Vai al contenuto

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

Cerchi qualcosa?

UN ALTRO GHIACCIAIO A RISCHIO DI CROLLO, COME A BLATTEN

Un anno dopo il crollo del ghiacciaio che ha devastato il villaggio alpino svizzero di Blatten, un altro apparato glaciale nella stessa valle minaccia di cedere parzialmente: il ghiacciaio di Oigschtchummun sopra la frazione di Fafleralp, a pochi chilometri dal ghiacciaio del Birch e da quello che rimane del villaggio di Blatten. Le autorità hanno intensificato il monitoraggio, ma affermano che per il momento il rischio rimane limitato. Tuttavia ciò dimostra la notevole attenzione che deve essere posta in modo crescente ai ghiacciai delle Alpi e ai terreni con permafrost, che le conseguenze della crisi climatica sottopone a stress sempre più intensi con rischi altrettanto crescenti per i territori abitati ai loro piedi.


LA TANGENZIALE DI TIRANO, ENNESIMO SIMBOLO DELL’INEFFICIENZA OLIMPICA

Il sito di informazione “Valtellina Mobile” ricostruisce la storia della “Variante di Tirano” sulla SS38 dello Stelvio, che doveva rappresentare una delle opere simbolo – peraltro attesa da decenni – della modernizzazione della viabilità valtellinese in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, entro il cui inizio le “autorità” avevano giurato e spergiurato che aprisse e invece ora, in forza dei continui rinvii, è oggetto di una crescente sfiducia tra i cittadini valtellinesi, molti dei quali hanno assistito per anni a dichiarazioni ottimistiche regolarmente smentite dall’andamento effettivo dei lavori. La Variante di Tirano è così diventata non soltanto un’infrastruttura attesa, ma anche il simbolo di una distanza percepita tra le promesse della politica e la realtà dei cantieri.


UNA NUOVA CICLOPEDONALE IN LESSINIA, PRO E CONTRO

Anche in Lessinia, bellissimo e vasto altopiano a nord di Verona in larga parte compreso nell’omonimo Parco Naturale Regionale, è stato di recente presentato il progetto di una nuova ciclopedonale turistica, e come altrove si è acceso il dibattito interrogandosi su opportunità reali e rischi potenziali. La questione centrale riguarda il modello di sviluppo che si intende promuovere in Lessinia. È davvero necessario incentivare ulteriormente l’afflusso turistico in quota, soprattutto attraverso la diffusione delle ebike, in un territorio che già oggi registra livelli di frequentazione molto elevati? E quale ulteriore impatto potrebbe avere ciò sul territorio e sui suoi ecosistemi. Se ne discuterà in un incontro pubblico domenica 14 giugno a Sezano (Verona).


ANCHE SULLE ALPI AUSTRIACHE LO SCI ESTIVO È PROSSIMO ALLA FINE

Anche la località di Hintertux, sulle Alpi austriache, una delle poche ancora in grado di garantire lo sci da discesa per tutto l’anno grazie al proprio ghiacciaio, alza bandiera bianca: i gestori dei quasi 20 chilometri di piste del comprensorio estivo, infatti, ancor prima di iniziare la stagione estiva ne hanno già ufficializzato la data di chiusura: sarà il 26 luglio 2026, mai così presto prima d’ora. A fare chiarezza sulle motivazioni, facilmente intuibili, sono stati gli stessi organizzatori: «È troppo caldo in estate, il ghiacciaio sta fondendo». Ma non ci sono solo motivazioni climatiche alla base della fine dell’era dello sci estivo: c’è anche una netta diminuzione della domanda da parte di ski club, maestri e turisti, descritta dai gestori di Hintertux come «estremamente bassa».


LA LOMBARDIA HA PAGATO I PROPRI DEBITI OLIMPICI CON LA SVIZZERA?

La risposta è no, di nuovo. Il piano per gestire il traffico sulle strade grigionesi duranti le gare olimpiche nella vicina Valtellina è costato 3,5 milioni di franchi, e il governo cantonale intende farsi carico solo delle prestazioni proprie pari a circa 0,9 milioni di franchi. I restanti 2,6 milioni circa sono stati fatturati all’Italia, come da accordi. Ai media la Consigliera di Stato grigionese Carmelia Maissen ha spiegato che la fattura alla Regione Lombardia è stata inviata a metà maggio. «Abbiamo fissato un termine fino a metà giugno. Finora, però, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta», ha affermato Maissen. Oltre ai danni e alle beffe olimpiche, il governo lombardo farà pure la figura del cattivo pagatore?

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

Inserite il vostro indirizzo e-mail per iscrivervi a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Unisciti a 958 altri iscritti

Articoli più recenti

  • Cosa dovrebbe fare una politica assennata con lo sci
  • Il turismo che consuma le montagne e arricchisce pochi, oggi e mezzo secolo fa
  • Buoni motivi per isolarsi dal mondo
  • «Volete le montagne vuote solo perché voi amate il silenzio!»
  • Il Ministro Mazzi, l’overtourism da censurare e la (quasi) nostalgia di Santanché
  • I bivacchi in alta montagna, da ricoveri per veri alpinisti a mete da social influencer: perché? (Con un’intervista a Luca Gibello, autore de “I Bivacchi delle Alpi”)
  • «L’ennesima ciclovia senza una visione organica, senza ascolto del territorio, che desta seria preoccupazione», parola di MTBikers
  • “La Montagna del futuro” e la difesa delle Cime Bianche sul TGR della Valle d’Aosta
  • Le «bucket lists»? Ma ancora, con tutti i danni che hanno contribuito a fare?
  • L’Albenza, una “metromontagna”, e Valcava, la sua funivia e lo sci a un passo da Milano

Archivi

CERCA NEL BLOG:

Tag: identità culturale

Ieri, per le “Giornate di Primavera” del FAI

Ringrazio di cuore i presenti al mio intervento nell’ambito del convegno “Fai e Comunità Montana insieme per la valorizzazione delle aree montane: dalla biodiversità all’alpinismo” organizzato presso il Monastero di Santa Maria del Lavello di Calolziocorte dalla delegazione di Lecco del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano con la collaborazione della Comunità Montana Lario Orientale – Valle San Martino per l’edizione 2023 delle “Giornate di Primavera”. Pubblico numeroso in considerazione dei tanti eventi concomitanti in loco, e attento nonostante l’ora di pranzo fino al termine della mia dissertazione, nella quale ho proposto un breve ma spero coinvolgente “viaggio” attraverso i paesaggi delle nostre montagne e nell’immaginario con il quale li inventiamo. Proprio così, “inventiamo”: perché siamo noi a “fare il paesaggio” e il paesaggio fa noi, e in tale relazione reciproca vi è l’essenza della cura che dobbiamo manifestare e attuare nei confronti del mondo in cui viviamo, del suo ambiente, dei suoi paesaggi, dal livello domestico a quello globale.

Di nuovo grazie e alla prossima!

N.B.: grazie di cuore a Elena Remondini, responsabile del Settore Cultura della Comunità Montana LO-VSM, che mi ha inviato le immagini in testa al post e ha supportato l’organizzazione generale delle Giornate FAI di Calolziocorte.

Scritto il 27 marzo 202327 marzo 2023Categorie MagazzinoTag 2023,Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,aperture,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,calendario,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,comunicazione,Comunità Montana Lario Orientale,concetto,conferenza,considerazione,convegno,coscienza,cultura,culturale,cura,date,delegazione,Dolomiti,domenica,domenica 26 marzo,dote,doti,download,ebook,ecologia,ecomuseo,economia,elaborazione,elemento culturale,Elena Remondini,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,FAI,Fondo Ambiente Italiano,foto,geografia,geografo,gestione,Giornate di Primavera,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,immaginario,immagini,info,intervista,Lavello,lavori,Lecco,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luoghi del cuore,luogo,Marsilio,Marzo,monastero,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,monumenti,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,parchi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,programma,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relatori,relazioni,responsabilità,saggi,segni,seminario,senso del limite,settore cultura,sito,social,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,Val San Martino,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,ville,visite,vivere bene,vivere meglio,Vorland,web2 commenti su Ieri, per le “Giornate di Primavera” del FAI

REMINDER! Domenica 26, ore 11.30, con il FAI per le “Giornate di Primavera”

[Veduta panoramica dell’alta Val San Martino, ove si trova Calolziocorte e il Monastero di Santa Maria del Lavello, sede delle “Giornate di Primavera 2023” del FAI per la provincia di Lecco. Foto ©Alessia Scaglia.]
Domenica 26 marzo, nell’ambito degli eventi organizzati dalla Delegazione di Lecco del FAI – Fondo Ambiente Italiano per le “Giornate di Primavera” 2023, sarò tra i relatori al convegno “Fai e Comunità Montana insieme per la valorizzazione delle aree montane: dalla biodiversità all’alpinismo”, che si terrà presso il Monastero di Santa Maria del Lavello di Calolziocorte (Lecco) sabato 25 e, appunto, domenica 26.

Quello che vi proporrò, alle ore 11.30, sarà un affascinante viaggio per immagini, idee, evidenze, suggestioni e percezioni attraverso i paesaggi delle nostre montagne e nell’immaginario con il quale le inventiamo e vi conferiamo un’identità, identificando al contempo nel paesaggio noi stessi. “Inventiamo”, proprio così, perché a ben vedere (e lo vedrete con me domenica, mi auguro) siamo noi a «fare il paesaggio» – espressione con la quale ho significativamente intitolato il mio intervento.

Dunque vi aspetto a Calolziocorte: per saperne e capirne di più al riguardo e, ovviamente, per vivere entrambe le “Giornate di Primavera” di quest’anno e tutto quanto di affascinante il FAI offrirà ai presenti!

Per saperne di più, cliccate qui.

Scritto il 24 marzo 202324 marzo 2023Categorie (L.),Arte,Buoni consigli,Eventi,Magazzino,Montagne,News,Opinioni,Utensili culturaliTag 2023,Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,aperture,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,calendario,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,Comunità Montana Lario Orientale,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,cura,date,delegazione,Dolomiti,domenica,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,FAI,Fondo Ambiente Italiano,geografia,geografo,gestione,Giornate di Primavera,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,immaginario,info,intervista,lavori,Lecco,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luoghi del cuore,luogo,Marsilio,Marzo,monastero,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,monumenti,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,parchi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,programma,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sito,social,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,Val San Martino,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,ville,visite,vivere bene,vivere meglio,Vorland,webLeave a comment on REMINDER! Domenica 26, ore 11.30, con il FAI per le “Giornate di Primavera”

Domenica 26/03 con il FAI per le “Giornate di Primavera” 2023

Domenica 26 marzo, nell’ambito degli eventi organizzati dalla Delegazione di Lecco del FAI – Fondo Ambiente Italiano per le “Giornate di Primavera” 2023, sarò tra i relatori – insieme ad altri assai prestigiosi – al convegno “Fai e Comunità Montana insieme per la valorizzazione delle aree montane: dalla biodiversità all’alpinismo”, che si terrà presso il Monastero di Santa Maria del Lavello di Calolziocorte (Lecco) sabato 25 e, appunto, domenica 26.

In questi ultimi anni il FAI sta riservando un’attenzione particolare all’ambiente, al paesaggio e all’agricoltura, temi affrontati di frequente negli ultimi convegni nazionali. Inevitabilmente parlare di ambiente nel territorio lecchese significa parlare di montagna, per questo la si è voluta rendere protagonista di queste giornate, con il convegno suddetto e con le aperture a cura dei delegati e volontari FAI del Monastero del Lavello, della Kong Spa, del Giardino Botanico di Villa de Ponti, e della chiesa di San Martino a Calolziocorte.

Nello specifico, al Monastero del Lavello in stretta collaborazione con la Comunità Montana Lario Orientale Val San Martino, si terrà una serie di interventi di relatori estremamente qualificati in vari settori, durante i quali verranno affrontati argomenti che avranno lo scopo di far conoscere e valorizzare i paesaggi, i saperi e la biodiversità delle montagne. Sarà un vero e proprio viaggio nella conoscenza alla ricerca di un rinnovato equilibrio uomo-Natura, con l’obiettivo di tornare a prenderci cura e godere tutti quanti di questo patrimonio ambientale meraviglioso. Il convegno prevede una serie di interventi della durata di 30 minuti con un intervallo tra uno e l’altro, in modo da consentire ai partecipanti di seguire più incontri e di interagire con i relatori. Si potrà assistere, sabato alle ore 16.00, alla proiezione del film: Lecco verticale. Le rocce sopra i tetti, mentre grazie ai volontari presenti sarà possibile partecipare alle visita guidata della Chiesa e del Monastero di Santa Maria del Lavello.

Come si può leggere nella presentazione delle giornate, «Conoscere e valorizzare i paesaggi, i saperi e la biodiversità delle montagne è come compiere un viaggio alpinistico dalle radici più profonde dell’anima sino alle più alte cime, per sondarne gli spazi, i tempi, le colture e le culture, alla ricerca di un nuovo modo di intendere l’indissolubile quanto delicato rapporto fra uomo e Natura: è possibile (e come?) tornare a prenderci cura dell’ambiente meraviglioso in cui abitiamo, per le generazioni future? Si può vivere la montagna con responsabilità?»

Il mio intervento si terrà domenica 26 alle ore 11.30 e si intitolerà Fare il paesaggio: accompagnerò i presenti in un “cammino” attento e sensibile attraverso l’anima geografica e culturale del mondo in cui viviamo, esplorando alcuni dei territori emblematici delle montagne lecchesi per ricercarne il Genius Loci e per comprendere come i loro paesaggi, con tutta la bellezza e il fascino che sanno donare, sono in realtà l’espressione di noi stessi che li abitiamo, li viviamo, li percepiamo e, soprattutto, li facciamo. Perché noi siamo il paesaggio e il paesaggio è noi, e su questa piccola/grande verità si costruisce giorno dopo giorno il nostro mondo.

Appuntamento dunque a sabato 25 e domenica 26 marzo prossimi a Calolziocorte: potrete conoscere tutte le informazioni utili al riguardo nei documenti che trovate qui nel post (cliccando sull’immagine in testa scaricherete la presentazione completa delle Giornate in pdf, cliccando sulla locandina il programma degli interventi in un formato più grande), oppure potete scrivere a cultura@comunitamontana.lc.it e a lecco@delegazionefai.fondoambiente.it.

Save the date e vedrete: sarà una due giorni tanto intensa quanto affascinante!

Scritto il 18 marzo 2023Categorie MagazzinoTag 2023,Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,aperture,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,calendario,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,Comunità Montana Lario Orientale,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,cura,date,delegazione,Dolomiti,domenica,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,FAI,Fondo Ambiente Italiano,geografia,geografo,gestione,Giornate di Primavera,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,immaginario,info,intervista,lavori,Lecco,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luoghi del cuore,luogo,Marsilio,Marzo,monastero,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,monumenti,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,parchi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,programma,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sito,social,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,Val San Martino,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,ville,visite,vivere bene,vivere meglio,Vorland,web1 commento su Domenica 26/03 con il FAI per le “Giornate di Primavera” 2023

Il paesaggio-libro

[Foto di Artturi Mäntysaari da Pixabay.]
La geografia di un territorio, quella umana in primis ma pure quella fisica per certi aspetti ovvero lo spazio rappresentato da essa, è strettamente legata al tempo nel quale il territorio in oggetto è stato frequentato e ha subìto modificazioni antropiche, quindi la geografia e la storia non possono essere disgiunte nello studio del territorio e del paesaggio. Partendo da questi punti fermi, mi sono reso conto che ogni paesaggio che faccio oggetto delle mie ricerche e dei miei scritti rappresenta in tutto e per tutto una sorta di libro di storia, o diario, o cronaca o resoconto – oppure anche biografia, a ben vedere – che contiene in sé, letteralmente incisa sul terreno, la storia di chi fino a quel momento lo ha percorso, attraversato, modificato, vissuto, sfruttato e infine, nel caso, anche abbandonato. Le vicende storiche delle genti che lo hanno visitato e abitato sono lì inscritte, esattamente così. In questi casi, non faccio altro che osservare un vero e proprio libro, un paesaggio-libro nel quale le varie pagine sono, molto pragmaticamente, i versanti, i fianchi e le forme orografiche che ne caratterizzano la geomorfologia, la superficie tangibile di esse è il terreno, le rocce, le zone prative o boscate, le acque. In pratica il supporto, il media, il contenitore di una storia fatta di tante storie, tante narrazioni indipendenti eppure al tempo stesso rese coerenti dall’essere inscritte proprio in quel “libro”, in quella determinata geografia. E, tutto ciò, non con mera accezione metaforica: tutt’altro. Un libro reale e realmente scritto, compilato diffusamente, su certe “pagine” in maniera maggiore e su altre meno, in base a un ben determinato “alfabeto” composti da segni, da grafemi geografici – a volte pure identificabili come fonemi ambientali.

In fondo, se si rintraccia una definizione enciclopedica ordinaria di “libro” (quella che cito è tratta da Wikipedia), si può leggere che

Un libro è un insieme di fogli stampati oppure manoscritti delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro, usato per acquisire informazioni o anche per divertimento, è il veicolo più diffuso del sapere. L’ambito delle opere stampate inclusi i libri è detto letteratura. I libri sono pertanto opere letterarie e talvolta una stessa opera è divisa in più libri (o volumi).

Bene: parafrasando tale definizione, in fondo senza nemmeno troppa rielaborazione creativa, posso dire che anche il paesaggio-libro è un “insieme” dacché ogni paesaggio è tale, per definizione, quando è rappresentazione completa di una zona geografica sostanzialmente omogenea o di caratteristiche geografiche assimilabili e correlate; è “rilegato” dalla geomorfologia di esso, che ne determina l’uniformità geografica; può avere una “copertina” rappresentata dalla principale rilevanza geografica – fisica ma non solo – che ne è maggiormente identificante. Certamente esso può regalare situazioni di divertimento (ludico-ricreative) ma anche fornire informazioni (nel senso più ampio e culturale del termine) e veicola il sapere come nessun altra cosa. Il tutto alla fine genera una vera e propria letteratura del paesaggio, assolutamente: intesa non come insieme di opere che trattano del paesaggio ma, appunto, in quanto il paesaggio stesso opera narrante, il che rende a sua volta il paesaggio un’opera letteraria. Mi sono reso perfettamente conto di ciò in tanti lavori di scrittura di narrazioni geografiche e paesaggistiche compiuti nel tempo tanto quanto nella riflessione generale sulle personali esperienze di esplorazione del territorio. E chissà, forse anche voi che come me andate per territori e paesaggi con sguardo sensibile, cuore pulsante e animo aperto, ve ne sarete accorti e ne godrete il piacere raro e prezioso che ne deriva.

Scritto il 9 marzo 20239 marzo 2023Categorie MagazzinoTag ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,biblioteca,Borghi,CAI,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,definizione,Dolomiti,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,geografia,geografo,gestione,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,intervista,lavori,Lessinia,lettura,libri,libro,luoghi,luogo,Montagne,montanari,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,vivere bene,vivere meglio,Vorland,Weekend nel Mesozoico,WikipediaLeave a comment on Il paesaggio-libro

“Fare” il paesaggio

[Il nucleo di Costa, o Costa Antica, Monte Marenzo, Val San Martino.]

Il problema della tutela e del rispetto per il paesaggio è un fatto intimo, da riportare alla coscienza individuale, anche se rientra tra i grandi fatti territoriali, collettivi e addirittura planetari. Non servono prediche, indicazioni disciplinari pesanti, ma solo la lieve carezza di uno sguardo verso il maggiore dei doni che ci sono stati dati sulla Terra e che quindi deve essere amato e rispettato, come bene sacro, troppo spesso tradito in cambio di beni puramente materiali.
[Eugenio Turri]

È l’uomo che fa il paesaggio, trasformando il territorio, adattandolo ai propri bisogni, creando luoghi, interagendo con essi e definendoli in base al vissuto collettivo e alla cultura condivisa dal gruppo abitante. Ma tutto ciò genera un pari fenomeno “di ritorno” per il quale è il paesaggio a fare l’uomo, influenzandone la presenza nel territorio, determinando la percezione dei luoghi e dei contesti, contribuendo alla formazione del valore culturale dell’abitare umano in esso. È un perenne do ut des che sta alla base della nostra relazione con il territorio identificato dal proprio paesaggio, uno scambio costante tra azioni materiali e nozioni immateriali (e a volte viceversa) le une dipendenti dalle altre in un modo il più possibile equilibrato il quale solo all’apparenza è determinato dalle circostanze e dai bisogni momentanei ma, in realtà, viene elaborato proprio dalla cultura che si è formata nel tempo durante la relazione tra luoghi abitati e uomini abitanti.

La capacità di preservare l’equilibrio che dà valore a questa relazione è ciò che può determinare la più funzionale e proficua armonia tra elementi antropici, territorio e ambiente, oltre che la piacevolezza estetica della sua visione e la percezione positiva del paesaggio che se ne ricava. Quando invece l’equilibrio non viene rispettato e la reciprocità viene sbilanciata con il perseguire una dominazione forzata sul territorio ovvero una sua trasformazione eccessiva, non solo si conseguirà un’inevitabile disarmonia e un abbruttimento del paesaggio, ma col tempo si cagionerà un contrasto, un dissidio anche in chi interagirà con il territorio in questione, abitandolo o frequentandolo. Fare male il paesaggio – e fare male al paesaggio – significa fare male a chiunque lo viva: ciò risulta un’eventualità ancora più grave nel caso in cui colui che cagiona un danno al paesaggio e colui che lo vive sono lo stesso soggetto, espressione dello stesso gruppo. È una forma di autolesionismo (quasi sempre) inconsapevole che non per questo risulta meno deleteria, alla lunga, anzi: lo è anche di più non venendo còlta in tutta la sua pericolosità. In chiave politica, è una delle maggiori responsabilità e, se mal gestita, delle maggiori colpe di un amministratore locale che non voglia o non sappia comprendere il valore della relazione attiva tra il suo gruppo abitante e il luogo che abita, e anche per questo decida di usufruire del luogo in maniera disequilibrata e carente di consapevolezza culturale, il che denota anche una mancanza di sensibilità e cura verso il paesaggio del quale si è causa e effetto.

Così nascono luoghi piacevoli nei quali è altrettanto piacevole stare oppure, al contrario, spazi vissuti ma privati di equilibrio e armonia, nei quali lo starci inevitabilmente genera disagio, spaesamento, alienazione. Sarà merito nell’un caso o colpa nell’altro ma comunque è causa nostra, di noi che gestiamo politicamente il territorio determinandone il paesaggio e che sappiamo relazionarci con esso armonicamente oppure disordinatamente. Perché quando osserviamo un paesaggio, in realtà osserviamo noi stessi, e prima che fuori, è dentro di noi che dobbiamo ricercare la sua bellezza.

Scritto il 11 febbraio 202310 febbraio 2023Categorie Magazzino,OpinioniTag Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,Dolomiti,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,geografia,geografo,gestione,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,intervista,lavori,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luogo,Marsilio,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,vivere bene,vivere meglio,Vorland,Weekend nel Mesozoico1 commento su “Fare” il paesaggio

Paginazione degli articoli

Pagina precedente Pagina 1 … Pagina 3 Pagina 4 Pagina 5 … Pagina 8 Pagina successiva
Blog su WordPress.com.
  • Abbonati Abbonato
    • lucarota.com
    • Unisciti ad altri 958 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • lucarota.com
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra

Caricamento commenti...