Annalisa Fioretti, la “dottoressa degli 8000” – e questa sera anche di RADIO THULE, su RCI Radio!

radio-radio-thuleQuesta sera, 5 dicembre duemila16, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 5a puntata della XIII stagione 2016/2017 di RADIO THULE!
Una puntata intitolata Oltre… – e non solo perché sarà oltremodo coinvolgente! Semmai, soprattutto, perché vi sarà ospite un personaggio che è “oltre” tante cose: oltre tanti limiti, oltre le convenzioni, oltre tanta straordinarietà, tanta umanità, oltre realtà lontane a noi ma molto meno di quanto possiamo credere, oltre le montagne, oltre le difficoltà, gli ostacoli… “oltre” come va sempre oltre il vero viaggiatore, per il quale ogni meta non è che un punto di arrivo e insieme di partenza per continuare a viaggiare. Insomma: per un graditissimo e assai atteso ritorno, sarà prestigiosa ospite di questa puntata di RADIO THULE Annalisa Fioretti, la ormai quasi leggendaria dottoressa degli 8000!
Con lei riprenderemo il “viaggio” già intrapreso nella precedente “ospitata” dello scorso anno, lungo un cammino spazio-temporale a dir poco ricolmo di fatti, eventi, storie, persone, emozioni – a partire da quel drammatico 25 aprile 2015, giorno in cui il Nepal è stato letteralmente distrutto da un violentissimo sisma che Annalisa ha vissuto “in diretta” dal campo base dell’Everest…

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

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INTERVALLO – Lahore (Pakistan), librerie di strada

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Spesso in questo spazio vi presento luoghi deputati alla lettura, che siano biblioteche, librerie o altro, ospitati in bellissimi edifici, vere e proprie opere d’arte architettonica contemporanea; e sono il primo a sostenere che in questi casi un bell’edificio predispone l’animo del visitatore a usufruirne al meglio, e ovviamente a usufruire nello stesso buon modo di quanto contiene e offre.
Se invece vogliamo mettere totalmente l’accento sul contenuto (assai prezioso, trattandosi di libri) piuttosto che sul contenitore, vi sono luoghi nel mondo ben più… minimalisti, in tal senso, come le rivendite di libri (definirle “librerie” è forse troppo!) che si possono trovare per le strade di Lahore, la seconda città del Pakistan e capitale della regione del Punjab, che anche in questo particolare modo dimostra di essere il principale centro universitario e culturale del paese asiatico.
Evidentemente la pioggia, da quelle parti, la sanno prevedere con largo anticipo!

Sul film e sulle vignette anti-Islam: quando ciò che in teoria eleva, in pratica degrada.

Gli abitanti della Terra sono di due tipi: quelli con cervello, ma senza religione, e quelli con religione, ma senza cervello. (Al-Ma’arri)

Ora che il grosso della tempesta pare passato, vorrei osservare come, a mio parere, nelle vicende relative alle pubblicazioni – film, giornali, vignette o che altro – su Maometto ritenute blasfeme, e alle conseguenti proteste di una certa parte del mondo islamico, non c’è in gioco e/o in discussione alcun diritto di espressione, alcuna libertà e alcun valore di fede. Il principio fondamentale a cui personalmente viene da riferirmi è molto semplice: la libertà è e deve essere assoluta finché non lede in modo evidente e indiscutibile quella altrui. Dunque, la libertà è per sua natura rispetto reciproco, altrimenti diventa prevaricazione, cioè il seme della tirannide.
In verità, trovo che le suddette vicende rivelino invece per l’ennesima volta la tremenda distorsione rappresentata dalla religione, e dall’uso che ne viene fatto da che essa è diventata strumento di potere, ovvero un qualcosa di totalmente antitetico al concetto più autentico di “fede”. Se questa è realmente viva in un individuo, costui non farà altro che compatire chi la dileggia, dacché saprà bene che nessuna cosa terrena, peraltro così discutibile, potrà nemmeno lontanamente scalfire quella sua fede e, ancor più, la/le entità divine (o quanto di assimilabile a ciò) a cui farà riferimento con la propria devozione. Ritenere anzi che ciò che è sacro/divino possa essere offeso da qualcosa di umano/terreno, mi pare a tutti gli effetti una sorta di autodegradamento di quel proprio credo!
Invece sulla fede – che è bisogno individuale di spiritualità, di relazione più o meno diretta con il divino e stop, nulla di più (ed è già tanto, sia chiaro!) – s’è appoggiato e costruito nei secoli il potere delle religioni, il dominio delle strutture gerarchiche derivate, e il conseguente confronto/scontro tra religioni diverse, sovente sfociate in terrificanti guerre – già questa evidenza storica un controsenso totale, tanto significativo quanto spaventoso.
La religione diventa così strumento di controllo, di assoggettamento e di coercizione, nonché per ciò arma di attacco sempre ben affilata e assai efficace, il cui uso comporta regolarmente la risposta da parte dell’avversario – anche qui, pure, alla faccia di quanto esse di frequente affermano: non a caso il vecchio adagio popolare predicar bene e razzolar male proprio ai rappresentanti di questo potere si riferisce! Non solo, per quanto sopra diviene pure ottimo mezzo di bieco marketing: e che sia politico, religioso o commerciale, non cambia la sua retriva e deleteria natura.
Insomma, in tutto ciò la fede – cioè la cosa fondamentale (in teoria) per qualsiasi credente, lo ribadisco – non c’è, non centra nulla, ne è totalmente avulsa e antitetica, appunto. Non c’é in chi diffonde film o vignette potenzialmente offensive, non c’é in chi pratica la violenza per protestare – senza nemmeno, io credo, aver visto quel film o quelle vignette. No, c’è solo una reciproca volontà di sopraffazione, ovvero una mera rivendicazione di potere e di dominio politico. Appunto, qualcosa che, analogamente a quanto sopra, non centra nulla con qualsivoglia libertà, di pensiero, d’espressione, di fede o che altro.
Finché questa stortura politica, filosofica, culturale e sociologica resisterà in questo nostro mondo già tanto derelitto di suo, tali vicende non conosceranno di sicuro alcuna fine.

A tante sciagure ha potuto indurre la religione. (Tito Lucrezio Caro)

Le religioni sono come le lucciole: per risplendere esse hanno bisogno dell’oscurità. (Arthur Schopenhauer)

(N.B.: tutte le citazioni sono tratte da Wikiquote)