Doti giornalistiche ineccepibili

[Immagini delle copertine – entrambe di oggi 7 aprile, ovviamente – tratte da qui.]
Aaaah, che meraviglia la tradizionale chiarezza, precisione, coerenza e lucida attinenza alla realtà dei fatti dei giornali italiani, vero? Doti peraltro ampiamente riconosciute loro, come attestano bene i dati di vendita nelle edicole!

Be’, in ogni caso, se vi capitasse di vedere lungo una strada un’auto che va a colpi – va veloce, rallenta, va di nuovo veloce, rallenta ancora… -, probabilmente ci sarà alla guida un giornalista italiano. Fategli i complimenti da parte di tutti, eh!

Una lettura sempre “divertente”

Nel mentre che completavo la lettura del numero 55 – Inverno 2020 (non fateci caso, sono in perenne ritardo pure con la lettura delle riviste alle quali sono abbonato), mi è giunta nella cassetta postale di casa il nuovo numero 56 – Primavera 2021 de “Le Montagne Divertenti“, il trimestrale di alpinismo e cultura alpina che dal 2007 racconta delle montagne di Valtellina e di Lombardia – ma non solo. Il che mi dà l’occasione di rimarcare quanto sia (da) sempre sorprendente questa rivista, nata quasi per gioco da un gruppo di amici appassionati di montagne capitanati dall’ormai quasi leggendario Beno – al secolo Enrico Benedetti – eppure capace di distinguersi in maniera originale e determinata nella produzione editoriale periodica dedicata ai monti. Ciò soprattutto in forza di due elementi fondamentali: l’aver mantenuto lo spirito narrativo da blog (dal cui mondo viene l’ispirazione originaria del trimestrale), con relativa grande passione, leggerezza, ironia (lo rivela il nome stesso della rivista, in effetti) e senza mai alcuna eccessiva seriosità o formalismo, ma ciò sapendo comunque includere – ed è il secondo elemento fondamentale – contenuti di alta, a volte altissima qualità culturale, storica e scientifica, le cui argomentazioni giungono facilmente e comprensibilmente a qualsiasi lettore proprio in forza del tono “leggero” utilizzato, così che il loro valore trascenda i meri confini geografici valtellinesi per diventare scritture e narrazioni spesso emblematiche anche per la realtà e la cultura di altre aree alpine.

Non è così comune trovare una rivista di matrice geografica la cui lettura intrighi e stimoli la voglia di visitare i luoghi narrati nei suoi vari articoli ovvero che sappia suscitare la curiosità di saperne di più, anche grazie a un corredo fotografico di qualità e sempre ben contestuale al testo a cui si riferisce. “Le Montagne Divertenti” lo sa fare fin dalla sua prima uscita, per tutto quanto sopra nonché, ribadisco, per quel suo mood narrativo così peculiare, pressoché unico, che la rende proprio divertente (appunto!) da leggere anche per chi non sappia nemmeno dove siano, le montagne e le località a cui gli articoli sono dedicati ma che, io credo, dopo averla letta vorrà visitare e conoscere meglio.

Lunga vita e successo duraturo a “Le Montagne Divertenti”, insomma: se li meritano tutti!

(Cliccate sull’immagine dell’ultimo numero, lì sopra, per saperne di più.)

L’estinzione imminente dei giornali

È sempre molto interessante e magari entusiasmante, da un lato, ovvero inquietante e desolante dall’altro, constatare anno dopo anno il declino inesorabile della vendita dei giornali cartacei e del “quotidiano” come strumento di informazione in sé, nella forma attuale destinati nel giro di breve tempo ad estinguersi. Un declino le cui cause hanno spesso la forma di colpe, dei giornali stessi e delle redazioni che li editano, e sulla qual evenienza ognuno può pensarla come vuole, appunto. Per quanto mi riguarda, dal punto di vista storico trovo la cosa drammatica, da quello della contemporaneità molto meno.


In ogni caso pare che nemmeno i confinamenti da lockdown antipandemia, con le edicole tra i pochi esercizi rimasti aperti e la gente a casa potenzialmente in possesso del tempo per poter leggere di più, abbiano invertito la tendenza: cosa che segnala l’irreversibilità pressoché definitiva del fenomeno, che in modi più o meno cospicui colpisce praticamente tutti i giornali italiani con alcuni casi particolarmente interessanti: quello dei quotidiani sportivi, ad esempio, tra i più in caduta libera, o quello di “Avvenire”, l’unico tra le testate maggiori ad aver aumentato le vendite nel periodo 2013-2020 il che, visto il giornale in questione e chi ne è l’editore, non si può che definire un “miracolo”!


Permettetemi tuttavia un personale appunto gioioso, riguardante un “quotidiano” che, a mio modo di vedere, non dovrebbe stare nella classifica qui pubblicata e nemmeno nella categoria “organi di informazione” in genere, posto che per giunta s’intasca un sacco di denaro pubblico – 2.600.223,29 Euro, nel 2019 – che i suoi articoli rendono non solo ingiustificato ma pure depredato: il giornale in questione è ovviamente “Libero”, e la mia soddisfazione deriva dal fatto che nemmeno le continue e inqualificabili ospitate televisive del suo ignobile “direttore” stanno salvando il giornale da una morte certa e, spero, rapida. Ecco.

Le classifiche qui pubblicate le ho tratte da questo articolo de “Il Post” (uno dei migliori organi di informazione italiani in assoluto, oggi, quantunque a volte non mi trovi d’accordo con i suoi testi ma per fortuna che sia così!), da leggere anche per conoscere ulteriori approfondimenti sulla questione.