INTERVALLO – Sigtuna (Svezia), Bokkiosk

Un bokkiosk, ovvero la tipica casetta per il bookcrossing “alla svedese”, ricavata da una cabina telefonica pubblica dismessa simile a innumerevoli altre sparse nelle grandi città così come nei più piccoli villaggi dell’intero paese. Qui a Sigtuna, cittadina nella contea di Stoccolma nota per essere uno degli insediamenti abitati più antichi di Svezia.

Foto dello scrivente, agosto 2018.

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INTERVALLO – Ankara (Turchia), Biblioteca Pubblica di Çankaya

Una piccola biblioteca pubblica che evoca innumerevoli suggestioni come poche altre (anche quando ben più grandi e prestigiose) sanno fare, quella di Çankaya, città nei pressi della capitale turca Ankara. Qui, i netturbini locali hanno preso a recuperare e “salvare” i libri che trovavano tra i rifiuti raccolti quotidianamente, arrivando in breve tempo ad accumularne un numero cospicuo e a interessare alla loro iniziativa molti altri residenti, che a loro volta hanno donato libri propri ovvero ritrovati un po’ ovunque. Così, il 18 gennaio scorso, è stata inaugurata una biblioteca pubblica con ben 6.000 volumi ordinati nei suggestivi locali di una ex fabbrica di mattoni a sua volta abbandonata, realizzando un’iniziativa meravigliosa, di raro valore socio-culturale e, come detto, dalle molteplici suggestioni profondamente esemplari. Ad esempio dimostrando come i libri (e la cultura in genere) sappiano suscitare grandi cose e migliorare il mondo anche quando abbandonati o deprecabilmente gettati nella spazzatura.

Cliccate sulle immagini per saperne di più oppure qui per leggere un articolo al riguardo di CNN (in inglese).

P.S.: en passant, i libri non si buttano mai via, nemmeno quelli peggiori. Piuttosto si regalino a qualcuno o alla biblioteca più vicina. A chiunque li gettasse nella spazzatura comminerei svariati mesi di condanna ai servizi sociali, se ne avessi facoltà.

P.S.#2: grazie a Rossella Mauri che ha indirettamente ispirato questo articolo.

TrumPutin

In fondo non c’è da sorprendersi più di tanto rispetto a quanto si è visto nel vertice di Helsinki tra gli attuali leader di USA e Russia, con il primo palesemente remissivo se non succube del secondo. Semplicemente, si è chiuso l’accordo in essere tra i due: prima la Russia ha dato una mano all’attuale presidente americano ad essere eletto, ora questi mette in atto lo scambio concordato e si pone al servizio – ovvero pone il proprio paese al servizio – del presidente russo. E tutti i precedenti attriti diplomatici, le dichiarazioni bellicose, le sanzioni? Ovviamente una messinscena funzionale a quanto visto a Helsinki.

Peraltro, di nuovo viene efficacemente dimostrato come tanti di questi “leader forti” che comandano (per ragioni sovente “bizzarre”) il mondo sono in verità politicanti assai deboli, la cui presunta forza, meramente fisica e mai politica, socioculturale o intellettuale, non è che il solo modo a loro disposizione per nascondere l’effettiva debolezza e mantenere il potere. I due di Helsinki sono ottimi esempi di ciò: quello americano si è ritrovato presidente della propria nazione un po’ come il pianista dell’orchestra di bordo d’una nave da crociera si potrebbe ritrovare capitano della stessa; riguardo quello russo, possono bastare le centinaia di giornalisti uccisi, stranamente quasi tutti suoi critici e oppositori – un po’ come vincere una partita a calcio eliminando fisicamente la difesa avversaria.

Insomma: c’era quasi da restare più tranquilli ai tempi della guerra fredda, verrebbe da dire! Certo, c’erano in circolazione più armi nucleari innescate, ma pure moooolte meno fake news. E meno fake leaders, ecco.

(Per conoscere la fonte dell’immagine in testa al post, cliccateci sopra.)

Make America great aHAHAHAHAHAgain!

Bisogna certamente riconoscerglielo all’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, quello che Make America great again, “rendiamo l’America di nuovo grande” (le immagini lo dimostrano bene, no?), modello ideale di questa nuova schiera di leader mondiali le cui capacità affabulatorie sono inversamente proporzionali a quelle politiche, e dunque il riconoscimento vada anche agli altri sparsi per il pianeta – ecco, dicevo, bisogna riconoscergli di essere un rappresentante perfetto del mondo contemporaneo, fatto di slogan, di talk TV, di fake news, di tweet, post e like e di tutte le altre cose che con la “politica” nel senso autentico del termine, quella che (per semplificare tanto quanto per essere chiari) dovrebbe servire a far funzionare al meglio una società, insomma, non c’entrano nulla di nulla, anzi, vi sono palesemente antitetiche ma che dalla loro totale illusorietà sono state assurte e proclamate a regole e verità. Be’, che diamine, è forte ‘sto presidente, anzi, è un genio del “marketing”, non c’è che dire!

Eppoi, semmai, sarebbe veramente da sorprendersi se, in considerazione dello stato in cui versano certi paesi e delle condizioni culturali delle loro comunità sociali, vi fossero altri leader non conformi allo status quo, appunto. È giusto così, non può essere altrimenti, e tutto il resto ne è logica – profondamente logica – conseguenza. Nel bene e, soprattutto, nel male.

In ogni caso, sul serio, non pensavo che il mondo potesse diventare con tanta rapidità così divertente… o ridicolo, bizzarro, comico, grottesco, vede voi come definirlo – a me, ribadisco, fa molto “ridere”! Sempre che non abbia ragione chi sostiene che questo nostro mondo non sia altro che un esperimento di “realtà virtuale” messo in atto da qualche avanzatissima civiltà aliena (non sto affatto vaneggiando: al riguardo leggete un po’ qui) con lo scopo, ad esempio, di studiare fino a che punto possa giungere l’irrazionalità di una razza “intelligente” o presumibilmente tale, e dove si situi la dead line ovvero il “punto di non ritorno”.

Comunque, io mi diverto un sacco e rido. Bakuninianamente, certo.

Tanti piccoli frammenti di cielo

Le montagne si elevano verso l’alto e con le loro vette permettono alla Terra di toccare il cielo, così che a volte capita che tanti piccoli frammenti di cielo cadano sui monti e ne facciano un unico, fantastico paesaggio fatto di eterea, luminosa, delicata bellezza. Che prima o poi svanisce, ma solo per mantenere il più vivo possibile il desiderio che nuovamente si manifesti.