Anche “La Verità” si schiera in difesa del Monte San Primo!

Anche il quotidiano “La Verità” si schiera al fianco del Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” e a difesa del territorio della meravigliosa montagna lariana con un articolo di grande sarcasmo, genialmente scritto come se esprimesse l’opposto, con il quale prende in giro le recenti dichiarazioni televisive del Sindaco di Bellagio, il Comune che con la Comunità Montana del Triangolo Lariano – i «pappagalli italiani» del titolo, ovviamente – ha presentato e sostiene il folle progetto di sviluppo turistico sul San Primo. A riprova di ciò, bene fa l’articolista a mettere tra le parentesi nel sottotitolo ciò che ovviamente la “riqualificazione” non è, cioè «ecosostenibile»: difatti i due enti pubblici sopra citati stanno cercando di non assoggettare alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) la variante al PGT vigente, necessaria a portare avanti il progetto proposto: naturalmente ben sapendo che nessuna valutazione ambientale potrebbe darvi parere positivo, visto l’impatto delle infrastrutture proposte sulla montagna. D’altronde è un sarcasmo inevitabile, quello del quotidiano milanese verso il Sindaco di Bellagio, per come le sue dichiarazioni televisive vengano smentite da egli stesso ovvero da quanto recitano i documenti ufficiali del progetto presentato dal “suo” Comune.

Dunque grazie a “La Verità” per questo importante e originale sostegno alle istanze di difesa del Monte San Primo e, in ogni caso, potete trovare tutte le delucidazioni utili a comprendere meglio la questione – e ciò che ha scritto “La Verità” – nel sito web del Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo”. Avanti così!

La neve artificiale di Milano Marittima

A leggere notizie del genere (cliccate sull’immagine per leggerla pure voi) mi vengono in mente le immagini di certe sfilate di moda di grandi stilisti nelle quali vengono proposti abiti di una bruttezza infinita che renderebbero ridicolo chiunque li indossasse, anche la persona più bella. Eppure sono abiti che qualcuno comprerà a cifre iperboliche solo perché capi di quel tal gran stilista e indosserà rendendosi inesorabilmente ridicolo, appunto – ma ovviamente pensando invece di essere il più “figo” di tutti.

Ecco, certi gestori del turismo contemporaneo mi pare si comportino allo stesso modo: sanno* di proporre delle stupidaggini colossali, ma sanno pure che comunque moltissimi apprezzeranno e accorreranno per “goderne”, pensando che sia una “figata” e di essere parimenti “fighi” loro che ci si divertiranno, non essendo in grado di capire quanto invece il tutto sia – e renda il fruitore – incredibilmente ridicolo.

D’altro canto il turismo di massa contemporaneo deve ormai ricorrere a tali grottesche “attrazioni” per autoalimentarsi, coltivando di conseguenza un pubblico – mi permetto di dire – dalla qualità sempre più scadente il quale farà degradare di conseguenza l’immagine e l’identità del luogo. Il qual luogo, ovvero la comunità che lo abita sulla quale ricadono gli effetti di quel tipo di turismo, è il soggetto che può assentire a tutto questo oppure che ha facoltà di opporsi: ma deve essere ben conscio di dove si trovi la linea oltre la quale si entra nell’ambito del ridicolo, ribadisco. Un ambito dal quale è ben difficile tornare indietro.

*: naturalmente si può discutere sul fatto che il presupporre che lo sappiano sia da considerare a discolpa di quei gestori oppure quale aggravante circa il loro operato.

P.S.: in ogni caso, nonostante quanto sopra, quello della moda resta un settore affascinante e rispettabile ben più di quanto lo sia il turismo, in certe sue circostanze.

Sabato scorso, su “Il Dolomiti”

Una volta ancora, grazie di cuore a “Il Dolomiti per aver ripreso le mie considerazioni sul caso dello scriteriato progetto di “sviluppo turistico” del Monte San Primo, tra i più emblematici riguardo le idee di “turistificazione” sostenute di frequente da certi amministratori pubblici locali in barba a qualsiasi raziocinio, ma ancor più per essere un media d’informazione sempre così attento e sensibile alla realtà delle nostre montagne, alle istanze di salvaguardia e alle proposte di frequentazione dei loro territori veramente consone ad essi e benefiche per le comunità residenti.

Come al solito, per leggere l’articolo cliccate sull’immagine; l’originale invece lo trovate sul blog qui.