Piero Manzoni, un genio.

Leggo che hanno avuto gran successo le mostre personali che Hauser & Wirth ha dedicato a Piero Manzoni, prima nella galleria di Los Angeles e poi in quella di New York, conclusasi solo qualche giorno fa (ne parla “Artribune” in questo articolo), ciò in forza dell’accordo che Hauser & Wirth ha siglato con la Fondazione Manzoni in merito all’organizzazione di eventi espositivi “manzoniani” e alla gestione del mercato delle sue opere. «Manzoni – ha detto ad “Askanews” Marc Payot, partner e vicepresidente della galleria – per noi è un sogno che diventa realtà. E’ una figura così rilevante nella storia dell’arte europea, così radicale per il suo tempo, e per noi avere l’opportunità di rappresentare la Fondazione significa renderlo rilevante nell’arte contemporanea e promuoverlo globalmente dalla Cina al Sudamerica.»

Di contro, nemo propheta in patria, Manzoni mi pare che da queste parti non goda ancora di altrettanta considerazione, anzi, non di rado mi capita di sentire i soliti commenti denigranti sulle sue opere, accompagnate dalle altrettanto solite frasi fatte («Lo sapevo fare anch’io!», «Ma che ca**o di arte sarebbe, quella?!» eccetera). Ma tutto questo non fa che rimarcare e confermare ciò per cui vi sto proponendo questo post, ovvero l’evidenza che Piero Manzoni è stato realmente un genio, tanto rivoluzionario quanto (inesorabilmente) incompreso dai più. Che Hauser & Wirth ci crei sopra un proprio business, ora, può essere cosa più o meno discutibile (d’altro canto sono mercanti d’arte, è il loro mestiere!), ma che pure questo comprovi la grandezza artistica, creativa e intellettuale di Manzoni è cosa niente affatto in discussione.

E quelli che non l’hanno ancora capito, e magari citano la Merda d’artista come esempio a sostegno del loro disprezzo, è lampante che non hanno nemmeno capito che proprio la Merda d’artista è la prova inconfutabile della loro ottusità al riguardo.

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INTERVALLO – Bellinzona (Svizzera), libreria “Lettera 9”

Lettera 9 è una libreria no profit voluta da Ondemedia – associazione che si occupa di servizi culturali e promozione del libro – e sita in Via Magoria 9 a Bellinzona, capoluogo del Canton Ticino.

Lettera 9 si profila come libreria second-hand offrendo un’ampia gamma di generi letterari: ticinensia & helveticae, arte, narrativa italiana e straniera, saggistica, edizioni per bambini, fumetti, vinile, cd & dvd, proponendo sempre nuove offerte di libri usati in ottimo stato con sconti al 50% al 70% sul prezzo di copertina.

Potete saperne di più cliccando sull’immagine in testa al post oppure qui, per conoscere meglio l’offerta culturali e i servizi di Ondemedia.

Tutti a Lucerna! No, alt, troppi!

Caspita! Non pensavo proprio che Lucerna, il cuore della Svizzera, il mio libro dedicato alla città elvetica sulle rive del Lago dei Quattro Cantoni che per me rappresenta una sorta di “seconda casa”, potesse scatenare un tal spropositato aumento dei flussi turistici! Già, perché a fronte della crescita esponenziale negli ultimi anni dei turisti in città, soprattutto di provenienza asiatica e in transito con i bus dei tour organizzati, le autorità di Lucerna stanno valutando l’ipotesi d’introdurre una sorta di pedaggio per questi bus turistici (vedi qui), fonte di code sia nel traffico stradale che di imbottigliamenti pedonali quando scaricano frotte di gitanti.

Ehm…

Ok, lo ammetto: non posso dire che un tale aumento considerevole di turisti a Lucerna sia stato causato dal mio libro o, meglio, non sono certo tanto stupidamente sbruffone da poterlo pensare, se non per ridermi addosso!

Ma certamente trovo la notizia interessante, vuoi per il mio legame con la città ma vuoi pure per i miei lavori nell’ambito di progetti di rilancio dei territori di montagna nei quali, gioco forza, bisogna considerare con attenzione anche l’impatto dei flussi turistici troppo intensi e la relativa gestione – che nel complesso deve essere concepita come questione culturale, ancor prima che logistica. Infatti, tornando al caso lucernese, mi chiedo quanto quel turismo pur così intenso e redditizio ma solitamente in modalità mordi-e-fuggi possa realmente far comprendere la bellezza di Lucerna e l’intensità del suo Genius Loci urbano: è lo stesso problema che ci si pone per i territori di montagna, in pratica, luoghi dall’essenza altrettanto forte. Fino ad oggi si è sempre creduto che l’equazione “più turisti = più ricchezza” fosse la migliore e la più vincente, e ci si è prodigati per realizzarla; finalmente (dico io) ora ci si comincia a capacitare del fatto che invece quell’equazione alla lunga rappresenta l’asfissia di un luogo e del suo Genius Loci. Non so se quella del pedaggio possa rappresentare una soluzione efficace: temo di no (anche se non la critico affatto, sia chiaro) dacché, ribadisco, la questione è in primo luogo culturale, relativa al concetto stesso di “viaggio” e alle modalità di fare turismo nel presente e nel futuro, e tutto il resto ne è un’inevitabile conseguenza.

In fondo è un po’ quello che – indirettamente – sostengo anche in Lucerna, il cuore della Svizzera. In tal caso, be’, se visitate la città dopo che avete letto il libro, o se leggete il libro per conoscere ancora meglio la città che avete visitato, non può che farmi piacere. E non credo così di creare qualche disagio alla città e ai suoi abitanti, anzi!

Max Frisch, “Il silenzio. Un racconto dalla montagna”

«La montagna è scuola di vita». Così recita uno dei motteggi vernacolari più diffusi tra i frequentatori assidui dei monti, certamente tornito in una retorica d’antan che oggi appare un po’ pesante ma d’altro canto basato su una verità antropologica e culturale di antico lignaggio, almeno da che l’uomo ha cominciato a frequentare stabilmente le terre alte. La montagna che insegna a vivere con lo stretto necessario, a sfruttare al meglio il poco che offre, a sopportare la fatica e i sacrifici, a coltivare coraggio e ingegno ma pure intuito e passioni, ad acuire la personale sensibilità, a godere di paesaggi e di spettacoli naturali di bellezza assoluta, di luoghi dotati di energia e forza possente come le maestose e ardite vette alpine, che sembrano straordinarie manifestazioni cristallizzate nella roccia e nel ghiaccio, nonché in forme imponenti e bizzarre, dei sogni, delle paure e delle ambizioni umane. Al punto da avere attratto fin da subito gli uomini a salirle, anche prima dell’invenzione settecentesca dell’alpinismo, al fine di elevarsi dalla piattezza terrena e sentirsi più vicini al cielo, al sublime, all’infinito. Ma poi, appunto, per inseguire cimenti ardimentosi, per manifestazioni di forza, di audacia, per prove d’eroismo – che non di rado, poi, rappresentano un tentativo di rivalsa da quotidianità prive di slanci e di valori.
Proprio come accade a Balz Leuthold, il trentenne in crisi con se stesso e la propria vita le cui gesta narra Max Frisch ne Il Silenzio. Un racconto dalla montagna (Del Vecchio Editore, 2013, traduzione di Paola Dal Zoppo, postfazione di Peter Von Matt; orig. Antwort aus der Stille, 1937). Balz ha sempre voluto fare qualcosa di fuori dall’ordinario, nella sua vita: per distinguersi, per mostrare di cosa è capace, per non essere l’ennesimo e indistinguibile uno tra tanti,  ma non c’è mai riuscito. Ha un fratello più grande e, egli crede, più “realizzato”, una fidanzata che a breve sposerà; vive ai piedi delle Alpi, le montagne le ha sempre frequentate, le vette altissime e ardite lo attraggono da sempre: ha deciso, scalerà una di quelle vette lungo una via che nessuno mai ha saputo salire prima []

(Leggete la recensione completa di Il Silenzio. Un racconto dalla montagna cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Non c’è Vascello che eguagli un Libro

Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia –
È un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio –
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo.

(Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano, 1997-2013. Fate clic sull’immagine, anche.)