Domenica 15 giugno camminiamo “Insieme per la Montagna Sacra” in Valle Soana per rivendicare la necessità del limite sui monti

Eccovi il programma ufficiale e la locandina della quarta edizione di “Insieme per la Montagna Sacra”, la giornata di cammino riflessivo e collettivo ai piedi del Monveso di Forzo, la montagna nel gruppo del Gran Paradiso individuata dal relativo progetto (del cui comitato promotore faccio parte) come simbolo di rispetto del Limite, che si svolgerà domenica 15 giugno prossimo:

Lo potete anche scaricare in formato pdf qui.

Come avevo anticipato in questo articolo, nel corso della giornata avrà luogo l’inaugurazione dell’opera d’arte appositamente dedicata al Monveso e donata alla causa dalla pittrice torinese Barbara Tutino. Realizzata su Alluminio riciclato e dunque fatta per restare all’aria aperta, ritrae il Monveso con la chiesa di Boschietto. L’opera verrà installata in modo permanente su una delle case della borgata posta lungo il sentiero che risale la valle, restando così ben visibile da chiunque transiti dalla borgata al fine di rappresentare un suggestivo e potente elemento di attenzione e riflessione sul nostro progetto e sui suoi fini.

Invece, la constatazione delle condizioni di innevamento ancora abbondante in quota ha purtroppo determinato la decisione di rinviare la traversata dalla Valle di Cogne alla Valle Soana attraverso il Colle di Bardoney, pensata per congiungere simbolicamente i due versanti del Monveso di Forzo e prevista per sabato 14 giugno – della quale nella precedente newsletter vi avevamo dato alcune informazioni preliminari. La traversata verrà probabilmente riprogrammata nel mese di settembre, in data da stabilire e in concomitanza con un altro evento dedicato alla “Montagna Sacra” in corso di progettazione.

[Prime luci sul Monveso di Forzo, la ” Montagna sacra” delle Alpi italiane. Foto di Toni Farina, per gentile concessione.]
Sono ben contento di denotare che la prossima edizione di “Insieme per la Montagna Sacra” vedrà la collaborazione e il supporto dell’Associazione degli Operatori Turistici della Valle Soana: una vicinanza quanto mai significativa e importante anche per come segnali l’interesse crescente dei locali al progetto e al suo portato a favore della valle. Come si può vedere nella locandina sottostante, l’associazione curerà l’accoglienza generale e nello specifico la parte enogastronomica della giornata grazie alla partecipazione dei ristoranti e degli operatori valsoanini i quali metteranno a disposizione tutto ciò che la valle sa offrire ai suoi visitatori:

Anche questa locandina la potete scaricare in pdf qui.

Per la giornata sarà installata a Forzo, a cura del Comune, la bacheca dedicata alla “Montagna Sacra” con le informazioni sostanziali sul progetto, che così sarà “inaugurata” ufficialmente a sua volta. Anche l’installazione rappresenta un’iniziativa “piccola” nella forma ma assolutamente significativa nella sostanza perché esprime la vicinanza solidale del Comune di Ronco al progetto e ai suoi fini: una cosa niente affatto scontata fino a qualche tempo fa, dunque la prossima presenza della bacheca rimarca l’attenzione e la considerazione crescenti della “Montagna Sacra” anche presso la comunità locale.

Come accennato di recente, vi sono ulteriori potenziali interessanti (e prestigiose) novità che bollono nella pentola della Montagna Sacra: io e gli altri membri del Comitato promotore ci auguriamo di concretizzarle e dunque di darvene notizia al più presto.

Aderire al progetto “Monveso di Forzo – Montagna Sacra” è semplice. Si va sulla pagina web del progetto, www.sherpa-gate.com/la-montagna-sacra/, si compila il modulo e si conferma poi con mail. Oppure si scrive a montagnasacra22@gmail.com indicando semplicemente «aderisco al progetto Montagna Sacra» e, se si vuole, con quale qualifica si vuole apparire in elenco.

Per ogni altra informazione sul progetto:
www.sherpa-gate.com/la-montagna-sacra/
https://www.facebook.com/montagnasacra
Info: montagnasacra22@gmail.com

Se il turismo non rafforza i territori ma ne sviluppa le diseguaglianze

Progettare un futuro equo richiede il contrasto degli interessi dei potenti e la redistribuzione le risorse, togliendole a coloro che hanno beneficiato del sistema per generazioni; il perseguimento di un modello di crescita economica guidata dal turismo è, al contrario, il percorso di minore resistenza e permette ai potenti di mantenere i propri privilegi. Infatti la pianificazione del turismo tende a rafforzare proprio queste disuguaglianze.

[Sarah Gainsforth, Oltre il turismo, Eris Edizioni, 2020, pagg.60-61.]

In questo passaggio del suo bel libro, del quale vi dirò presto, Gainsforth cita Samuel Stein, geografo e urbanista americano autore di alcuni ottimi libri sui temi della pianificazione territoriale (come Capital City: Gentrification and the Real Estate State, purtroppo non tradotto e pubblicato in Italia ma che ad esempio a Milano dovrebbero leggere tutti) e, attraverso le sue parole spiega bene perché da un lato la politica sostenga e investa molto sul turismo e, dall’altro, perché non sia affatto una risorsa tanto fondamentale come molti luoghi comuni sostengono ma, anzi, se gestito male o non gestito affatto (ciò che generalmente accade in Italia) finisce per provocare disequilibri e danni economici e sociali ai territori che ne sono oggetto.

Questo, ovviamente, non significa che il turismo non rappresenti un’economia estremamente importante per un adeguato sviluppo territoriale: lo è ma, come tutte le cose, è tale se viene integrata armonicamente nel tessuto socioeconomico locale e, appunto, gestito con adeguate competenze e avveduto buon senso. Altrimenti è un maglio che può rapidamente distruggere luoghi e comunità prima che queste se ne rendano conto – anche di esserne complici: e di casi al riguardo ormai ce ne sono molti.

 

Domenica 15 giugno: di nuovo in cammino ai piedi della “Montagna Sacra”

Domenica 15 giugno 2025: ecco la data nella quale anche quest’anno si tornerà in Valle Soana per la quarta edizione di “Insieme per la Montagna Sacra”, la giornata di cammino riflessivo e collettivo ai piedi del Monveso di Forzo, la montagna nel gruppo del Gran Paradiso individuata dal progetto “Montagna Sacra – Monveso di Forzo” (del cui comitato promotore faccio parte) – come simbolo di rispetto del Limite.

Come per le scorse edizioni il ritrovo sarà alle ore 10 a Molino di Forzo: da qui si partirà per una passeggiata del tutto elementare alle borgate Boschietto e Boschettiera, un’ora e mezzo di cammino per poco più di 300 metri di dislivello positivo con momenti di informazione sul progetto e pranzo al sacco. Ritornati a Molino nel pomeriggio, alle 17 si potrà assistere al Concerto per la Montagna Sacra del gruppo musicale celtic rock LabGraal, al quale va fin da ora il ringraziamento caloroso per aver rinnovato la disponibilità a suonare per i partecipanti alla giornata.

Per la prossima edizione di “Insieme per la Montagna Sacra” ci sono tre novità significative, e questo è il motivo per il quale ricevete questa newsletter con largo anticipo rispetto alla data prefissata.
La prima: all’arrivo della comitiva di camminatori a Boschietto, avrà luogo l’inaugurazione dell’opera d’arte appositamente dedicata al Monveso e donata alla causa dalla pittrice torinese Barbara Tutino. Realizzata su Alluminio riciclato e dunque fatta per restare all’aria aperta, ritrae il Monveso con la chiesa di Boschietto. L’opera verrà poi installata in modo permanente su una delle case della borgata posta lungo il sentiero che risale la valle, restando così ben visibile da chiunque transiti dalla borgata al fine di rappresentare un suggestivo e potente elemento di attenzione e riflessione sul nostro progetto e sui suoi fini.

(Nelle immagini soprastanti: alcune vedute di Boschietto e di Boschettiera scattate durante l’edizione 2024 di “Insieme per la Montagna Sacra”.)

La seconda novità deriva direttamente da Barbara Tutino e dalla sua idea di trasportare simbolicamente l’opera, e soprattutto ciò vuole rappresentare riguardo la Montagna Sacra, dalla Valle di Cogne alla Val Soana, così unendo i due versanti valdostano e piemontese del Monveso. Per questo sabato 14 giugno è in programma il “trasporto simbolico” dell’opera con una traversata che passerà dal Colle di Bardoney, uno dei valichi di collegamento della Valle di Cogne con la Valle Soana posto a circa 2800 metri di quota tra il Monveso e la Torre di Lavina. L’escursione, che si sviluppa in un ambiente di alta montagna grandioso e affascinante, non è difficile ma per sviluppo, dislivello e terreno è comunque riservata a buoni camminatori, che saranno accompagnati da guide escursionistiche. Come detto, alla spettacolarità del percorso si unisce il valore simbolico del transito tra i due versanti del Monveso rispetto al messaggio di fondo che il progetto della “Montagna Sacra” elabora e trasmette, il quale poi troverà una rappresentazione anche visiva proprio grazie all’opera di Barbara Tutino esposta a Boschietto.

(Nelle immagini soprastanti, alcune vedute del Colle di Bardoney: nell’ordine, il valico, il versante della Valle Soana e quello della Valle di Cogne.)

L’escursione sarà comunque da confermare a inizio giugno in funzione delle condizioni ambientali lungo il percorso, soprattutto sul versante valdostano, oltre che ovviamente di quelle meteorologiche nell’imminenza della data. Chiunque ne fosse interessato lo comunichi quanto prima: alla mail montagnasacra22@gmail.com o ai recapiti telefonici 335/7035304 (Toni Farina) e 335/1417877 (Sandro Francesconi, una delle guide escursionistiche che accompagneranno la comitiva). Per ragioni intuibili il numero di partecipanti sarà limitato a non più di dieci.

La terza novità è che in occasione delle giornate di giugno sarà installata a Forzo, a cura del Comune, la bacheca dedicata alla “Montagna Sacra” con le informazioni sostanziali sul progetto, che così sarà “inaugurata” ufficialmente a sua volta. L’installazione rappresenta un’iniziativa “piccola” nella forma ma assolutamente significativa nella sostanza perché esprime la vicinanza solidale del Comune di Ronco al nostro progetto e ai suoi fini: una cosa niente affatto scontata fino a qualche tempo fa, dunque la prossima presenza della bacheca rimarca l’attenzione e la considerazione crescenti della “Montagna Sacra” anche presso la comunità locale.

In ogni caso i dettagli delle giornate del 14 e 15 giugno sono ancora in via di definizione e qui vi sono solo anticipati, come denotato; più avanti verranno diffusi gli aggiornamenti e il programma definitivo.

Vi sono altre potenziali interessanti novità che bollono nella pentola della Montagna Sacra: l’augurio è di concretizzarle a breve e dunque di darne notizia al più presto.

Intanto, il progetto “Monveso di Forzo – Montagna Sacra”, in forza del suo messaggio sempre più attuale e necessario nei confronti delle realtà dei territori montani (e non solo), continua a raccogliere sempre maggiori interessi, consensi, condivisioni, citazioni da parte di persone di radici e culture diverse: alpinisti, escursionisti, naturalisti, giornalisti, scrittori, artisti, montanari, frequentatori rispettosi di ogni vita e di ogni luogo che hanno condiviso con entusiasmo la proposta e hanno aderito al progetto. Nessun conquistatore.

È un bel risultato, tuttavia, vista l’attenzione crescente che sta suscitando il progetto, ci sono ampi margini di incremento ovvero di sempre più ampia conoscenza del progetto stesso e delle sue finalità. Per questo vi invitiamo di nuovo a far aderire amici o conoscenti: ogni adesione in più è fondamentale per la nostra causa e, a ben vedere, se gli oltre millecinquecento firmatari del progetto portassero un nuovo aderente per ciascuno, la forza della “Montagna Sacra” diverrebbe ben più importante e significativa di quanto già non sia ora.

Aderire è semplice. Si va sulla pagina web del progetto, www.sherpa-gate.com/la-montagna-sacra/, si compila il modulo e si conferma poi con mail. Oppure si scrive a montagnasacra22@gmail.com indicando semplicemente «aderisco al progetto Montagna Sacra» e, se si vuole, con quale qualifica si vuole apparire in elenco.

Per ogni altra informazione sul progetto:

Prima che la montagna imputtanisca

[Sonlerto in Val Bavona, Canton Ticino, Svizzera. Immagine tratta da www.invallemaggia.ch.]

Tre operai sono seduti attorno al fuoco, mangiano pane e cacio e mi guardano tranquillamente. Dicono, e ridono, che sono arrivati prima loro di noi, che pure siamo di qui. Uno, siciliano, dice che poi faranno enormi ripari contro le valanghe e larghe strade, cambieremo faccia a questa valle.
«Come facevate a viverci, sì dico prima?»
Non è mica facile rispondere, potrei dirgli solo: che non potrei più viverci ora. E i contadini? I contadini è più facile, basta fargli vedere una cappellata di soldi, dopo fanno festa anche ai cagnoni e agli onorevoli che vengon su a mangiarci terra e acqua. Giura: non scrivere mai patetiche elegie sul tuo paese che sarà deturpato. Giura: o un feroce silenzio (male) o la razionale opposizione politica: scegli, ma non l’elegia della memoria, che finisce col fare i comodi di chi comanda male, cioè mangia addosso al paese e fa in modo che il paese imputtanisca.

(Giovanni OrelliL’anno della valangaEdizioni Casagrande, 1991-2017, pag.123-124; 1a ed. Mondadori 1965.)

Giovanni Orelli, meraviglioso cantore della civiltà alpina – della sua Svizzera italiana ma non solo – e il cugino Giorgio Orelli, poeta mirabile e narratore intrigante. Trovate alcune delle loro opere tra le mie “recensioni“. Leggeteli entrambi, se non l’avete mai fatto: sono certo che appassioneranno anche voi.

Il tesoro senza prezzo di noi che viviamo «sperduti nel nulla»

Separando con la sua enorme massa le nazioni che ne assediano i versanti dall’uno e dall’altro lato, la montagna protegge gli abitanti, solitamente poco numerosi, che sono venuti a cercare asilo nelle sue valli. Li ospita, li fa suoi, dà loro costumi speciali, un certo genere di vita, un carattere particolare. Indipendentemente dell’etnia d’origine, il montanaro è divenuto quello che è sotto l’influenza dell’ambiente che lo circonda; la fatica delle scalate e delle penose discese, la semplicità del vitto, il rigore dei freddi invernali, la lotta contro le intemperie ne hanno fatto un uomo a parte, gli hanno dato un atteggiamento, un’andatura, un gioco di movimenti molto diversi da quelli dei suoi vicini di pianura. Gli hanno dato inoltre una maniera di pensare e di sentire che lo distingue; hanno riflesso nella sua mente, come in quella del marinaio, qualcosa della serenità dei grandi orizzonti; in molti luoghi, inoltre, gli hanno assicurato il tesoro senza prezzo della libertà.

(Élisée ReclusStoria di una montagnaTararà Edizioni, Verbania, 2008, pag.110; 1a ed.1880. Cliccate sull’immagine per leggere la mia “recensione” del libro.)

Mi è tornata in mente questa citazione dell’imprescindibile Reclus nel sentire le “rimostranze” di un conoscente (peraltro era da un po’ che non ne ricevevo, pensavo quasi che la loro “epoca” fosse passata!) il quale, per la prima volta e per un impegno di lavoro, è salito nel comune montano dove abito. «Ah, ma dove vivi? Che strada, tutte curve, e c’era nebbia, non si vedeva nulla, poi arrivo su, non c’è in giro nessuno… ma siete sperduti nel nulla, lì!»

Fate conto che il luogo di mia residenza in questione è a meno di 10 km di strada (asfaltata, eh!) dalla iperantropizzata Brianza e a 40 minuti d’auto da Milano, mica in un vallone sperduto delle Svalbard. Ecco.

Be’, a sentire quelle sue parole, mi è tornato in mente Reclus e mi sono sentito un privilegiato, a poter vivere così “sperduto nel nulla”. Già.