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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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SI ANDRÀ IN TRENO DA LIVIGNO A ST. MORITZ? SÌ, NO, FORSE, PERÒ

È possibile che un giorno Livigno e l’Engadina saranno molto più vicini grazie a un collegamento ferroviario che permetterà di andare a St. Moritz in meno di un’ora. I piani al riguardo sono stati presentati la scorsa settimana a Livigno, tuttavia in realtà la strada da percorrere è ancora lunga. Livigno spinge molto per il collegamento, che permetterebbe alla località di legarsi a uno dei territori “top” delle Alpi intercettando parte del suo turismo. La Ferrovia Retica si dice favorevole, pensano ai tanti pendolari che dal livignasco vanno a lavorare in Engadina, ma la Svizzera ha già parlato chiaro: se il progetto si vorrà realizzare, «il contributo finanziario dell’Italia sarà determinante». Dovranno pagare gli italiani, in pratica: dunque… chissà!


IL VINO PIÙ ALTO DELLE ALPI (E NON SOLO)

La testata svizzera “Tio.ch” racconta la storia del villaggio di Visperterminen, nel Canton Vallese, e del suo vino bianco “Rieben” ricavato da un vitigno autoctono denominato Heida il quale, essendo coltivato fino a 1150 metri di quota, viene presentato come «il vino più alto d’Europa». In effetti è tra i più alti ma non è il primo della classifica: viene ampiamente battuto dai vigneti della Bodega Barranco Oscuro, sulla Sierra Nevada in Spagna, che giungono fino a 1368 metri. Non è nemmeno il più alto delle Alpi: in Italia i vigneti del vitigno Prié Blanc, nei pressi dei comuni di Morgex e di La Salle in Valle d’Aosta, si spingono fino a 1210 metri. Ma sulla Sila c’è chi fa ancora meglio: i vigneti Immacolata Pedace di Longobucco (Cosenza) arrivano a 1300 metri di quota. Certo, in Europa si resta ben lontani dai vitigni tibetani, i più alti al mondo, coltivati – come attesta il Guinness World Record – fino a 3563,31 metri!


L’ENEL HA PAGATO I PROPRI DEBITI ALLA LOMBARDIA

La Lombardia ha ricevuto 205 milioni di Euro dal gruppo Enel, dovuti dal 2021 per lo sfruttamento di un bene pubblico, l’acqua, per la produzione di energia attraverso le centrali idroelettriche del gruppo. Così si chiude un contenzioso durato anni e concluso alla fine di febbraio con una sentenza della Cassazione che ha imposto a Enel di pagare tutte le somme arretrate, ed è un’ottima notizia per i territori, per la gran parte di montagna, che ospitano gli impianti idroelettrici perché tale denaro deve essere impiegato per finanziare progetti di interesse pubblico, come la sistemazione di strade o gli interventi per prevenire il dissesto idrogeologico; inoltre la sentenza costituisce un precedente per le altre regioni alle prese con contenziosi simili. Ora ci auguriamo tutti quanti che la Lombardia sappia spendere al meglio e con assennatezza tali ingenti risorse a favore delle proprie montagne.


IL TRAFFICO SULLE ALPI CONTINUA A AUMENTARE, INSIEME AI DISAGI

Quanto traffico possono ancora reggere le Alpi? Se lo chiede Pro Alps sull’ultimo numero della propria  rivista “ECO”. Per alcuni l’auto può rappresentare libertà e magari anche relax, ma per le Alpi spesso significa proprio il contrario: strade intasate, rumore, aria inquinata e paesaggi frammentati. Nelle valli strette il traffico rimbomba, le sostanze inquinanti rimangono sospese nell’aria e ogni nuovo parcheggio sottrae un pezzo di prezioso habitat, con gravi disagi per la  popolazione locale. Se le Alpi devono rimanere uno spazio di svago, le buone intenzioni non bastano. Occorrono finalmente decisioni politiche strategiche che limitino efficacemente il traffico e rafforzino con coerenza la mobilità rispettosa dell’ambiente.


UN’OLIMPIADE DI DISASTRI E DI DEBITI CRESCENTI (CHE PAGHEREMO NOI)

La “legacy olimpica”? Sì, dei debiti, arrivata puntuale. Dalla «Parifica del Rendiconto 2025» della Corte dei Conti del Veneto emerge che la Fondazione Milano Cortina – come è stato denominato il Comitato Organizzatore delle scorse Olimpiadi invernali – ha accumulato debiti per un miliardo di Euro, e siccome la Fondazione chiuderà il 31 dicembre prossimo, il procuratore regionale ha chiarito che «gli oneri insoddisfatti finiranno sui bilanci dello Stato, delle due Regioni (Veneto e Lombardia, ndr) e, in parte, sugli enti locali (leggasi il Comune di Cortina e la Provincia di Belluno, ndr)». Cioè pagheremo noi tutti cittadini contribuenti. Al punto che lo stesso procuratore ha chiosato: «Beh, dire che i Giochi sono stati a costo zero…». Interpellata al riguardo la Fondazione Milano Cortina ha risposto un «no comment» che dice tutto sul disastro olimpico, peraltro ampiamente previsto.

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: ambientale

Ieri, per le “Giornate di Primavera” del FAI

Ringrazio di cuore i presenti al mio intervento nell’ambito del convegno “Fai e Comunità Montana insieme per la valorizzazione delle aree montane: dalla biodiversità all’alpinismo” organizzato presso il Monastero di Santa Maria del Lavello di Calolziocorte dalla delegazione di Lecco del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano con la collaborazione della Comunità Montana Lario Orientale – Valle San Martino per l’edizione 2023 delle “Giornate di Primavera”. Pubblico numeroso in considerazione dei tanti eventi concomitanti in loco, e attento nonostante l’ora di pranzo fino al termine della mia dissertazione, nella quale ho proposto un breve ma spero coinvolgente “viaggio” attraverso i paesaggi delle nostre montagne e nell’immaginario con il quale li inventiamo. Proprio così, “inventiamo”: perché siamo noi a “fare il paesaggio” e il paesaggio fa noi, e in tale relazione reciproca vi è l’essenza della cura che dobbiamo manifestare e attuare nei confronti del mondo in cui viviamo, del suo ambiente, dei suoi paesaggi, dal livello domestico a quello globale.

Di nuovo grazie e alla prossima!

N.B.: grazie di cuore a Elena Remondini, responsabile del Settore Cultura della Comunità Montana LO-VSM, che mi ha inviato le immagini in testa al post e ha supportato l’organizzazione generale delle Giornate FAI di Calolziocorte.

Scritto il 27 marzo 202327 marzo 2023Categorie MagazzinoTag 2023,Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,aperture,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,calendario,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,comunicazione,Comunità Montana Lario Orientale,concetto,conferenza,considerazione,convegno,coscienza,cultura,culturale,cura,date,delegazione,Dolomiti,domenica,domenica 26 marzo,dote,doti,download,ebook,ecologia,ecomuseo,economia,elaborazione,elemento culturale,Elena Remondini,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,FAI,Fondo Ambiente Italiano,foto,geografia,geografo,gestione,Giornate di Primavera,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,immaginario,immagini,info,intervista,Lavello,lavori,Lecco,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luoghi del cuore,luogo,Marsilio,Marzo,monastero,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,monumenti,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,parchi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,programma,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relatori,relazioni,responsabilità,saggi,segni,seminario,senso del limite,settore cultura,sito,social,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,Val San Martino,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,ville,visite,vivere bene,vivere meglio,Vorland,web2 commenti su Ieri, per le “Giornate di Primavera” del FAI

REMINDER! Domenica 26, ore 11.30, con il FAI per le “Giornate di Primavera”

[Veduta panoramica dell’alta Val San Martino, ove si trova Calolziocorte e il Monastero di Santa Maria del Lavello, sede delle “Giornate di Primavera 2023” del FAI per la provincia di Lecco. Foto ©Alessia Scaglia.]
Domenica 26 marzo, nell’ambito degli eventi organizzati dalla Delegazione di Lecco del FAI – Fondo Ambiente Italiano per le “Giornate di Primavera” 2023, sarò tra i relatori al convegno “Fai e Comunità Montana insieme per la valorizzazione delle aree montane: dalla biodiversità all’alpinismo”, che si terrà presso il Monastero di Santa Maria del Lavello di Calolziocorte (Lecco) sabato 25 e, appunto, domenica 26.

Quello che vi proporrò, alle ore 11.30, sarà un affascinante viaggio per immagini, idee, evidenze, suggestioni e percezioni attraverso i paesaggi delle nostre montagne e nell’immaginario con il quale le inventiamo e vi conferiamo un’identità, identificando al contempo nel paesaggio noi stessi. “Inventiamo”, proprio così, perché a ben vedere (e lo vedrete con me domenica, mi auguro) siamo noi a «fare il paesaggio» – espressione con la quale ho significativamente intitolato il mio intervento.

Dunque vi aspetto a Calolziocorte: per saperne e capirne di più al riguardo e, ovviamente, per vivere entrambe le “Giornate di Primavera” di quest’anno e tutto quanto di affascinante il FAI offrirà ai presenti!

Per saperne di più, cliccate qui.

Scritto il 24 marzo 202324 marzo 2023Categorie (L.),Arte,Buoni consigli,Eventi,Magazzino,Montagne,News,Opinioni,Utensili culturaliTag 2023,Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,aperture,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,calendario,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,Comunità Montana Lario Orientale,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,cura,date,delegazione,Dolomiti,domenica,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,FAI,Fondo Ambiente Italiano,geografia,geografo,gestione,Giornate di Primavera,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,immaginario,info,intervista,lavori,Lecco,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luoghi del cuore,luogo,Marsilio,Marzo,monastero,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,monumenti,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,parchi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,programma,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sito,social,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,Val San Martino,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,ville,visite,vivere bene,vivere meglio,Vorland,webLeave a comment on REMINDER! Domenica 26, ore 11.30, con il FAI per le “Giornate di Primavera”

Domenica 26/03 con il FAI per le “Giornate di Primavera” 2023

Domenica 26 marzo, nell’ambito degli eventi organizzati dalla Delegazione di Lecco del FAI – Fondo Ambiente Italiano per le “Giornate di Primavera” 2023, sarò tra i relatori – insieme ad altri assai prestigiosi – al convegno “Fai e Comunità Montana insieme per la valorizzazione delle aree montane: dalla biodiversità all’alpinismo”, che si terrà presso il Monastero di Santa Maria del Lavello di Calolziocorte (Lecco) sabato 25 e, appunto, domenica 26.

In questi ultimi anni il FAI sta riservando un’attenzione particolare all’ambiente, al paesaggio e all’agricoltura, temi affrontati di frequente negli ultimi convegni nazionali. Inevitabilmente parlare di ambiente nel territorio lecchese significa parlare di montagna, per questo la si è voluta rendere protagonista di queste giornate, con il convegno suddetto e con le aperture a cura dei delegati e volontari FAI del Monastero del Lavello, della Kong Spa, del Giardino Botanico di Villa de Ponti, e della chiesa di San Martino a Calolziocorte.

Nello specifico, al Monastero del Lavello in stretta collaborazione con la Comunità Montana Lario Orientale Val San Martino, si terrà una serie di interventi di relatori estremamente qualificati in vari settori, durante i quali verranno affrontati argomenti che avranno lo scopo di far conoscere e valorizzare i paesaggi, i saperi e la biodiversità delle montagne. Sarà un vero e proprio viaggio nella conoscenza alla ricerca di un rinnovato equilibrio uomo-Natura, con l’obiettivo di tornare a prenderci cura e godere tutti quanti di questo patrimonio ambientale meraviglioso. Il convegno prevede una serie di interventi della durata di 30 minuti con un intervallo tra uno e l’altro, in modo da consentire ai partecipanti di seguire più incontri e di interagire con i relatori. Si potrà assistere, sabato alle ore 16.00, alla proiezione del film: Lecco verticale. Le rocce sopra i tetti, mentre grazie ai volontari presenti sarà possibile partecipare alle visita guidata della Chiesa e del Monastero di Santa Maria del Lavello.

Come si può leggere nella presentazione delle giornate, «Conoscere e valorizzare i paesaggi, i saperi e la biodiversità delle montagne è come compiere un viaggio alpinistico dalle radici più profonde dell’anima sino alle più alte cime, per sondarne gli spazi, i tempi, le colture e le culture, alla ricerca di un nuovo modo di intendere l’indissolubile quanto delicato rapporto fra uomo e Natura: è possibile (e come?) tornare a prenderci cura dell’ambiente meraviglioso in cui abitiamo, per le generazioni future? Si può vivere la montagna con responsabilità?»

Il mio intervento si terrà domenica 26 alle ore 11.30 e si intitolerà Fare il paesaggio: accompagnerò i presenti in un “cammino” attento e sensibile attraverso l’anima geografica e culturale del mondo in cui viviamo, esplorando alcuni dei territori emblematici delle montagne lecchesi per ricercarne il Genius Loci e per comprendere come i loro paesaggi, con tutta la bellezza e il fascino che sanno donare, sono in realtà l’espressione di noi stessi che li abitiamo, li viviamo, li percepiamo e, soprattutto, li facciamo. Perché noi siamo il paesaggio e il paesaggio è noi, e su questa piccola/grande verità si costruisce giorno dopo giorno il nostro mondo.

Appuntamento dunque a sabato 25 e domenica 26 marzo prossimi a Calolziocorte: potrete conoscere tutte le informazioni utili al riguardo nei documenti che trovate qui nel post (cliccando sull’immagine in testa scaricherete la presentazione completa delle Giornate in pdf, cliccando sulla locandina il programma degli interventi in un formato più grande), oppure potete scrivere a cultura@comunitamontana.lc.it e a lecco@delegazionefai.fondoambiente.it.

Save the date e vedrete: sarà una due giorni tanto intensa quanto affascinante!

Scritto il 18 marzo 2023Categorie MagazzinoTag 2023,Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,aperture,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,calendario,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,Comunità Montana Lario Orientale,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,cura,date,delegazione,Dolomiti,domenica,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,FAI,Fondo Ambiente Italiano,geografia,geografo,gestione,Giornate di Primavera,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,immaginario,info,intervista,lavori,Lecco,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luoghi del cuore,luogo,Marsilio,Marzo,monastero,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,monumenti,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,parchi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,programma,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sito,social,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,Val San Martino,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,ville,visite,vivere bene,vivere meglio,Vorland,web1 commento su Domenica 26/03 con il FAI per le “Giornate di Primavera” 2023

Il paesaggio-libro

[Foto di Artturi Mäntysaari da Pixabay.]
La geografia di un territorio, quella umana in primis ma pure quella fisica per certi aspetti ovvero lo spazio rappresentato da essa, è strettamente legata al tempo nel quale il territorio in oggetto è stato frequentato e ha subìto modificazioni antropiche, quindi la geografia e la storia non possono essere disgiunte nello studio del territorio e del paesaggio. Partendo da questi punti fermi, mi sono reso conto che ogni paesaggio che faccio oggetto delle mie ricerche e dei miei scritti rappresenta in tutto e per tutto una sorta di libro di storia, o diario, o cronaca o resoconto – oppure anche biografia, a ben vedere – che contiene in sé, letteralmente incisa sul terreno, la storia di chi fino a quel momento lo ha percorso, attraversato, modificato, vissuto, sfruttato e infine, nel caso, anche abbandonato. Le vicende storiche delle genti che lo hanno visitato e abitato sono lì inscritte, esattamente così. In questi casi, non faccio altro che osservare un vero e proprio libro, un paesaggio-libro nel quale le varie pagine sono, molto pragmaticamente, i versanti, i fianchi e le forme orografiche che ne caratterizzano la geomorfologia, la superficie tangibile di esse è il terreno, le rocce, le zone prative o boscate, le acque. In pratica il supporto, il media, il contenitore di una storia fatta di tante storie, tante narrazioni indipendenti eppure al tempo stesso rese coerenti dall’essere inscritte proprio in quel “libro”, in quella determinata geografia. E, tutto ciò, non con mera accezione metaforica: tutt’altro. Un libro reale e realmente scritto, compilato diffusamente, su certe “pagine” in maniera maggiore e su altre meno, in base a un ben determinato “alfabeto” composti da segni, da grafemi geografici – a volte pure identificabili come fonemi ambientali.

In fondo, se si rintraccia una definizione enciclopedica ordinaria di “libro” (quella che cito è tratta da Wikipedia), si può leggere che

Un libro è un insieme di fogli stampati oppure manoscritti delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro, usato per acquisire informazioni o anche per divertimento, è il veicolo più diffuso del sapere. L’ambito delle opere stampate inclusi i libri è detto letteratura. I libri sono pertanto opere letterarie e talvolta una stessa opera è divisa in più libri (o volumi).

Bene: parafrasando tale definizione, in fondo senza nemmeno troppa rielaborazione creativa, posso dire che anche il paesaggio-libro è un “insieme” dacché ogni paesaggio è tale, per definizione, quando è rappresentazione completa di una zona geografica sostanzialmente omogenea o di caratteristiche geografiche assimilabili e correlate; è “rilegato” dalla geomorfologia di esso, che ne determina l’uniformità geografica; può avere una “copertina” rappresentata dalla principale rilevanza geografica – fisica ma non solo – che ne è maggiormente identificante. Certamente esso può regalare situazioni di divertimento (ludico-ricreative) ma anche fornire informazioni (nel senso più ampio e culturale del termine) e veicola il sapere come nessun altra cosa. Il tutto alla fine genera una vera e propria letteratura del paesaggio, assolutamente: intesa non come insieme di opere che trattano del paesaggio ma, appunto, in quanto il paesaggio stesso opera narrante, il che rende a sua volta il paesaggio un’opera letteraria. Mi sono reso perfettamente conto di ciò in tanti lavori di scrittura di narrazioni geografiche e paesaggistiche compiuti nel tempo tanto quanto nella riflessione generale sulle personali esperienze di esplorazione del territorio. E chissà, forse anche voi che come me andate per territori e paesaggi con sguardo sensibile, cuore pulsante e animo aperto, ve ne sarete accorti e ne godrete il piacere raro e prezioso che ne deriva.

Scritto il 9 marzo 20239 marzo 2023Categorie MagazzinoTag ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,biblioteca,Borghi,CAI,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,definizione,Dolomiti,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,geografia,geografo,gestione,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,intervista,lavori,Lessinia,lettura,libri,libro,luoghi,luogo,Montagne,montanari,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,vivere bene,vivere meglio,Vorland,Weekend nel Mesozoico,WikipediaLeave a comment on Il paesaggio-libro

“Fare” il paesaggio

[Il nucleo di Costa, o Costa Antica, Monte Marenzo, Val San Martino.]

Il problema della tutela e del rispetto per il paesaggio è un fatto intimo, da riportare alla coscienza individuale, anche se rientra tra i grandi fatti territoriali, collettivi e addirittura planetari. Non servono prediche, indicazioni disciplinari pesanti, ma solo la lieve carezza di uno sguardo verso il maggiore dei doni che ci sono stati dati sulla Terra e che quindi deve essere amato e rispettato, come bene sacro, troppo spesso tradito in cambio di beni puramente materiali.
[Eugenio Turri]

È l’uomo che fa il paesaggio, trasformando il territorio, adattandolo ai propri bisogni, creando luoghi, interagendo con essi e definendoli in base al vissuto collettivo e alla cultura condivisa dal gruppo abitante. Ma tutto ciò genera un pari fenomeno “di ritorno” per il quale è il paesaggio a fare l’uomo, influenzandone la presenza nel territorio, determinando la percezione dei luoghi e dei contesti, contribuendo alla formazione del valore culturale dell’abitare umano in esso. È un perenne do ut des che sta alla base della nostra relazione con il territorio identificato dal proprio paesaggio, uno scambio costante tra azioni materiali e nozioni immateriali (e a volte viceversa) le une dipendenti dalle altre in un modo il più possibile equilibrato il quale solo all’apparenza è determinato dalle circostanze e dai bisogni momentanei ma, in realtà, viene elaborato proprio dalla cultura che si è formata nel tempo durante la relazione tra luoghi abitati e uomini abitanti.

La capacità di preservare l’equilibrio che dà valore a questa relazione è ciò che può determinare la più funzionale e proficua armonia tra elementi antropici, territorio e ambiente, oltre che la piacevolezza estetica della sua visione e la percezione positiva del paesaggio che se ne ricava. Quando invece l’equilibrio non viene rispettato e la reciprocità viene sbilanciata con il perseguire una dominazione forzata sul territorio ovvero una sua trasformazione eccessiva, non solo si conseguirà un’inevitabile disarmonia e un abbruttimento del paesaggio, ma col tempo si cagionerà un contrasto, un dissidio anche in chi interagirà con il territorio in questione, abitandolo o frequentandolo. Fare male il paesaggio – e fare male al paesaggio – significa fare male a chiunque lo viva: ciò risulta un’eventualità ancora più grave nel caso in cui colui che cagiona un danno al paesaggio e colui che lo vive sono lo stesso soggetto, espressione dello stesso gruppo. È una forma di autolesionismo (quasi sempre) inconsapevole che non per questo risulta meno deleteria, alla lunga, anzi: lo è anche di più non venendo còlta in tutta la sua pericolosità. In chiave politica, è una delle maggiori responsabilità e, se mal gestita, delle maggiori colpe di un amministratore locale che non voglia o non sappia comprendere il valore della relazione attiva tra il suo gruppo abitante e il luogo che abita, e anche per questo decida di usufruire del luogo in maniera disequilibrata e carente di consapevolezza culturale, il che denota anche una mancanza di sensibilità e cura verso il paesaggio del quale si è causa e effetto.

Così nascono luoghi piacevoli nei quali è altrettanto piacevole stare oppure, al contrario, spazi vissuti ma privati di equilibrio e armonia, nei quali lo starci inevitabilmente genera disagio, spaesamento, alienazione. Sarà merito nell’un caso o colpa nell’altro ma comunque è causa nostra, di noi che gestiamo politicamente il territorio determinandone il paesaggio e che sappiamo relazionarci con esso armonicamente oppure disordinatamente. Perché quando osserviamo un paesaggio, in realtà osserviamo noi stessi, e prima che fuori, è dentro di noi che dobbiamo ricercare la sua bellezza.

Scritto il 11 febbraio 202310 febbraio 2023Categorie Magazzino,OpinioniTag Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,Dolomiti,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,geografia,geografo,gestione,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,intervista,lavori,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luogo,Marsilio,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,vivere bene,vivere meglio,Vorland,Weekend nel Mesozoico2 commenti su “Fare” il paesaggio

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