“Oltre le vette”, mercoledì 29/09 in radio

Il prossimo mercoledì 29 settembre, alle ore 19, avrò l’onore e il piacere di essere ospite di “Oltre le vette”, il programma radio di RCS – Radio Cernusco Stereo curato e condotto da Ambra Zaghetto, per affrontare una questione che, in tema di montagne, è assolutamente all’ordine del giorno anche nell’estate appena trascorsa: il grande affollamento turistico dei monti. Un fenomeno che la pandemia da Covid-19 ha fatto esplodere in modo dirompente evidenziandone opportunità e pericoli: perché se da un lato constatare così tanta gente che frequenta luoghi meritori di grande considerazione è innegabilmente bello, dall’altro non si può non rilevare che le nostre montagne non sono mai state un ambito deputato al turismo massificato, e l’imposizione di tali pressioni turistiche che molte località montane hanno subito negli anni scorsi hanno generato soprattutto danni, disequilibri e profonde banalizzazioni del loro valore paesaggistico e culturale, innestando spesso il cosiddetto effetto “divertimentificio alpino” che, appunto, la pandemia ha spinto a livelli sovente non più accettabili. Così, a fronte delle numerose conseguenze che tale situazione ha generato – affollamenti esagerati in zone ecologicamente delicate, traffico, rumore, maleducazioni ambientali varie, incidenti dovuti a inesperienza nonché, in generale, una fruizione turistica nel senso più banale del termine di luoghi invece carichi di peculiarità preziose, viene da riflettere su come invece si possa trasformare una così spropositata e minacciosa pressione antropica in una inopinata e preziosa opportunità per recuperare le persone a una fruizione finalmente sensibile e consapevole delle montagne che possa generare autentici vantaggi non solo per i turisti ma pure, e soprattutto, per le stesse genti che quelle montagne abitano. Abbiamo probabilmente davanti la possibilità di innovare l’immaginario alpino (turistico e non) diffuso, ad oggi ancora troppo legato a idee e visioni di decenni addietro quanto meno obsolete quando non fallimentari e, di conseguenza, il modo di vivere le montagne sia da turisti che da residenti: ma cosa e come possiamo fare per non sprecare una così preziosa opportunità? A fronte di una palese situazione disarmonica sotto molti punti di vista, risultata già fatale per molte località dell’arco alpino, come possiamo riconquistare la più benefica relazione con i territori montani a vantaggio di tutti, città incluse? E se invece quell’opportunità la sprecassimo, a quale futuro andrebbero incontro le nostre montagne?

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare la pagina di “Oltre le vette” nel sito web di RCS –  Radio Cernusco Stereo, oppure qui per visitare la pagina Facebook, nella quale troverete anche l’evento dedicato alla puntata.

Dunque, appuntamento on air mercoledì 29/09 alle ore 19 con Ambra Zaghetto e “Oltre le vette”. Stay tuned! – come si dice in tali casi, oppure, più nostranamente: segnatevi l’appuntamento e non mancate!

Ultrasuoni #25: Prisencolinensinainciusol, ol rait!

Nel precedente “Ultrasuoni” vi ho raccontato di come una delle band più rappresentative di sempre della musica nera contemporanea per eccellenza, il rap – o hip hop – fosse bianca, ovvero i fenomenali Beastie Boys (riconosciuti con tale fama dalla stessa comunità afroamericana). Be’, posto ciò non posso dunque nemmeno non citare e omaggiare quello che a suo modo è stato, secondo molti, il primo rap della storia, anni prima che il genere venisse certificato, e il suo sorprendente autore italiano: Adriano Celentano e Prisencolinensinainciusol, già. Uno dei brani più geniali della musica italiana del dopoguerra non solo per il suo cantato, forma sperimentale di “parola-suono” a metà tra lo stile scat del vecchio jazz e la recitazione in grammelot teatrale, ma pure per la parte musicale, originalissimo mix tra pop, funk, soul e ritmica tribale come quella che, appunto, qualche anno dopo effettivamente diventerà la base per il primo rap – non a caso Prisencolinensinainciusol ha trovato un notevole successo negli USA e una fama che continua tutt’ora. È un brano così sfuggente a qualsiasi catalogazione che se ne sono tentate innumerevoli interpretazioni, tutte possibili e nessuna definitiva, il che in fondo ne certifica la qualità e l’attrattiva, ben maggiore di buona parte del “pop” italiano di classifica – di quello successivo e soprattutto dell’odierno – e sancisce l’indiscutibile genio artistico di Celentano. Di contro, secondo alcuni, per Prisencolinensinainciusol non si dovrebbe parlare di “rap ante-litteram” in quanto brano basato su fonemi privi di significato e ispirati alla musicalità di un inglese inventato, non sul parlato altamente espressivo che è elemento peculiare del rap. Ok, può ben essere così, tuttavia, al riguardo, mi viene da obiettare: ma perché, scusate, molte canzoni trap attuali un significato logico ce l’hanno?

Ecco. Dunque, non posso che affermare con convinzione Oh sandei | Ai ai smai sesler | Eni els so co uil piso ai | In de col men seivuan | Prisencolinensinainciusol, ol rait!

Tallinn a caso

[Foto di Miikka Luotio da Unsplash.]

Cammino per la città a caso – smarrirsi è comunque impossibile, i punti di riferimento riconoscibili sono innumerevoli e ben visibili da qualsiasi parte della città – le guglie più alte delle chiese, ad esempio, oppure il mare, indicatore inequivocabile del Nord, qui. Di contro, motivi per tentare un piacevole smarrimento, pure intenso, la città ne offre a iosa: vicoli stretti e tortuosi che sovente paiono ciechi e invece trovano inopinate scappatoie entro pertugi ancor più angusti, slarghi e piazzette improvvise e impreviste, cortili interni entro archi ombrosi nei quali il tempo pare fermo a decenni addietro, rientranze tra palazzi e mura con piccoli portoni che farebbero pensare a chissà quali passaggi e percorsi segreti, oltre a minuscoli locali che mai hanno visto turisti varcare gli anonimi ingressi, bizzarre vetrine-discariche di oggettistica di era sovietica al servizio di negozi chissà quando aperti, fenomenali angoli nei quali in pochi decimetri quadri s’ammassano dettagli che incrociano storie distese su cinque secoli o forse più. E ingressi, e porte e portoni e cancelli e finestre a gogò entro le quali sbirciare, come per rubare un istante, un frammento o una rivelazione della reale vita di chi abita qui, della vita vera che altrimenti i tallinesi mai ti rivelerebbero, per propria riservatezza, per riserbo o per riguardo o perché semplicemente non gli va. Il tutto da scoprire per caso, e per questo da cui farsi genuinamente sorprendere, stupire o inquietare oppure allietare se non strabiliare se è il caso, appunto, camminando senza meta ovvero inseguendo infinite mete, ognuna delle quali è tale e dunque arrivo e immediata ripartenza verso la prossima – e quale sarà, la prossima? Lo stabilirà il Caso. Tutto torna, in questo modo, e ciò anche in senso lato, viaggiando per la città ovvero tornando continuamente ad essa anche senza mai lasciarla, tornando alla sua anima urbana particolare e unica in un costante processo di scoperta e riscoperta via via sempre più approfondita.

Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano
Historica Edizioni, 2020
Collana “Cahier di Viaggio”
Pagine 170 (con un’appendice fotografica dell’autore)
ISBN 978-88-33371-51-1
€ 13,00
In vendita in tutte le librerie e nei bookstores on line.

Potete scaricare la scheda di presentazione del libro qui, in pdf, e qui, in jpg, oppure cliccare sull’immagine del libro per saperne di più.

Ufficio stampa, promozione, coordinamento:

Grazie di cuore a…

…A tutti quelli (e quanti poi, visto il caos di eventi offerto dal Fuorisalone in questi giorni a Milano!) che per Tallinn Blues sono intervenuti, ieri, allo spazio B(r)E(a)THE SPACE e che mi/ci hanno onorato delle loro liete impressioni, a Cristina Busin e ArtIcon che ha organizzato la serata, a Vittorio Peretto che ci ha ospitati tra le affascinanti immagini della sua mostra ANIME SALVE/CITTADINO BOTANICO curata da Luciano Bolzoni – grazie pure a lui per le belle parole che ci ha regalato… e grazie, di cuore, il mio compagno di viaggio, il mirabile Francesco Garolfi, la cui arte musicale è veramente una manifestazione cristallina e possente del concetto di “viaggiare” – “a bordo” della sua chitarra e guidati dalla sua voce.

La mostra ANIME SALVE/CITTADINO BOTANICO continua fino al 15 settembre (e forse anche oltre) animata da altri eventi: date un occhio qui al riguardo. Per saperne di più su Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano, il mio libro protagonista della serata di ieri, cliccate qui, oppure qui per i miei altri libri editi.

Oggi, alle 18, a Milano

Cliccate sull’immagine per saperne di più.