Vibranti proteste

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È veramente bello e assai apprezzabile leggere sui social le vibranti proteste riguardo l’ennesimo caso di corruzione che sta coinvolgendo esponenti della politica e della pubblica amministrazione italiane! Nonostante in questi giorni gli argomenti principali di discussione siano altri, finalmente la società civile si sta svegliando e sta reagendo contro questo autentico e tremendo virus – è proprio il caso di denominarlo così – che ammorba da Nord a Sud l’intero paes…

Ah no, un attimo… chiedo scusa.
Stanno protestando per la sospensione del campionato di calcio.
Nonostante in questi giorni gli argomenti principali di discussione siano altri, già.

Ecco. Mi pareva.

Il paese più governabile al mondo

In realtà questo Paese è invece il più governabile che esista al mondo: le sue capacità di adattamento e di assuefazione, di pazienza e persino di rassegnazione sono inesauribili. Basta viaggiare in treno o in aereo, entrare in un ospedale, in un qualsiasi ufficio pubblico, avere insomma bisogno di qualcosa che abbia a che fare con il governo dello Stato, con la sua amministrazione, per accorgersi fino a che punto del peggio sia governabile questo Paese, e quanto invece siano ingovernabili coloro che nei governi lo reggono: ingovernabili e ingovernati non dico soltanto nel senso dell’ efficienza; intendo soprattutto nel senso di un’ idea del governare, di una vita morale del governare.

(Leonardo Sciascia, discorso alla Camera dei Deputati, Roma, 5 agosto 1979. Citazione tratta da Lanfranco Palazzolo, Leonardo Sciascia deputato radicale, 1979-1983, Kaos Edizioni, Milano, 2004.)

Era il 1979, quando Sciascia pronunciò queste parole. Se dopo quarant’anni il loro valore resta immutato ovvero se incredibilmente risultano ancora più consone all’attuale stato di fatto nazionale, è prova evidente che l’Italia ha serissimi problemi. E che il paese per primo non è in grado di rendersene conto, ne allora ne tanto meno ora.

(L’immagine è tratta da qui.)

A furia di “approfondire”, si è sprofondati

Si è così profondi, ormai, che non si vede più niente. A forza di andare in profondità, si è sprofondati. Soltanto l’intelligenza, l’intelligenza che è anche «leggerezza», che sa essere «leggera», può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità.

(Leonardo Sciascia, Nero su Nero, Adelphi Edizioni, 1979-2004.)

Non ci sono più quei bei cretini d’una volta!

È ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia un cretino. […] e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto, tutte le volte ci assalgono che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta! Genuini, integrali. Come il pane di casa. Come l’olio e il vino dei contadini.

(Leonardo Sciascia, Nero su Nero, Adelphi Edizioni, 1979-2004.)

Forza, Maestro Camilleri!

Suvvia, caro Maestro! Va bene che è sempre stato un gran mattacchione, ma ora non si metta a giocare a nascondino con la vita, che se finisse che non la trovassimo più, in giro per il mondo dei libri e non solo lì, sarebbe realmente una grande tristezza! Ecco, si ripigli (scusi la terminologia, ma è per capirci al meglio), lei e il posto luminosissimo che le compete nella cultura italiana: deve restarvi ancora a lungo, il più a lungo possibile. D’altro canto ho letto che ha ancora un sacco di cose da realizzare e una volta, ancora qualche anno fa, disse pure che la morte la trova «disdicevole», quindi: che lei faccia così «unn’è muru pi Alcamu», come dicono dalle sue parti. Non è cosa possibile.
Forza, dunque, che ci dobbiamo “rivedere” presto. Assolutamente.