Nebbia fitta, ancora!


Ennesima giornata di nebbia fitta! Accidenti!
E non ho impiegato molto tempo per rendermi conto di quanto lo fosse…
Torno a casa, lascio la macchina in garage, vado in cucina e metto sul fuoco l’acqua per la pasta. Poi salgo di sopra, in camera, per cambiarmi, e in bagno mi lavo le mani. Quindi ho l’impressione che in mansarda ci sia accesa la luce, salgo per controllar…
???
EEEHI!!! Casa mia non ha la mansarda!
Di chi cavolo è questa casa?
Maledetto nebbione!

“In viaggio nella libertà”: RADIO THULE #2-11/12, lunedì 24/10, ore 21 live su RCI Radio!

Lunedì 24/10, ore 21.00, live su RCI Radio e in streaming:
RADIO THULE, anno VIII, puntata #2:
In viaggio nella libertà
Ovvero: RADIO THULE ospita Jordi Schifano e il suo libro Un Ramadan di libertà, il resoconto del suo avventuroso viaggio/soggiorno nella Libia liberata pochi giorni dopo la rivoluzione popolare.

Per ascoltare RADIO THULE in streaming dal tuo pc clicca QUI. E dal giorno successivo, qua sul blog, il podcast della puntata! Quindi, in un modo o nell’altro: stay tuned!

“Filosofia dell’umorismo”, John Morreall

«L’umorismo ci insegna che la strategia universale per vivere bene è la versatilità. Di fronte a un certo tipo di “cattive notizie” non c’è nulla che potremmo fare per migliorare la situazione eccetto che prendere una distanza emotiva e trasformarle, da tragiche a divertenti. Ricordo le parole che Oscar Wilde pronunciò in punto di morte: “Questa carta da parati è atroce. Uno di noi due se ne deve andare”.»

Filosofia dell’umorismo – Origine, etica e virtù della risata, di John Morreall, per Sironi Editore. Certamente una mia prossima lettura.

Discriminazioni

Ora vi dico cosa è successo a Sandro – o meglio, cosa gli hanno combinato… – a volte è veramente incredibile constatare su cosa certe gente costruisca una bella e buona discriminazione, su quali piccolezze, insignificanze, artificiosità senza una reale logica si facciano scelte e si prendano decisioni che discriminano, appunto, solo, perché non si riesca a comprendere qualcosa che ci si trova di fronte, e se quel qualcosa rappresenta un ostacolo, pur irrilevante, non si trova la volontà di superarlo, o quanto meno di girarvi attorno… In fondo, è quanto anch’io sto sperimentando con Miasmine…
Comunque, vi racconto: sapete già che ho insegnato a Sandro i rudimenti della guida automobilistica, e tuttavia che fino a qualche tempo fa mostrasse parecchi impicci nel metterli in pratica, soprattutto nell’uso del cambio; bene, devo dire che negli ultimi tempi ha invece fatto notevoli progressi – anche perché, in tutta sincerità, gli ho eliminato il problema alla radice, convertendo il cambio manuale della mia utilitaria in cambio automatico (uh, niente di speciale, basta qualche ingranaggio epicicloidale e un banalissimo microprocessore di controllo…): in tal modo non deve far altro che pensare a guidare, e per inserire la retromarcia, sua maggiore difficoltà all’inizio, gli basta un colpo di zampa alla leva del cambio… Così, lo devo ammettere, i suoi progressi sono stati così grandi e entusiasmanti, tanto da ritenerlo pronto per tentare di sostenere l’esame pratico come privatista presso una scuola guida: ci pensate, il primo cane al mondo (credo…) patentato?! Una cosa da guinness dei primati!…
Purtroppo, da qui in poi sono cominciati i “problemi”, se così si possono definire… Prima, convincere l’istruttore su che fosse un cane (“Un cane?”, “Sì, un cane!”, “Ma… Un cane?”, Siiiì, un canee!”, “Ma proprio un cane?”… Avanti così, per quasi un’ora!…) a dover sostenere l’esame, poi vincere la sua incredulità e mostrargli nel parcheggio di un grosso supermercato come Sandro sapesse guidare – e da quel momento l’istruttore ha assunto una bizzarra espressione sul viso, tipo “mi sono apparse la Madonna, Afrodite, Ishtar, Freyja e Wonder Woman tutte insieme nello stesso momento”, espressione che gli resterà in viso fino all’ultimo – poi ancora persuaderlo all’uso dell’auto con cambio automatico con identico valore “valutativo” di quella con il cambio manuale (“Insomma… Chiuda un occhio… E’ un cane, in fondo, mica le chiedo di patentare un frigorifero!…”), e finalmente l’esame, che peraltro Sandro supera brillantemente… A questo punto, cosa salta fuori? Beh, salta fuori, in buona sostanza, che Sandro non può guidare, non può essere patentato, e tutto perché la patente, per essere valida, deve riportare la firma del suo titolare: e come fa un cane, creatura dotata di zampe senza dita prensili, a prendere in mano una penna e scrivere? E poi, avete mai sentito che i cani sappiano scrivere?
Così, accidenti, Sandro non ha potuto ottenere ciò che si era meritato sul campo per un piccolo e insulso cavillo burocratico, che per giunta con l’esame di guida in sé non centra nulla… Vi pare giusto? Non è una vera e propria discriminazione quella che ha subìto?… Quanto meno, tra i due, pare che sia io quello che se l’è presa di più (già m’immaginavo qualche bel sonnellino in corso di viaggio d’auto, con lui alla guida…), mentre Sandro, una volta a casa, si è fiondato sulla propria palla preferita per giocarci con immutato entusiasmo…

Da La mia ragazza quasi perfetta… Dategli un occhio, cliccando un po’ ovunque nel blog, qui, o qua accanto (se leggete dalla home page), oppure sopra…