Ecco qui – per chi non l’abbia già vista – la puntata del 20 settembre scorso di “Orobie Extra”, il programma condotto da Cristina Paulato su BergamoTV (e Unica TV), nella quale ho avuto il grande onore e il piacere di essere ospite con Il miracolo delle dighe, il mio ultimo libro. Una bella e preziosa occasione per poter parlare dei temi di cui ho scritto, del paesaggio montano rappresentato da alcuni degli angoli più straordinari delle Alpi, di come si è sviluppato – per non dire trasformato – dal Novecento in poi nonché della relazione che da secoli ci lega alle montagne e oggi, per molti versi, anche più di un tempo.
[Cortina d’Ampezzo, domenica 24 settembre 2023.]Venerdì 22 settembre ad Aosta c’era un sacco di gente per ascoltare Marco Albino Ferrari, Pietro Lacasella e manifestare la propria adesione alla lotta per la salvaguardia del Vallone delle Cime Bianche, tra Cervino e Monte Rosa, minacciato da un devastante progetto funiviario e sciistico. Domenica 24, a Cortina d’Ampezzo, Piazza Dibona era stracolma di persone radunatesi lì per dire un chiaro e inequivocabile “NO” allo scellerato e vergognoso progetto della nuova pista olimpica di bob. Due weekend fa, il 10 settembre, ancora altre centinaia di persone si sono radunate ai 2600 m del Passo di Gavia, sulle rive del Lago Bianco tra Valtellina e Valle Camonica, per protestare contro i lavori di posa delle tubature che prederanno le acque del lago per alimentare gli impianti di innevamento programmato di Santa Caterina Valfurva. E tutti questi recenti raduni non so che gli ultimi di una serie di altri precedenti, altrettanto sentiti e partecipati, nonché alcuni dei tanti attraverso cui, nelle Alpi e sugli Appennini, un numero crescente di persone, riuniti in associazioni o da cittadini comuni, sta chiedendo di salvaguardare i territori e i paesaggi montani.
[Aosta, venerdì 22 settembre 2023.]Ecco perché, nonostante la devastante azione di certa politica che sta cercando in ogni modo di svendere e consumare le montagne per biechi e inutili scopi turistici al fine di ricavarne chissà quali tornaconti («A pensar male si fa peccato ma si indovina» recita quel noto motteggio) io resto assolutamente fiducioso che una tale realtà, oggi inquietante e irritante, possa cambiare presto. Sempre più persone – me ne rendo conto non solo dalle manifestazioni come quelle citate ma in generale frequentando le montagne e parlando con chi incontro lungo i sentieri e nei rifugi – si stanno rendendo conto che non si può più, non si deve più fare ciò che si vuole sulle/delle nostre montagne, che molte cose che accadono nei territori montani sono sbagliate, pericolose, illecite, insensate, che bisogna necessariamente riprendere la piena consapevolezza del valore inestimabile e condiviso – ambientale, culturale, sociale, economico – delle montagne e dei loro paesaggi, un patrimonio di tutti che nessuno, nemmeno quei pochi scellerati amministratori pubblici coi loro sodali, può permettersi di deteriorare, degradare, consumare e distruggere.
[Lago Bianco al Passo di Gavia, domenica 10 settembre 2023.]Forse anche per questo i suddetti amministratori manifestano una tale foga nel presentare e finanziare continuamente progetti così devastanti: ove non siano semplicemente dei pazzi, in realtà si rendono conto di avere il tempo contato per portare avanti ciò che vogliono fare, che la stragrande maggioranza delle persone non è dalla loro parte e che tutti quelli che al momento restano silenti, che i proponenti pubblici pensano essere concordi alle loro azioni, lo sono soltanto per disinteresse civico, mera pusillanimità ovvero nel tentativo di difendere il proprio “orticello” di interessi privati. Purtroppo per il momento il sistema che autoalimenta la predazione delle montagne sta ancora in piedi ma è vieppiù traballante, anche in forza dei colpi di maglio sempre più violenti, ahinoi, portati dalla crisi climatica in divenire; di sicuro la consapevolezza crescente e sempre più diffusa riguardo la salvaguardia delle montagne concluderà molto presto la loro folle e devastante corsa. Speriamo, quando ciò accadrà, che i danni nel frattempo inferti ai territori montani e alle comunità che li abitano non siano troppo pesanti e profondi.
Nella prossima puntata di “Orobie Extra”, il programma condotto da Cristina Paulato su Bergamo TV (e Unica TV), in onda sabato alle ore 22.30 e in replica domenica alle 13.00 – oppure on line sul sito web e sui social dell’emittente bergamasca, saremo presenti anche io e il mio libro Il miracolo delle dighe con una bella chiacchierata intorno ai temi di cui ho scritto nel libro e al paesaggio montano che, in fondo, è il suo principale protagonista.
Appuntamento dunque sabato e domenica in tivù o sul web; per chi invece volesse saperne di più sul libro, può dare un occhio qui.
Domani, mercoledì 13 alle ore 11.03 su “Radiorizzonti” (e in replica alle 19.44), andrà in onda la bella chiacchierata che ho avuto il piacere di sostenere con Iaia Barzani intorno al mio ultimo libro Il Miracolo delle dighe nonché, come al solito, agli aspetti più affascinanti e emblematici dei nostri paesaggi montani – in fondo i veri protagonisti del mio libro, per i quali le dighe rappresentano un elemento distintivo capace di raccontare molte storie intriganti.
Per ascoltare Radiorizzonti date un occhio qui sotto (o cliccateci sopra):
È veramente bello constatare quanta gente c’era, domenica scorsa al Passo di Gavia, per partecipare alla “Camminata Solidale” in difesa del Lago Bianco e manifestare tutta la propria passione e la sensibilità nei confronti di questo luogo magico e prezioso che sta per essere devastato da lavori a dir poco scriteriati. Ne ricavo un gran sollievo, io che per altri impegni assunti non ho potuto essere presente: per alleviare il dispiacere della mancata presenza tanto quanto per denotare quante persone siano accorse lassù dimostrando di aver perfettamente compreso il valore della bellezza che il Lago Bianco sa offrire e la portata del danno ambientale che gli sta per essere perpetrato.
Non solo, l’importanza basilare di una giornata come quella di ieri al Gavia è anche data dal suo profondo significato civico e politico per certi versi “paradossale”: infatti, mentre i promotori delle opere di prelievo delle acque del Lago stanno palesemente perseguendo e difendendo solo i propri interessi, le persone presenti domenica al Passo e che in vari modi si stanno dando da fare per la difesa del Lago Bianco – anche solo manifestando il proprio dissenso rispetto ai lavori – stanno perseguendo e difendendo gli interessi di tutti, compresi i suddetti mandanti dei lavori. Perché la montagna è di tutti, la sua bellezza, i suoi luoghi e le sue risorse sono un patrimonio comune e collettivo del quale tutti, appunto, possono godere nella sua più ampia integrità senza che qualcuno, invece, lo consideri “roba propria” e si permetta di sfruttarlo con modalità tanto devastanti in forza di deroghe furbesche alle norme e ai regolamenti di tutela vigenti che solo un paese assai carente di buon senso politico e attenzione nei confronti del proprio paesaggio come bene comune si può permettere.
Per tutto questo la Camminata di domenica è stata un grande successo ma niente affatto un punto di arrivo, semmai rappresenta il fondamentale e vigoroso inizio del cammino verso l’ottenimento di risultati il più possibile importanti, efficaci e funzionali alla salvaguardia del meraviglioso Lago Bianco del Gavia nonché, emblematicamente, di qualsiasi altro spazio nelle Terre Alte minacciato dall’insensibilità e dall’egoismo di amministratori ben poco rispettosi e lungimiranti nei confronti delle montagne e di chiunque le frequenti.
N.B.: l’immagine in testa al post è di Simone Foglia, le altre di Alfredo Davide; tutte quanto sono tratte dalla pagina Facebook “Salviamo il Lago Bianco (Passo Gavia)” sulla quale trovate molte altre cronache della giornata di domenica e gli articoli che stanno uscendo sulla stampa.