Giuseppe Cederna per la “Montagna Sacra”

Il progetto “Una montagna sacra per il Gran Paradiso del cui comitato promotore ho l’onore di far parte, gode del sostegno di numerose figure prestigiose e importanti del panorama culturale italiano, e non solo di quelle che più specificatamente si occupano di cose di montagna. Tra di esse c’è Giuseppe Cederna, attore, scrittore e viaggiatore, che da subito ha fatto proprio il senso del progetto e lo ha elaborato con preziosa profondità, come ad esempio ha fatto nel corso della presentazione ufficiale a Torino il 26 novembre scorso.

Cederna è tornato sul tema nella recente intervista con Rosalba Nattero, facendosi testimonial prestigioso non solo della “Montagna Sacra” e del suo messaggio ma pure dei tantissimi sostenitori firmatari del progetto: a oggi quasi milleduecento, persone di radici e culture molto diverse, alpinisti, escursionisti, naturalisti, giornalisti, scrittori, artisti, montanari, frequentatori rispettosi di ogni vita e di ogni luogo che hanno condiviso con entusiasmo la proposta comprendendone il significato, fin dal nome stesso del progetto sul quale invece ancora qualcuno si ferma per disquisirci sopra ma senza volerci andare oltre e così capire quali siano i veri, importanti e concreti obiettivi del progetto.

L’intervista a Giuseppe Cederna la potete vedere qui sotto, grazie alle riprese e al montaggio di Maurizio Maggiore, con le musiche dei LabGraal. Peraltro Cederna sarà nel Parco Nazionale del Gran Paradiso a luglio 2023 per un evento organizzato dall’ente parco. Anche in quella occasione, ha fatto sapere, sosterrà il progetto.

Per saperne di più sul progetto della “Montagna Sacra” e per aderirvi, potete consultare la pagina web ufficiale, la pagina Facebook oppure scrivere a montagnasacra22@gmail.com.

Cancellare cose, in montagna

«Il turismo di massa invade le vallate di montagna; gli impianti sciistici sono sempre più attrezzati per ogni comfort; nuove e imponenti strutture piano piano sovrastano la natura selvaggia di boschi e prati».
Alessandro Di Lenardo e Chiara Boccardi, studenti del Corso di Fotografia di IED Torino, intraprendono un lavoro di sensibilizzazione legato al fenomeno di iper-urbanizzazione della montagna, indagando il sentimento di un luogo che sta perdendo la sua autenticità, violentato da un desiderio di conquista che gli manca continuamente di rispetto. Per enfatizzare il tema, gli autori attuano un intervento digitale che cancella ma allo stesso tempo evidenzia le strutture che risultano di troppo nel paesaggio, quali pali, cannoni sparaneve, stazioni, piloni.
Il titolo del progetto è Alte Terre, che riprende l’uso dell’espressione “terre alte”, affermatasi da alcuni anni per indicare le regioni di montagna occupate e vissute dall’uomo, e rappresenta il risultato di un percorso biennale di ricerca che inizia nel secondo semestre del primo anno e si conclude nel primo semestre del terzo anno con l’esame del modulo Metodologie e Tecniche del Contemporaneo. I due studenti hanno lavorato dapprima in modo individuale, su due temi diversi ma connessi al mondo della montagna, e hanno poi deciso di unire i loro sforzi nel progetto Alte Terre.

Così si può leggere su “Artribune”, in un articolo del 18 marzo scorso che anticipa l’uscita del numero 71 del magazine, del progetto Alte Terre, veramente molto interessante e di grande forza, sia simbolica che espressiva, che offre numerosi spunti di analisi e riflessione sui temi indagati parimenti intensi. Giusto per citarne un paio: è molto significativo che un progetto del genere, e la visione critica che propone rispetto alla montagna contemporanea, venga da due giovani, rappresentati di una fascia generazionale che nuovamente si dimostra ben più attenta e sensibile di quelle più “adulte” nei confronti della realtà del mondo contemporaneo e più capace di coglierne le contraddizioni e le storture presenti con grande consapevolezza – oltre a essere quella che dovrà gestire e possibilmente risolvere i danni perpetrati al mondo dalle generazioni precedenti. Inoltre, l’idea delle «montagne che spariscono» perché inghiottite dalle infrastrutture del turismo di massa rimandano direttamente – e forse consapevolmente, mi piacerebbe chiederlo ai curatori del progetto – a quel meraviglioso brano di Giovanni Cenacchi, tratto da Dolomiti cuore d’Europa e che ho riportato in questo mio recente post,  nel quale Cenacchi racconta della “scomparsa” delle celeberrime Tre Cime di Lavaredo, cancellate dalla visione banalizzante di esse prodotta dal turismo di massa che frequenta il luogo.

Alte Terre è un progetto e un lavoro da conoscere e apprezzare parecchio, insomma. Cliccando sull’immagine in testa al post (che “farà” la copertina del #71 di “Artribune”) potrete visitare il sito web del magazine e leggere l’intervista ai curatori del progetto; qui invece potrete saperne di più al riguardo e vedere altre immagini che ne fanno parte.

P.S.: grazie di cuore a Lorenzo Manenti, amico, docente e a sua volta artista pregevole, che mi ha dato notizia del progetto.

“Neve Diversa” 2023

Torna l’appuntamento con il dossier Neve diversa, diventato ormai uno strumento di conoscenza della realtà turistico-sciistica delle montagne italiane non solo imprescindibile ma pure vieppiù necessario, vista la situazione climatica e ambientale (ma non solo) che stiamo vivendo.

Per ingrandire l’immagine della locandina, dalla quale trarre tutte le informazioni sull’evento, su come parteciparvi e come seguirlo anche da remoto, cliccateci sopra, mentre qui la potete scaricare in formato pdf.