Dunque, appuntamento a Padova, domenica 14, alla Fiera delle Parole, con “Cercasi la mia ragazza disperatamente”!


Mi raccomando, eh! Se potete, se vi gira, se passate di lì, se non avete null’altro da fare di meglio – ma, mi permetto di denotare, una fiera letteraria ovvero il poter stare in mezzo a così tanti libri, credo sia qualcosa rispetto al quale poche cose possano essere meglio… Insomma: Padova, domenica 14 Ottobre, La Fiera delle Parole presso lo stand di Senso Inverso Edizioni nella sede espositiva del Centro Culturale Altinate San Gaetano! Io ci sarò, e ci saranno Cercasi la mia ragazza disperatamente, l’ultimo mio libro, e La mia ragazza quasi perfetta, il romanzo predecessore. E se ci sarete anche voi, appunto – se avrete voglia di fare un giro, passate a trovarmi!
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web ufficiale de La Fiera delle Parole, e avere ogni utile informazione nel merito. Dunque ci vediamo a Padova, ok?

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Se la missione del dotto è quella di analfabetizzare…

Diversi anni fa, tra le tantissime mie letture filosofiche, e tra quelle che più mi intrigarono, vi erano le Lezioni sulla missione del dotto di Johann Gottlieb Fichte. Nel loro essere certamente legate al tempo e alla società nella quale Fichte viveva e operava, di fondo esprimevano – ed esprimono – un’idea atemporale, dotata di un valore assoluto ovvero di una validità adattabile a ogni epoca e a ogni società che voglia dirsi avanzata, a mio parere…

Al dotto è affidata una missione: egli, che ha raggiunto il culmine della sapienza, è proprio per questo obbligato, moralmente e responsabilmente, poiché per la sua stessa perfezione culturale possiede maggior coscienza di sé, non solo a diffondere il suo sapere tra gli uomini indotti, ma a presentarsi come esempio vivente di razionalità e moralità per tutti gli uomini. La dottrina e la scienza costituiscono parte essenziale della società, sono esse stesse sociali e quindi il dotto acquista quasi naturalmente il ruolo di educatore degli uomini come magister communis (maestro sociale). (citazione tratta dall’articolo su Wikipedia).


Ora: lì sopra vedete un personaggio assai noto, dotato di una indubitabile sapienza – quanto meno nelle discipline di sua competenza, ma che sottintende una brillantezza intellettuale di sicuro sopra la media – fare qualcosa di assolutamente ridicolo, permettetemi questo giudizio. Un “dotto”, il quale nelle proprie cognizioni accademiche e culturali potrebbe potenzialmente ben rappresentare il soggetto descritto da Fichte, che decide di gettarle (e gettare il personaggio stesso) alle ortiche, persino diffondendo pubblicamente opinioni quanto meno antitetiche a tale sua potenzialità (e non me ne voglia il signor Marra, che non è il soggetto di questa mia disquisizione). Un dotto che diseduca e analfabetizza, in pratica!
Al di là che ciò di cui si assiste nel video può essere considerata cosa banale – e, appunto, peraltro tipica del personaggio protagonista – viene da chiedersi perché, oggi, siamo giunti al punto che certa cultura e molti suoi soggetti, accetti di essere trascinata tra i più biechi e luridi ingranaggi del mercato contemporaneo, costruito e corrotto sul/dal consumismo più sregolato e sfrenato, sul “tutto deve avere un prezzo” (dunque generare un guadagno) e “tutto è oggetto vendibile”.
Visto che il video qui sopra mostra soltanto uno dei più lampanti tra i tantissimi esempi dello stesso genere constatabili, mi chiedo perché la cultura debba avere bisogno di abbassarsi a tanto – più o meno ridicolizzandosi – e di vendersi in questo modo… Ovvero, mi chiedo se anche la cultura, per poter restare in qualche modo davanti agli occhi e all’attenzione del pubblico, sia costretta ad assoggettarsi alle suddette, infime regole del sistema; se effettivamente non riesca più a illuminarsi di luce propria ma i suoi soggetti, quelli che sui media ci dovrebbe andare sì, e spesso, ma per diffonderla, siano costretti invece ad andarci soltanto a fare i buffoni – almeno di fronte al grande pubblico, quello che d’altronde avrebbe maggiormente bisogno della missione del dotto fichtiana.
La mia paura – il terrore, oserei dire! – è che il distorto sistema che, con l’azione dei poteri che lo determinano e dominano, sta mandando alla malora la nostra società, stia per intaccare e degradare in modo sempre più irreversibile anche il mondo della cultura – unico e ultimo argine, forse, alla decadenza generale. E dicendo “la cultura” dico anche il sapere, la conoscenza, l’intelligenza che è sempre sintomo di brio intellettuale, il quale è sempre segno di libertà di pensiero: guarda caso, uno degli elementi più avversati da qualsivoglia sistema di potere a fini dominanti. Da soggetto attivo e il più possibile attento del panorama letterario, devo purtroppo denotare come la personale impressione che quel degradamento, nel mondo della letteratura e dell’editoria, sia già parecchio avanzato, è sempre più forte… Sono sotto gli occhi di tutti certi casi di imposizione bell’e buona di prodotti (termine non casuale!) editoriali palesemente dettati da mere convenienze commerciali, che di letterario e culturale non hanno nulla di nulla, in tal modo contribuendo a diseducare sempre più il pubblico al valore autentico della buona lettura, e a quanto di fruttuoso da essa giunge.
Ripeto ancora: il personaggio preso qui a esempio lampante e grossolano, lo sto usando (tanto, merce per merce!) solo per evidenziare il più possibile un problema che è ben più serio di quel ridicolo video: anche la cultura, per farsi vedere dal grande pubblico, ha bisogno di partecipare al gran teatro delle marionette. Un segno assai grave di quanto sia fondo il barile nel quale la società nostrana sta raschiando, una situazione assolutamente da ribaltare e risolvere al più presto. Se certi soggetti culturali scelgono di fare i guitti in TV, lo facciano pure, ma che il loro ruolo sia quello e stop! La vera e buona cultura è altrove e, io credo, dobbiamo fare di tutto affinché questa evidenza diventi realtà diffusa e accettata.
D’altro canto, l’alternativa è lo sfascio più assoluto, sia chiaro! E se consideriamo che l’Italia, sul suo immenso e prezioso patrimonio culturale, potrebbe vivere e prosperare (economicamente, socialmente, intellettualmente, moralmente… Insomma, in ogni modo!), quando invece ha sempre più le pezze sul sedere – e, aggiungo io, sulla mente

P.S.: sappiate che in questo blog, nel quale pure mi occupo del bello e del brutto della letteratura, credo proprio non troverete alcun articolo dedicato ai libri di Alfonso Luigi Marra. Semplicemente perché non li leggerò, e se anche avevo qualche intenzione di farlo, quel video le ha efficacemente dissolte. Amen.

Arte sfregiata, o arte sPregiata?

Avrete probabilmente letto, sentito e saputo, dai media, di quel sedicente artista russo che ha imbrattato un murale di Mark Rothko esposto alla Tate di Londra, definendo il suo gesto una “forma d’arte” e così, a suo modo di vedere, giustificandolo. “Persino Duchamp e Hirst hanno firmato opere che non erano le loro”, ha dichiarato a supporto delle proprie convinzioni. Non solo: tal personaggio, Vladimir Umanets, che si identifica come il fondatore d’un presunto movimento artistico chiamato “yellowism” (?!?), nega di essere un semplice vandalo o di essere a caccia di notorietà; ha invece affermato che il suo obiettivo è attirare l’attenzione della popolazione su questo “yellowism”, descritto come “un elemento della cultura visuale contemporanea”, inoltre ritenendo che le sue scritte abbiano incrementato il valore della tela.
Una bizzarra ed estrema performance artistica, dunque, quella di Umanets? Il che riporta in auge la solita, classica, ridondante domanda: ma allora tutto può essere arte? Sotto questo aspetto la questione, a mio modo di vedere, è molto semplice: tutto può essere non arte bensì pubblicità, ovvero sistema rapido per far parlare di sé, e in modo di sicuro più fruttuoso rispetto alle conseguenze che pur si dovranno subire per gesti del genere. D’altro canto sì, tutto può essere arte, se tale concetto venga messo in atto e concretizzato da chi l’arte abbia totalmente e perfettamente capito cosa sia. Per intenderci: Duchamp poteva fare ciò, migliaia di altri artisti (o presunti tali) pur celebri, che di fronte a opere e performance artistiche discutibili hanno per giustificarle dichiarato la stessa cosa no, non potevano farlo. Hanno solo scaltramente sfruttato la sottile ambiguità che corre tra “provocazione” e “idiozia”, dunque hanno soltanto fatto scalpore e pubblicità, punto. E se ciò li ha resi famosi, è forse solo perché l’arte oggi è sempre meno pratica e cultura estetica, e sempre più strategia commerciale. Infatti Umanets sarà pure un emerito idiota per quanto ha fatto ma, paradossalmente, nel dichiarare (con cognizione di causa o meno) che le sue scritte abbiano incrementato il valore della tela ha probabilmente ragione, in senso assoluto. Il murale di Rothko suppongo verrà rapidamente restaurato, ma credo di non sbagliare nel pensare che qualche miliardario (di quelli che, sovente, hanno denari in quantità inversamente proporzionale a cultura artistica) se lo comprerebbe, sfregiato così com’è, ovvero acquisterebbe qualcos’altro di simile. Ma non comprerebbe un’opera d’arte pur in parte rovinata, ovvero non ne comprerebbe il suo valore artistico e culturale o il suo messaggio oggettivo: comprerebbe lo scalpore, lo show. Show business, appunto: solo in rarissimi casi tutto può essere arte; molto può spesso tutto può essere business, affari, merce da vendere. In fondo Umanets, al di là del gesto idiota commesso, questo pare l’abbia capito bene; e che venga (giustamente) arrestato piuttosto che intervistato dalle TV e osannato come uno showman (appunto… Uh? Qualcuno ha detto “Hirst”?) è forse soltanto una questione di nome e relativa fama, ecco. Con buona pace di Rothko e della vera arte.

Il podcast della puntata #1 di RADIO THULE 2012/2013

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #1 di RADIO THULE 2012/2013 di lunedì 8 Ottobre 2012, ovvero l’inizio della nuova, nona stagione: una puntata propedeutica per conoscere e capire cosa è RADIO THULE, come funziona, cosa propone, come ascoltarla e tutto il resto… – ovviamente nel caso non ne siate già fedeli ascoltatori!
Cliccate sulla radio qui sopra per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.

Prossimo appuntamento con RADIO THULE, lunedì 22 Ottobre 2012. Save the date e, per ora, buon ascolto!