Una risposta per Capaci, 25 anni dopo

A 25 anni dalla strage di Capaci – data tragicamente fondamentale nella storia d’Italia contemporanea, ben al di là del mero valore delle annuali commemorazioni – e proprio riflettendo sulla sua spaventosa consistenza storica, mi viene da ritenere che la domanda fondamentale da porsi, ancor più di quelle su chi sia stato, sul “come” e sul “perché”, che ho visto riportate dai media in questi giorni, è: la morte di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti gli altri funzionari dello Stato Italiano che hanno veramente combattuto la malavita organizzata rimettendoci per questo la vita, è servita a qualcosa? E non lo chiedo riguardo tanto la consapevolezza civica diffusa nella società in tema di mafie, quanto circa la realtà concreta della lotta dello Stato verso le mafie.

Perché – inutile rimarcarlo – se la perdita di tutti quegli uomini così valenti, fossero procuratori, giudici, funzionari delle Forze dell’Ordine o semplici agenti, non fosse servita allo Stato per sradicare nella maniera più incisiva e profonda possibile la presenza della malavita organizzata dal proprio corpo istituzionale e dalla società civile sottoposta, sarebbe per lo Stato stesso una colpa di gravità inaudita. O, per dirla altrimenti, un’ammissione di colpevolezza.

Dopo 25 anni dall’eccidio di Capaci, penso sia il caso di dare una risposta, a questa domanda. La coscienza civica nazionale non può e non deve avere macchie, in questo caso.

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Giorgio Scerbanenco, “Nessuno è colpevole”

cop_nessuno_colpevole_ScerbanencoGiorgio Scerbanenco è il giallo italiano. Lo è non perchè l’abbia inventato, o perché abbia creato con i suoi libri uno stile peculiare rispetto ad altri già in uso – in effetti mi pare si sia sempre riferito al modello giallistico deduttivo anglosassone, nella sua scrittura – semmai lo è perché per il giallo italiano egli è stato un vero e proprio leader, una sorta di guida, una figura chiave che è divenuta effigie del genere stesso per la maggioranza del pubblico italiano. Chiunque abbia scritto romanzi gialli in seguito deve qualcosa a lui – e non tanto, lo ribadisco, dal punto di vista stilistico, quanto più per essere debitore dello “spirito letterario” che Scerbanenco ha saputo infondere nella sua opera, peraltro foltissima di titoli e non solo gialli.
Nessuno è colpevole (Sellerio Editore, 1° ed.2009) è senza dubbio un ottimo esempio della scrittura gialla di Scerbanenco: assolutamente ispirato dalla giallistica anglosassone, appunto, e non casualmente, credo, ambientata in una città americana (Boston, guarda caso la città più anglosassone degli USA) quasi a rimarcare la necessità di un richiamo a quella cultura e al mood generale che ne può derivare, ha però al contempo un quid di italianità coeva (siamo negli anni della Seconda Guerra Mondiale e del regime fascista, quando uscì il romanzo) che è già illuminante su quanto scriverà poi Scerbanenco negli anni successivi, in opere che faranno di Milano il centro del suo mondo letterario, non solo tematicamente ma anche dal punto di vista della rappresentazione sociale (e nell’idea di essa) che dalle storie narrate si può facilmente cogliere…

Leggete la recensione completa di Nessuno è colpevole cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Andrea Camilleri, “La concessione del telefono”

Acquistai questo volume direttamente nello stand della Sellerio al salone del Libro di Torino, chiedendo espressamente alla gentile mia interlocutrice dell’editore palermitano di consigliarmi un’opera di Andrea Camilleri – che non fosse della saga del Commissario Montalbano: ciò per non farmi influenzare dalla celebrità di essa e dalle suggestioni televisive della bella serie con Luca Zingaretti – che mi potesse far appassionare allo stile di scrittura dell’autore siciliano…
Comprenderete, con ciò, che già manifestavo una certa positiva predisposizione al godimento della letteratura di Camilleri, personaggio squisito che è un piacere ascoltare ad ogni sua ospitata televisiva per la simpatia e l’intelligenza che dimostra…

Leggete la recensione completa di La concessione del telefono cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

“Rinascenze”, dal 28/11 al 02/01/12, Palazzo Riso, Palermo

Alessandro Di Giugno, "Immensa materia invisibile", 2011
L’esposizione nasce da un bando di concorso, ideato da Antonella Amorelli (coordinamento generale di Riso) e realizzato in collaborazione tra il Museo e la Rinascente, rivolto a tutti gli artisti presenti nell’Archivio S.A.C.S. per la progettazione di opere d’arte da allestire nelle grandi vetrine al pianterreno del suo punto vendita di Palermo. Ricorrendo in modo evidente a una immediata assonanza con il committente, “Rinascenze” – titolo del bando nonché della mostra – indica un tema legato sia al contesto socio-culturale del capoluogo siciliano e alla Vucciria, il quartiere che ospita la Rinascente, sia alla contingenza temporale in cui, dalla fase critica che stiamo attraversando, sono possibili e auspicabili “rinascite” connesse alla cultura e al territorio.

Clicca sull’immagine per avere ogni informazione utile sulla mostra, e per visitare il sito web di Palazzo Riso.

“Sotto quale cielo?”, Palazzo Riso, Palermo, fino al 08/01/2012

Massimo Bartolini, "La strada di sotto"
Bellissima mostra, assolutamente da non perdere. Ora ancor più, visto che è stata prorogata fino all’8 Gennaio 2012…
Cliccate sull’immagine dell’opera per avere ogni utile informazione nel merito.