l’affermazione di un altro grande personaggio della letteratura moderna, Charles Bukowski, di segno del tutto opposto:

Sento dagli altri scrittori quanto sia duro scrivere e se per me fosse così maledettamente dura proverei a fare qualcos’altro.

Alla fine, per quanto mi riguarda, la verità sta nel mezzo: deve essere un duro piacere, ecco, dacché se fosse solo “piacere” ci sarebbe qualcosa che non va, e se fosse attività così dura idem. Ovvero, è giusto la somma di queste due condizioni a creare quella terza che forse, o probabilmente, può permettere – se si possiedono le capacità – di scrivere cose interessanti.