Il paese delle seconde “possibilità” – e delle terze, delle quarte…

Tranquilli!
State pure tranquilli, voi politici, voi funzionari pubblici e pure voi, docenti universitari imbroglioni e corrotti! Ora si sta alzando un certo polverone sulle vostre malefatte ma presto, vedrete, le notizie spariranno dai media, la gente si dimenticherà e voi avrete tutto il tempo di aggiustare al meglio indagini e processi e uscire dai vostri guai sostanzialmente puliti, prescritti o, tutt’al più, con condanne irrisorie. Perché lo sapete: l’ItaGlia è quel “grande” paese ove viene sempre offerta una seconda possibilità – di compiere reati impunemente. E una terza, una quarta, una quinta… senza contare che, se si mette proprio male, c’è il Parlamento sempre pronto ad accogliervi.
Amen.

Annunci

“Fede” e crimine, un’alleanza incrollabile

Costantemente confermata nel tempo, è sempre parecchio emblematica la stretta commistione tra criminalità (di vario genere) e “fede” religiosa. L’ultimo caso (si veda qui) è quello di Maurizio Tramonte, condannato all’ergastolo per la strage di Piazza della Loggia a Brescia, mai dichiaratosi pentito e latitante fino a ieri quando è stato arrestato a Fatima. In Portogallo Tramonte era arrivato in auto dopo aver attraversato Spagna e Francia per affrontare un “percorso spirituale” (!) che a Pasquetta l’aveva invece portato a Lourdes.

Ah-pperò! – mi viene da dire.

D’altro canto, appunto, quello di Tramonte è solo l’ultimo di una infinita serie di altri casi dei quali è tappezzata la storia, quella italiana in particolare – basti citare la tradizionale, grande devozione dei boss mafiosi, peraltro ben supportata da certa (non piccola) parte del clero.
Da tali semplici annotazioni possono partire innumerevoli e assai poliedriche riflessioni al riguardo, inutile dirlo: d’altro canto la cronaca offre quotidianamente notizie riguardo reati d’ogni genere e sorta compiuti in nome di un “dio” o basati su convinzioni religiose deviate.
Aggiungo dunque solo un’osservazione: che, di nuovo, a subirne le conseguenze – oltre a troppi innocenti trucidati da criminali col santino in tasca – sono la fede e il senso di spiritualità più autentici, e proprio da chi crede di essere (e pretende di farsi credere) un devoto e pio osservante. Anche in tal caso nulla di nuovo sotto il Sole, da parecchi secoli a questa parte.

N.B.: l’immagine in testa al post è tratta da qui.