Cose che ho detto e dico, spero significative, in tema di montagne, in un video

[Una veduta del Gruppo della Presolana, la “Regina delle Orobie” e montagna referenziale attorno alla quale si sviluppano le valli prealpine bergamasche orientalI. Foto di Mauro Tandoi su Unsplash.]
Ancora in tanti, venerdì 3 gennaio scorso a Vilminore di Scalve in occasione dell’affollatissimo incontro pubblico sul presente e il futuro dei territori montani tra Valle Seriana e Valle di Scalve, hanno chiesto la possibilità di vedere la registrazione del precedente incontro di Clusone del 28 novembre, altrettanto partecipato, intenso e importante – «epocale per la valle» qualcuno addirittura ha sostenuto.

In realtà sono disponibili le videoregistrazioni complete di entrambi gli incontri: qui di Clusone e qui di Vilminore; le avrete sempre disponibili anche nel sito/blog del gruppo “Terre Alt(r)e”, organizzatore e motore con altri degli eventi svolti. Invece, su gentilissima sollecitazione di alcuni (che ringrazio di cuore per la considerazione della quale mi onorano!) di seguito potete vedere l’estratto del mio intervento di Clusone, nel quale dico cose che personalmente ritengo importanti e da valutare non solo per il caso specifico ma in generale per la realtà di tutte le montagne italiane e delle loro comunità, le cui criticità possono variare nella forma ma sovente (e per certi versi inaspettatamente) sono le stesse nella sostanza.

Inutile dire che chiunque è libero di diffondere i video ovunque ritenga giusto farlo; intanto si stanno programmando ulteriori incontri pubblici tra Bergamo e Brescia (ma anche oltre, forse) per discutere i temi in questione, assolutamente fondamentali – lo ripeto ancora – per tutti i nostri territori montani. Nel caso lo saprete qui sul blog.

Grazie ancora a tutti!

Un’altra serata bella, potente, importante per parlare di montagne e futuro, venerdì scorso a Vilminore di Scalve

A Vilminore di Scalve, venerdì sera 3 gennaio, l’incontro pubblico per discutere del futuro turistico e non solo di questi significativi territori di montagna bergamaschi è stato di nuovo una cosa bellissima e per molti versi emozionante, come lo fu a fine novembre a Clusone.

Sala stipata ben oltre la capienza, pubblico immobile per quasi 3 ore, attento, sensibile, partecipativo nel dibattito successivo agli interventi, visibilmente consapevole di dover sapere come stanno le cose, sulle proprie montagne per capire come viverle al meglio oggi e domani.

Come ho detto da subito nel mio intervento (del quale alcune diapositive vedete lì sotto), una tale presenza così partecipata è il primo e fondamentale atto politico – nel senso più alto e nobile del termine – che fa “comunità” nei territori montani, cioè la cosa fondamentale che mantiene viva la montagna e può assicurarle un futuro vantaggioso per chiunque vi risieda tanto quanto per chi la frequenti turisticamente. Tra tentativi di perseverare con modelli turistici monoculturali (sciistici ma non solo) palesemente fuori contesto e ormai superati, e le tante, troppe criticità socio-economiche delle quali le valli montane italiane soffrono in maniera spesso cronica, causati da una politica troppo disattenta e deviata, le comunità di montagna hanno la necessità di ritornare ad avere tra le mani la propria sorte, un diritto fondamentale che di contro richiede il dovere di manifestare piena consapevolezza culturale di cosa significhi abitare in quota, tanto più con la realtà in divenire che stiamo affrontando così piena di variabili – a partire dalla crisi climatica, ma non solo – che inevitabilmente cambieranno la vita delle comunità e il loro rapporto con il territorio abitato.

Ma anche grazie a ciò proprio dalle montagne, dopo che per tanti decenni hanno subìto loro malgrado modelli economici, sociali e consumistici apparentemente vantaggiosi ma alla lunga devastanti (che tuttavia alcuni vorrebbero di nuovo perpetrare, come detto, per inseguire propri meri tornaconti), può “fluire” il miglior futuro possibile per il nostro paese e per i tempi prossimi che ci aspettano.

Di sicuro ieri sera a Vilminore, come la scorsa volta a Clusone, quel flusso di nuovo futuro sostenibile e vitale ha cominciato a alimentarsi.

Personalmente ringrazio di cuore gli organizzatori della serata, citati nella locandina, e tutti i presenti, anche per come queste occasioni mi diano la possibilità di imparare tanto e dare sempre più spessore e valore alla mia conoscenza e alla relazione con le montagne.

Alle prossime occasioni – che non mancheranno, statene certi!

(Le foto della sala gremita di gente mi sono state fornite dal collettivo “Terre Alt(R)e“, che ringrazio!)

Questa sera, a Vilminore di Scalve, un incontro da non perdere per discutere del futuro delle montagne e di tutti noi

Dopo il partecipatissimo e a detta di molti “epocale” incontro dello scorso 28 novembre a Clusoneil dibattito sul presente prossimo e il futuro dei territori montani dell’alta Val Seriana e della Valle di Scalve tornerà protagonista il prossimo venerdì 3 gennaio a Vilminore di Scalve, capoluogo della valle più orientale delle Prealpi Bergamasche, in un incontro pubblico incentrato sul progetto di collegamento tra i comprensori sciistici di Colere, in Val di Scalve, e Lizzola-Valbondione, in alta Valle Seriana, dal titolo “PATRIMONIO DI TUTTI O PARCO DIVERTIMENTI PER POCHI?”, al quale sarà di nuovo per me un grande onore e un notevole privilegio partecipare cercando di portare più dati oggettivi, argomenti, considerazioni fattuali e visioni al fine di strutturare il dibattito più ampio, compiuto e esaustivo possibile, insieme agli altri prestigiosi relatori e alle rispettive varie competenze che offriranno ai presenti.

Mi auguro vivamente che chiunque sia in zona o vi possa giungere scelga di partecipare: abitanti, residenti, villeggianti turisti, curiosi della zona o forestieri… tutti quanti, nel mentre che siamo/stiamo e interagiamo con un ambito così unico come sono le montagne, contribuiamo alla loro vita e partecipiamo alla comunità che le anima. È un impegno, una responsabilità, un dovere anche quando lo si colga solo come puro divertimento e godimento della bellezza montana, ma è allo stesso tempo un diritto, un privilegio, una straordinaria opportunità: dunque interessarsene, almeno un poco, rappresenta un elemento importante per pensare, comprendere, elaborare, sviluppare e assicurare il miglior presente e futuro possibili per le montagne che abitiamo e frequentiamo. «Tanta roba!», insomma, e un privilegio che, detto tra noi, quelli giù in città (con tutto il rispetto) se lo sognano!

Per saperne di più sull’incontro – oltre modo importante e emblematico, inutile affermarlo di nuovo – cliccate qui.

Milano, Fondazione Feltrinelli, domenica alle 16.30: un talk con prestigiosi ospiti per parlare di montagne e di futuro

[La prima periferia nordoccidentale di Milano e le cime del massiccio del Mischabel, tra Saas Fee e Zermatt (Svizzera), in una foto di Stefano Gusmeroli tratta da blog.urbanfile.org.]
Milano è una città in cui vive un numero sorprendente di persone che amano e frequentano valli, boschi, sentieri e cime. L’obiettivo del Milano Montagna Festival, che comincia domani 26 ottobre, è quello di creare un contesto urbano dove conoscere ed approfondire le più belle storie e incontrarne i protagonisti. “Tempo di montagna” è il tema di quest’anno. La montagna vive secondo i suoi ritmi, le sue stagioni, le sue condizioni. Un tempo dettato da spazi e relazioni. Un tempo a volte compreso, a volte sfidato, a volte interrotto dall’essere umano. Il festival sarà l’occasione per capire cosa abbiamo imparato dal passato e cosa oggi stiamo progettando per il futuro. Il programma è ricco di punti di vista, con un’attenzione particolare rivolta alle tematiche ambientali.

Grazie al prezioso media partner “L’Altra Montagna”, il festival ospiterà il format “Un’Ora per Acclimatarsi” storica tavola rotonda a tema ambientale, nata al Trento Film Festival, con ospiti prestigiosi che domenica alle 16.30 parleranno in modo puntuale, scientifico e politico di “Ghiacciai, dighe e crisi climatica”: Adele Zaini (climatologa e presidentessa del gruppo CAI Sem Juniores), Sofia Farina (“L’AltraMontagna” e POW/Protect Our Winter), Michele Argenta (“Ci Sarà Un Bel Clima” e “Gigiat”), Giovanni Baccolo (glaciologo), Vanda Bonardo (presidente di Cipra Italia e responsabile nazionale di Legambiente Alpi), e lo scrivente, che porterà al talk la propria esperienza sul tema e sul paesaggio alpino antropizzato in generale dalla quale è scaturito il libro “Il miracolo delle dighe”.

Trovate tutte le info su Milano Montagna 2024 e ovviamente il programma completo degli eventi qui; il comunicato stampa ufficiale di presentazione del Festival invece è qui.

[Le dighe di San Giacomo e di Cancano, nella Valle di Fraele sopra Bormio, da sempre gestite dalle aziende energetiche che servono la città di Milano. Immagine di Simone Polattini, tratta da qui.]