Camminare sulla Dol, e conquistare l’infinito

[Scendendo sul lago di Trona verso Nord e la Valtellina, con le Alpi Retiche sullo sfondo. Immagine tratta dalla guida.]
La Valtellina è una terra bellissima, ricca di storia, di geografie mirabili, di cultura, di saperi antichi, di relazioni e intrecci umani, di segni leggendari, di acque, rocce, legno, erba, cielo, di bellezza, di montagne. Sì, montagne, non solo come elementi orografici pur sublimi ma, ancor più, come “dote” oltre modo preziosa che identifica magnificamente una terra definendone gli orizzonti e ne conforma profondamente l’anima e lo spirito.

Arrivarci, in Valtellina, camminando su montagne similmente belle che con il filo della loro dorsale indicano la via verso il grande solco vallivo tra Alpi e Prealpi, ove luccicano in basso l’Adda e in alto i ghiacci retici le cui vette si stagliano nel cielo di settentrione segnando la linea oltre cui c’è l’infinito, è qualcosa che resta nella mente e nel cuore per sempre.

Per tali motivi, e per innumerevoli altri ugualmente buoni, è bellissimo che la guida “Dol dei Tre Signori che racconta di quelle montagne che vi portano – se ci camminate sopra – dalla grande pianura padana fino alla parimenti grande vallata alpina, in questo periodo sia disponibile proprio nelle edicole della Valtellina e delle zone limitrofe, in vendita dallo scorso 18 giugno abbinata al quotidiano “La Provincia di Sondrio. È bellissimo perché, come accennavo sopra, in questo modo il libro diventa un esclusivo trait d’union letterario tra montagne, geografie, storie e bellezze diverse e similmente mirabili, che si possono esplorare, conoscere, conquistare e fare proprie semplicemente percorrendo la Dorsale Orobica Lecchese, da Bergamo fino a Morbegno – oltre che leggendo il libro, ovviamente.

E il bello è che tutto ciò vale anche all’opposto, partendo dalle montagne retico-orobiche e camminando fino alla grande pianura urbanizzata oltre la quale la linea lontana (ma nemmeno tanto, poi) degli Appennini individua un altro infinito ugualmente affascinante, quello verso Meridione. Insomma, amici valtellinesi, in un modo o nell’altro avete motivi più che ottimi per andare in edicola e accaparrarvi la guida “Dol dei Tre Signori. E se non siete valtellinesi nulla cambia: la guida è disponibile anche in molte librerie della catena “Libraccio delle provincie di Bergamo, Lecco, Brescia, Monza-Brianza, Lodi, Varese, Como e Milano. Qui potete avere ulteriori informazioni al riguardo.

Avete solo da leggere la guida, calzare i vostri scarponi e andare a camminare lassù, tra la terra e le nuvole, col passo e il ritmo che preferite. A volte per conquistare l’infinito basta veramente poco, già.

A Sondrio (e non solo) con la DOL dei Tre Signori

La guida “DOL dei Tre Signori” torna finalmente a disposizione di escursionisti e amanti del territorio! Da oggi, 18 giugno 2021, la si trova nelle edicole valtellinesi in abbinamento con il quotidiano “La Provincia di Sondrio”.

Dopo essere andata esaurita in allegato a “L’Eco di Bergamo” e a “La Provincia di Lecco”, è pronta la 2a edizione della guida alla Dorsale Orobica Lecchese, uno dei territori di montagna più spettacolari e emblematici delle Alpi Centrali, scritta da Sara Invernizzi, Ruggero Meles e Luca Rota – io, sì. La potete trovare, come detto, nelle edicole di Sondrio, Valtellina e Valchiavenna, acquistando il quotidiano “La Provincia”, ma non solo: dai prossimi giorni il volume sarà disponibile ovvero ordinabile in alcune librerie della catena Libraccio delle provincie di Bergamo, Lecco, Brescia, Monza-Brianza, Lodi, Varese, Como e Milano.

Insomma: non vorrete mica privarvi della proprietà e della lettura di quella che è stata definita da molti “una guida tra le più belle che si siano mai viste nell’era Cenozoica”?! Anche perché, con la lettura della guida, sono certo che “acquisterete” un’altra bellissima cosa: la voglia irresistibile di andare a percorrere la DOL dei Tre Signori e scoprire i suoi innumerevoli tesori. E, se l’avete letta o la leggerete, e ne avete voglia, fatemi sapere che ne pensate, qui o sui miei social. Grazie!

Di nuovo, dunque, appuntamento in edicola e in libreria! E sappiate che a breve vi saranno altre intriganti novità, al riguardo… ve ne darò notizia appena possibile!

Per saperne di più sulla guida cliccate qui, oppure qui per avere ulteriori informazioni su dove trovarla e come acquistarla. Buona lettura e buon cammino lungo la DOL dei Tre Signori!

Da Roncola a Morterone, lungo la DOL

La seconda tappa della DOL dei Tre Signori parte da Roncola San Bernardo (BG) e vi porta sino a Morterone (LC), alle pendici del monte Resegone. Questa tappa è caratterizzata da ampie vedute: a ogni passo l’orizzonte si amplia sempre di più, spaziando su gran parte della pianura padana, l’intera cerchia delle Alpi Occidentali e la dorsale appenninica. Imboccando il sentiero CAI 571 camminerai su un percorso antico, che ha visto per secoli un flusso continuo di pastori, boscaioli, carbonai e muratori, e arriverai al monte Linzone (1372 m). Scenderai a Valcava, attraversando anche l’area di ripristino della cava Colle Pedrino di Italcementi. Salirai poi sulla vetta del monte Tesoro, a 1431 m, balcone privilegiato dal quale potrai ammirare anche l’incantevole borgo di Colle di Sogno. Scendendo verso la località Forcella Alta incontrerai il suo suggestivo laghetto e proseguirai verso il Passo degli Spagnoli o più notoriamente del Pertüs. Supererai poi il valico della Passata, storico luogo di incontro tra la Repubblica Veneta e il Ducato di Milano, e imboccando il sentiero CAI 576 proseguirai lungo il tratto dell’Anello del Resegone che ti porterà fino all’omonimo rifugio (1266 m). Da qui continuando lungo il sentiero CAI 587 raggiungerai la Bocchetta del Palio (1390 m), dove una strada agro-silvo-pastorale ti condurrà al borgo di Morterone, il più piccolo comune d’Italia, a 1070 m.
🚩 Punto di partenza: Roncola San Bernardo (BG)
🏁 Punto di arrivo: Morterone (LC)
⛰ Dislivello positivo: 869 m
⛰ Dislivello negativo: 1.425 m
🥾 Distanza: 19,3 km
⏱ Durata: 7 ore e 30 minuti

Quello che avete appena letto è un riassunto, conciso ma mi auguro assai invitante, della seconda tappa del trekking lungo la Dorsale Orobica Lecchese, che trovate narrata nella sua interezza e con generosa profusione di dettagli, suggestioni ed emozioni sulla guida Dol dei Tre Signori. Un libro che, lo ribadisco di nuovo, dovete certamente leggere così che poi vorrete senza alcun dubbio camminare lungo le montagne, i paesaggi e lo spettacolare itinerario che li attraversa, e che noi autori abbiamo narrato nella guida.

Per saperne di più, cliccate sull’immagine qui sopra o visitate la pagina facebook I cammini di Orobie dalla quale ho tratto il testo sopra riportato.

Per qualsiasi altra informazione sulla guida e su come reperirla, potete consultare www.orobie.it/cammini/, scrivere un messaggio a redazione@orobie.it oppure telefonare al numero 035/240.666.

Doti giornalistiche ineccepibili

[Immagini delle copertine – entrambe di oggi 7 aprile, ovviamente – tratte da qui.]
Aaaah, che meraviglia la tradizionale chiarezza, precisione, coerenza e lucida attinenza alla realtà dei fatti dei giornali italiani, vero? Doti peraltro ampiamente riconosciute loro, come attestano bene i dati di vendita nelle edicole!

Be’, in ogni caso, se vi capitasse di vedere lungo una strada un’auto che va a colpi – va veloce, rallenta, va di nuovo veloce, rallenta ancora… -, probabilmente ci sarà alla guida un giornalista italiano. Fategli i complimenti da parte di tutti, eh!

Una lettura sempre “divertente”

Nel mentre che completavo la lettura del numero 55 – Inverno 2020 (non fateci caso, sono in perenne ritardo pure con la lettura delle riviste alle quali sono abbonato), mi è giunta nella cassetta postale di casa il nuovo numero 56 – Primavera 2021 de “Le Montagne Divertenti“, il trimestrale di alpinismo e cultura alpina che dal 2007 racconta delle montagne di Valtellina e di Lombardia – ma non solo. Il che mi dà l’occasione di rimarcare quanto sia (da) sempre sorprendente questa rivista, nata quasi per gioco da un gruppo di amici appassionati di montagne capitanati dall’ormai quasi leggendario Beno – al secolo Enrico Benedetti – eppure capace di distinguersi in maniera originale e determinata nella produzione editoriale periodica dedicata ai monti. Ciò soprattutto in forza di due elementi fondamentali: l’aver mantenuto lo spirito narrativo da blog (dal cui mondo viene l’ispirazione originaria del trimestrale), con relativa grande passione, leggerezza, ironia (lo rivela il nome stesso della rivista, in effetti) e senza mai alcuna eccessiva seriosità o formalismo, ma ciò sapendo comunque includere – ed è il secondo elemento fondamentale – contenuti di alta, a volte altissima qualità culturale, storica e scientifica, le cui argomentazioni giungono facilmente e comprensibilmente a qualsiasi lettore proprio in forza del tono “leggero” utilizzato, così che il loro valore trascenda i meri confini geografici valtellinesi per diventare scritture e narrazioni spesso emblematiche anche per la realtà e la cultura di altre aree alpine.

Non è così comune trovare una rivista di matrice geografica la cui lettura intrighi e stimoli la voglia di visitare i luoghi narrati nei suoi vari articoli ovvero che sappia suscitare la curiosità di saperne di più, anche grazie a un corredo fotografico di qualità e sempre ben contestuale al testo a cui si riferisce. “Le Montagne Divertenti” lo sa fare fin dalla sua prima uscita, per tutto quanto sopra nonché, ribadisco, per quel suo mood narrativo così peculiare, pressoché unico, che la rende proprio divertente (appunto!) da leggere anche per chi non sappia nemmeno dove siano, le montagne e le località a cui gli articoli sono dedicati ma che, io credo, dopo averla letta vorrà visitare e conoscere meglio.

Lunga vita e successo duraturo a “Le Montagne Divertenti”, insomma: se li meritano tutti!

(Cliccate sull’immagine dell’ultimo numero, lì sopra, per saperne di più.)