Di cose belle a Colle di Sogno, presto

Tenete ben presente che prossimamente a Colle di Sogno, uno dei più bei borghi di montagna delle Prealpi lombarde (ne ammirate qualche scorcio nelle immagini qui sopra, ma può ben essere che qualcuno di voi già lo conosca), accadranno cose molto belle e intriganti. Già.

Tenete d’occhio questo blog oppure i social e a breve ne saprete di più ma, nel frattempo, potete già intuire qualcosa al riguardo qui.

Reminder: domani, ore 19, “Oltre le vette”!

Non dimenticate: domani 29 settembre, alle ore 19, avrò l’onore e il piacere di essere ospite di “Oltre le vette, il programma radio di RCS – Radio Cernusco Stereo curato e condotto da Ambra Zaghetto per riflettere sull’affollamento spropositato delle nostre Alpi durante i mesi estivi in epoca di pandemia, sugli incidenti dovuti a inesperienza e scelta di percorsi non turistici da parte di persone che mai frequentano la montagna, sul non rispetto di un ambiente fragile come quello montano. Una potenziale minaccia turistica, per le nostre montagne: ma se invece si potesse trasformare in una preziosa e benefica opportunità?

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare la pagina di “Oltre le vette” nel sito web di RCS –  Radio Cernusco Stereo, oppure qui per visitare la pagina Facebook, nella quale troverete anche l’evento dedicato alla puntata.

Ci sentiamo (e non metaforicamente!) domani alle ore 19 su RCS – Radio Cernusco Stereo, con Ambra Zaghetto e “Oltre le vette”. Non mancate!

Una guida in buona compagnia

È sempre piacevole visitare un luogo dove sai di trovare tanti buoni amici, alcuni conosciuti bene e da tempo, altri che conosci appena ma sai già che li conoscerai meglio quanto prima, altri invece che non conosci affatto e non pensi nemmeno di farteli “amici”, prossimamente, ma che ti fa comunque piacere vedere, lì insieme agli altri in un “assembramento” tanto variegato quanto gradevole e per nulla pericoloso, anzi, solamente e profondamente benefico dacché in un luogo del genere si può diffondere una “pandemia” che di più salubri non ce ne sono. E poi, d’un tratto, ti trovi di fronte ciò che l’immagine qui sopra mostra, comprendi il senso di tutto ciò che stai osservando e con animo leggero pensi: «Ecco perché mi trovo così bene qui, in questa libreria!»

P.S.: perché sì, quella è la guida escursionistico-letteraria Dol dei Tre Signori, che ho scritto insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles, ospitata in una libreria della catena “Libraccio” nella quale la potere trovare e ovviamente acquistare (grazie di cuore a Loretta Carsana per la fotografia!), oltre che sulle principali librerie on line e, ancora in questo periodo, come allegato del quotidiano “La Provincia di Sondrio”. Per saperne di più al riguardo cliccate qui, oppure cliccate sull’immagine in testa all’articolo per conoscere ogni dettaglio utile sulla guida. Se invece del volume e delle sue narrazioni (scritte e fotografiche) volete godere qualche intrigante pillola, visitate la pagina Facebook “I Cammini di Orobie”.

Il prodigioso Gantrisch

[Copyright: Switzerland Tourism via swiss-image.ch / Roland Gerth.]
Le Alpi sono notoriamente una delle catene montuose più antropizzate al mondo – se non la catena più antropizzata – e lo sono nel bene e nel male: da un lato offrono ancora oggi mirabili esempi (seppur rari, soprattutto rispetto a un tempo) di armonia e equilibrio tra territorio naturale e presenza umana, dall’altro subiscono infrastrutturazioni spesso troppo pesanti e invasive, in primis dove si pretende di adattare il territorio alpino al turismo di massa. Ma ci sono pure, nelle Alpi, delle zone quasi “prodigiose”, se così posso dire, nelle quali il paesaggio alpino si presenta con magnificenza e fascino assoluti nonostante la presenza dell’uomo sia evidente e, ancor più, sebbene città anche grandi e importanti siano in vista, poste a soli pochi km di distanza, mentre di contro il turismo troppo invasivo sembra quasi ignorarle, anche a prescindere che tali territori siano in qualche modo sottoposti a protezione (il che non è un’automatica certezza di salvaguardia dal turismo massificato o da interventi antropici fuori luogo, d’altronde: le Alpi italiane presentano alcuni tristi esempi al riguardo – certe zone del Parco Nazionale dello Stelvio, per dire).

Una di tali zone prodigiose, che ammetto di conoscere poco e che vorrei esplorare meglio, appena possibile, è il Gantrisch, in Svizzera, un territorio montano di carattere prealpino (che prende il nome dalla sua vetta più elevata) designato nel 2012 “Parco Naturale Regionale”, posto tra le città di Friburgo, Thun e Berna la cui periferia meridionale è già posta sul limite del parco. È un luogo veramente sorprendente per come, mantenendo in vista i tetti delle grandi città citate e del loro hinterland urbanizzato, sappia donare una sensazione di naturalità profonda e viva nonché di distacco intenso dal mondo antropizzato, al contempo mostrando chiaramente l’impronta storicizzata della presenza umana sul territorio che tuttavia rivela una relazione con il luogo di rara armonia. E il Gantrisch sorprendente lo è, anche, perché in base ai modelli turistici classici e alquanto opinabili così diffusi sulle Alpi che renderebbero le sue montagne assai sfruttabili in tal senso, lo sono invece quasi per nulla (ci sono solo due piccoli impianti di risalita per sciare d’inverno, per dire), conservando dunque un aspetto che, nel suo equilibrio tra Natura e presenza umana, risulta oltre modo affascinante, quasi poetico oltre che paesaggisticamente (ovvero esteticamente, anche) spettacolare.

Se cliccate sull’immagine in testa al post ne potrete sapere di più, sul “prodigio” del Gantrisch e sul suo Parco Naturale; io poi, ribadisco, prima o poi ci andrò e, nel caso, vi racconterò, ecco.

N.B.: le immagini sono tratte da www.myswitzerland.com.

“Oltre le vette”, mercoledì 29/09 in radio

Il prossimo mercoledì 29 settembre, alle ore 19, avrò l’onore e il piacere di essere ospite di “Oltre le vette”, il programma radio di RCS – Radio Cernusco Stereo curato e condotto da Ambra Zaghetto, per affrontare una questione che, in tema di montagne, è assolutamente all’ordine del giorno anche nell’estate appena trascorsa: il grande affollamento turistico dei monti. Un fenomeno che la pandemia da Covid-19 ha fatto esplodere in modo dirompente evidenziandone opportunità e pericoli: perché se da un lato constatare così tanta gente che frequenta luoghi meritori di grande considerazione è innegabilmente bello, dall’altro non si può non rilevare che le nostre montagne non sono mai state un ambito deputato al turismo massificato, e l’imposizione di tali pressioni turistiche che molte località montane hanno subito negli anni scorsi hanno generato soprattutto danni, disequilibri e profonde banalizzazioni del loro valore paesaggistico e culturale, innestando spesso il cosiddetto effetto “divertimentificio alpino” che, appunto, la pandemia ha spinto a livelli sovente non più accettabili. Così, a fronte delle numerose conseguenze che tale situazione ha generato – affollamenti esagerati in zone ecologicamente delicate, traffico, rumore, maleducazioni ambientali varie, incidenti dovuti a inesperienza nonché, in generale, una fruizione turistica nel senso più banale del termine di luoghi invece carichi di peculiarità preziose, viene da riflettere su come invece si possa trasformare una così spropositata e minacciosa pressione antropica in una inopinata e preziosa opportunità per recuperare le persone a una fruizione finalmente sensibile e consapevole delle montagne che possa generare autentici vantaggi non solo per i turisti ma pure, e soprattutto, per le stesse genti che quelle montagne abitano. Abbiamo probabilmente davanti la possibilità di innovare l’immaginario alpino (turistico e non) diffuso, ad oggi ancora troppo legato a idee e visioni di decenni addietro quanto meno obsolete quando non fallimentari e, di conseguenza, il modo di vivere le montagne sia da turisti che da residenti: ma cosa e come possiamo fare per non sprecare una così preziosa opportunità? A fronte di una palese situazione disarmonica sotto molti punti di vista, risultata già fatale per molte località dell’arco alpino, come possiamo riconquistare la più benefica relazione con i territori montani a vantaggio di tutti, città incluse? E se invece quell’opportunità la sprecassimo, a quale futuro andrebbero incontro le nostre montagne?

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare la pagina di “Oltre le vette” nel sito web di RCS –  Radio Cernusco Stereo, oppure qui per visitare la pagina Facebook, nella quale troverete anche l’evento dedicato alla puntata.

Dunque, appuntamento on air mercoledì 29/09 alle ore 19 con Ambra Zaghetto e “Oltre le vette”. Stay tuned! – come si dice in tali casi, oppure, più nostranamente: segnatevi l’appuntamento e non mancate!