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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

L’ALLENZA STRATEGICA TRA SVIZZERA E ITALIA CHE ATTRAVERSA LE ALPI

Quando si parla di rapporti tra Italia e Svizzera, il dibattito si concentra spesso su frontalieri, fiscalità o trasporti e a volte su antagonismi nazionali(stici) più o meno polemici. Meno visibile, ma altrettanto strategico, è il legame energetico tra i due Paesi: un’alleanza silenziosa, fatta di cavi ad alta tensione, accordi di solidarietà, scambi quotidiani di grandi quantità di elettricità che hanno le Alpi come contesto emblematico e ambientalmente problematico. È un’alleanza vitale per entrambi i paesi: l’Italia è storicamente un grande paese consumatore e continua a dipendere significativamente dalle importazioni, in primis dalla Svizzera; di contro la Confederazione ha bisogno dell’energia italiana nei periodi di calo produttivo, soprattutto invernali.


SUL SOMMEILLER, A 3000 METRI, NEL TRAFFICO COME IN TANGENZIALE

Su “L’AltraMontagna” Vanda Bonardo, Presidente di Cipra Italia e responsabile di Legambiente Alpi, racconta la propria recente esperienza ciclistica lungo la strada del Colle del Sommeiller, una delle più alte d’Europa, invasa da mezzi motorizzati d’ogni sorta. «Una scena surreale e malinconica, un episodio emblematico, un caso reale che racconta il contrasto tra vecchi modelli di fruizione e il futuro delle Alpi che cambiano. Davvero immaginiamo che il futuro della montagna sia questo? Un luogo dove si sale per consumare un panorama che sta svanendo, contribuendo, metro dopo metro, alla sua scomparsa? La domanda non riguarda soltanto il traffico, le moto o i fuoristrada. Riguarda il nostro modo di stare nei luoghi».


I CORPI E LE VOCI CHE CREANO PAESAGGI SONORI

L’1 e 2 agosto prossimi a Berbenno, sulle Prealpi bergamasche, si terrà un workshop di ricerca vocale estremamente affascinante, dal titolo “Tra la casa e la pioggia” e condotto da Michela Benaglia e Beatrice Arrigoni. Il laboratorio attraversa la voce come strumento di ricerca e di ascolto, capace di far affiorare memorie e forme identitarie dell’abitare. A partire da frammenti sonori, ricordi e percezioni legate alla casa che ospita il laboratorio, le persone partecipanti saranno guidate nella costruzione di forme vocali essenziali: timbri, richiami, note, respiri, che attraverso pratiche vocali, corporee e registrazioni situate, daranno forma a mappe e paesaggi sonori condivisi. Per altre info e iscrizioni (entro domani 30 luglio!) cliccate sulle locandine lì sopra.


I BOSCHI ITALIANI VANNO SEMPRE PIÙ IN FUMO

Il nuovo report di Legambiente “Italia in fumo” offre un quadro parecchio triste della situazione “incendi boschivi”: da inizio anno al 15 giugno 2026, in quelli che dovrebbero essere i mesi a bassa intensità e antecedenti all’avvio della stagione antincendio boschivo, sono ben 469 i roghi registrati segnando un aumento del 36,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (344 i roghi ad inizio 2025) e 9.545 gli ettari andati in fumo pari a 13.368 campi da calcio. Di questo passo a fine anno si potrebbe arrivare a superare il triste primato del 2025, un annus horribilis, che ha visto bruciare in tutto in Italia 96.517 ettari, quasi il doppio del 2024. Ormai non si tratta più di episodi straordinari, concentrati in poche settimane estive, ma come la manifestazione ricorrente di una fragilità territoriale ormai strutturale per la quale servono sempre maggiore prevenzione, cura dei territori, adattamento.


SI ANDRÀ IN TRENO DA LIVIGNO A ST. MORITZ? SÌ, NO, FORSE, PERÒ

È possibile che un giorno Livigno e l’Engadina saranno molto più vicini grazie a un collegamento ferroviario che permetterà di andare a St. Moritz in meno di un’ora. I piani al riguardo sono stati presentati la scorsa settimana a Livigno, tuttavia in realtà la strada da percorrere è ancora lunga. Livigno spinge molto per il collegamento, che permetterebbe alla località di legarsi a uno dei territori “top” delle Alpi intercettando parte del suo turismo. La Ferrovia Retica si dice favorevole, pensano ai tanti pendolari che dal livignasco vanno a lavorare in Engadina, ma la Svizzera ha già parlato chiaro: se il progetto si vorrà realizzare, «il contributo finanziario dell’Italia sarà determinante». Dovranno pagare gli italiani, in pratica: dunque… chissà!

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I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: San Girolamo

Osservare attentamente il paesaggio (per vedere meglio noi stessi)

Nell’immagine che vedete qui sopra (è il bacino del ramo lecchese del Lago di Como, con la città di Lecco sovrastata dal Monte Coltignone e dalla Grignetta imbiancata, da me fotografato lo scorso dicembre; per ingrandirla cliccateci sopra) cosa attrae il vostro sguardo? Cosa vi piace e cosa no nel paesaggio ripreso?

Dal mio punto di vista, due sono gli elementi fondamentali che lo sguardo può cogliere: la geografia naturale del territorio, con l’elemento lacustre che sembra mettere ordine con la sua regolarità alle morfologie montane, e la geografia umana, che si manifesta occupando quasi totalmente gli spazi pianeggianti e meno scoscesi del territorio. Probabilmente, la parte di questi spazi che vi risulterà meno gradevole da osservare è quella caratterizzata dai grandi capannoni industriali, anche in forza dell’evidente disordine urbanistico che presenta.

Ne scrivevo anche di recente al riguardo, grazie a una sollecitazione dell’amico Michele Comi: il modo con il quale la nostra civiltà nel corso del tempo ha inscritto la storia della propria presenza nel/sul territorio abitato e vissuto, così elaborandone il paesaggio che oggi vi possiamo leggere, in tempi recenti ha sovente perso la sua “bella scrittura”, l’armonia con il territorio, con la sua geografia, pensando soprattutto alle convenienze proprie di chi ha scritto e non allo stile, non al messaggio che poi tutti quanti avrebbero potuto leggere.

Per certi versi ciò è stato qualcosa di inevitabile e necessario allo sviluppo (e al benessere) della comunità che abita il territorio: quelle grandi realtà industriali hanno fatto la fortuna delle genti locali e ancora oggi, nonostante il contesto differente, continuano a farla. Per altri versi nell’epoca moderna e contemporanea, spesso, tendiamo a considerare funzionalmente inevitabili cose che invero non lo sarebbero o non lo potrebbero essere, e quando ciò accade è soprattutto perché alle nostre azioni togliamo la componente derivante dalla visione olistica del futuro, cioè la consapevolezza di ciò che le nostre azioni apporteranno al luogo nel quale le mettiamo in atto e a tutto quanto esso contenga, in primis la componente umana e dunque le conseguenze sul modus vivendi degli abitanti, sia materialmente che immaterialmente.

In altre parole, un paesaggio come quello ritratto nella mia fotografia – peraltro assai solito nel nostro paese, inutile rimarcarlo – rappresenta anche una manifestazione dello scollamento che dall’inizio dell’era industriale in poi si è generato tra cultura umanistica e cultura industriale: uno scollamento forse inevitabile, per come lo sviluppo della nostra civiltà nei propri contesti territoriali si è evoluto nel tempo, ma che forse poteva e doveva essere meglio gestito e, prima di ciò, meglio intuito, compreso e dunque elaborato. Cosa che tutt’oggi mi pare avvenga molto raramente, nonostante l’ampia esperienza ormai acquisita.

A ben vedere, si potrebbe pure riportare il suddetto scollamento alla ormai cronica antitesi tra ecologia e economia, due parole (e due definizioni) in origine sorelle – la radice greca eco- cioè οἴκος / oikos, “casa”, lo palesa bene – ma verso le quali la civiltà umana si porta appresso la colpa (grave) di averle messe in conflitto (come scrissi già tempo fa), con le pesanti conseguenze che tutti subiamo.

Sarebbe bello se gli amministratori dei territori che godono della fortuna di avere delle alture e dei punti panoramici dai quali poter contemplare i luoghi amministrati vi salissero spesso e da lassù passassero del tempo a osservarli, dunque non con sguardo spensierato durante momenti ludico-ricreativi ma proprio come esercizio frequente di percezione, analisi, comprensione del paesaggio che devono gestire nonché come pratica di relazione culturale con esso. Spero che quelli di loro che possono lo facciano spesso, appunto: sono convinto che possa essere una visione molto più utile e funzionale di qualsivoglia carta topografica da piano regolatore, strumento amministrativo che semmai acquisirà ancora più chiarezza e determinazione proprio in forza di quelle esperienze osservative.

E sarebbe bello anche se ciascun abitante del territorio ogni tanto si applicasse in questo esercizio di osservazione analitica e di comprensione della parte di mondo nella quale vive e con la quale interagisce, andando oltre la mera elaborazione estetica di esso – che è comunque importante ma non è, e non può essere, l’unica che dia senso all’osservazione dei luoghi. Viviamo in un paese che ha praticamente messo da parte – per non dire messo al bando – la geografia, disciplina ritenuta superflua e inutile la cui conoscenza (anche a livello scolastico) è invece da sempre e sempre risulterà fondamentale per permetterci di vivere (in) un luogo nel modo migliore possibile per il luogo e per noi stessi, intessendo la relazione culturale che dà senso e sostanza alla pratica dell’abitare in quel luogo.

Tutto questo potrebbe sembrare qualcosa di poco importante e troppo “filosofico”, lontano dalla concretezza pragmatica che deve contraddistinguere la nostra quotidianità; invece è uno degli aspetti basilari – se non quello più importante di tutti, in assoluto – per farci stare bene nel luogo in cui viviamo, e di conseguenza farci sentire bene dentro, in armonia con noi stessi e con quanto abbiamo intorno. Noi che non a caso siamo il mondo che viviamo al pari di come le modalità attraverso le quali lo trasformiamo per viverlo palesano chi e cosa noi siamo.

Ecco, penso che sarebbe buona cosa se le tenessimo il più possibile presenti, queste evidenze. Male di sicuro non ci farebbe. Anzi.

Scritto il 9 febbraio 20248 febbraio 2024Categorie Montagne,Opinioni,Paesaggi da vivere,Utensili culturaliTag abitanti,abitare,agriturismi,alberghi,alfabeto,alloggi b&b,Alpi,Alpi Svizzere,alpina,alpine,alpine landscapes,Alps,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,antropologica,architetti,arte,articoli,artistica,aspetto,bellezza,bello,benessere,Borghi,Cahier di viaggio,CAI,cambiamenti climatici,cambiamento,cambiamento climatico,campagna,casa,catalogo,cementificazione,cemento,Città,civiltà alpina,clima,Club Alpino Italiano,codice,Coltignone,Como Lake,competenza,competenze,comprendere,comunità alpine,concetto,condomini,consapevolezza,considerazione,convenzione,convenzione europea,cos'è,coscienza,crisi climatica,crollo,cultura,culturale,definizione,deglaciazione,difesa,digitale,disfacimento,dissesto,dote,doti,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,emozione,equilibrio,escursionismo,esplorare,esplorazione,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,facebook,fascino,foto,fotografare,fotografia,Fotografia di paesaggio,fronti glaciali,futuro,Genius Loci,genti,geografia,geografo,gestione,Grigna,Grignetta,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,I Promessi Sposi,iconografia,identificazione,identità,identità culturale,images,immaginario,Immagine,immagini,impianti,informazioni,intervista,Italia,laghi,lago,lago di Como,Lago di Garlate,lago di Lecco,Lako Como,landscape,landscape photography,landscapes,lavori,Lecco,legame,lettura,libri,libro,locale,lombardo,Lucius Burckhardt,luoghi,luogo,macchine,Manzoni,Marc Augé,messaggio,modi,modus vivendi,mondo,montagna,Montagne,montanari,morfologia,Mountain Wilderness,Natura,neve,nomadismo,non luoghi,Norberg-Schulz,oggi,opere,orizzonti,osservare,paesaggi,paesaggi alpini,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,panorama,panorami,passato,passo,patrimonio,percezione,pericolo,photographers,photos,pictures,politica,presente,presenza,progettazione,progetto,qualità,qualità della vita,quotes,raffigurazione,rapporto,recensione,recensioni,regresso,relazione,relazioni,resilienza,responsabilità,ricerca,ristoranti,risultati,ritiro,saggi,salvaguardia,San Girolamo,scoperta,scoprire,scrittura,segni,semantica,senso del limite,sentieri,sociologia,Somasca,spazio,spazio abitato,spazio vissuto,stile,stile di vita,storia,strada,Su quel ramo del lago di Como,sublime,Svizzera,svizzere,Swiss,Swiss Alps,Switzerland,tecnica,temperature,tempo,terre alte,territori,territori alpini,territorializzazione,territorio,testo,tour,trasformazione,treno,trip advisor,tripadvisor,turismo,tutela,tutorial,umanizzazione,Umland,uomo,urbanisti,vacanze,Valsassina,vedere,veduta,versante,viaggi,viaggiare,viaggiatori,viaggio,video,videos,villaggi,villaggio,visione,visita,visitatori,vita,vita in montagna,vivere bene,vivere meglio,web,webcamLeave a comment on Osservare attentamente il paesaggio (per vedere meglio noi stessi)
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