
Noi non cesseremo l’esplorazione,
e la fine di tutto il nostro esplorare
sarà giungere là onde partimmo
e conoscere il luogo per la prima volta.
[T.S. Eliot, Little Gidding, in Quattro Quartetti, 1ª ed. originale 1942, vv.239-242.]
Probabilmente è quello enunciato da Eliot il fine ultimo e assoluto del viaggio, dell’esplorazione di luoghi, paesaggi, del partire per un altrove che può essere in capo al mondo oppure a pochi passi dalla partenza: tornarci, nel luogo dal quale si è partiti, per conoscerlo con la meraviglia della prima volta che lo si vede e così incontrare e conoscere noi stessi come fosse la prima volta. Che sarà diversa da quella successiva e da quella dopo ancora e da qualsiasi altra.
È il fine del nostro esplorare, è il senso profondo della nostra vita.
Com’è vero! Diventando vecchi, si capisce ogni giorno di più. Non cambia il paesaggio, cambiamo noi. Che dono, la vita!
Già. bisognerebbe però trovare il modo di capirlo prima, il senso della vita, senza dover diventare vecchi e così praticarlo in età ancora attive. O forse ciò che fa diventare vecchi è proprio la presa di coscienza di quale sia il senso della vita?
Ciao Paola, a grazie!