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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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PROSSIMI APPUNTAMENTI

Sabato 16 maggio a Rovereto:

Il prossimo 16 maggio sarò a Rovereto (Trento) per il X Summit Nazionale delle Bandiere Verdi di Legambiente, che quest’anno ha il significativo titolo “Controvento. Oltre i modelli intensivi: un nuovo sviluppo della montagna”. Insieme a Maurizio Dematteis, direttore dell’Associazione Dislivelli, presenteremo il lavoro finora svolto sul progetto della Carovana dell’Accoglienza Montana nell’intervento dal titolo “Misurare l’accoglienza montana: come il turismo può dare valore alle comunità”. A breve vi darò maggiori dettagli, ma potete già iscrivervi per partecipare con il QR code che trovate nella locandina lì sopra, cliccateci sopra per ingrandirla; qui invece trovate il programma completo.

(Cliccate sull’immagine per accedere all’archivio di tutte le notizie pubblicate.)

A CORTINA TRA QUELLI DELLE OLIMPIADI GIÀ VOLANO GLI STRACCI

Come ampiamente previsto, il dopo Milano-Cortina si configura sempre di più come una commedia tendente alla farsa che rende evidente – insieme ai conti disastrati e all’assenza di ricadute positiva per i territori – il disastro olimpico. Ecco dunque che, a Cortina, Simico – la Società Infrastrutture Milano Cortina – e Pizzarotti, impresa costruttrice della contestatissima pista di bob che presenta già molti danni, vanno contro la Fondazione MiCo (MilanoCortina) che non vuole pagare il ripristino del tracciato: «L’impianto era perfetto» dicono i primi. Non è forse che l’unica vera cosa “perfetta” da fare era non costruire proprio la pista risparmiando la montagna di soldi che è costata e quella che servirà per mantenerla?


A ST.MORITZ STANNO COSTRUENDO CASE NON DI LUSSO

Letta come ne dice il titolo, la notizia che segue sembrerebbe uno scherzo, oppure il frutto di un equivoco. Invece anche nella località per super-ricchi engadinese, che conta cinquemila abitanti stabili, mancano case per molte persone con un reddito medio-basso (per i parametri svizzeri) che vivono e ci lavorano e non possono permettersi gli altissimi affitti della zona. Così nei giorni scorsi è iniziata la costruzione di un edificio che ospiterà 19 appartamenti che il comune intende affittare alle persone residenti in base al loro reddito. È un primo progetto che fa parte di un più ampio piano comunale per provare a risolvere la carenza di case a prezzi accessibili per gli abitanti.


“ALPI IN MOVIMENTO”, UN’AZIONE COLLETTIVA A TUTELA DELLE MONTAGNE

Lo spazio alpino è chiamato ad affrontare grandi sfide comuni: crisi climatica, estinzione delle specie, turismo di massa e congestione del traffico. A partire da quest’anno la giornata d’azione “Alpi in movimento”, che si terrà il 29 agosto 2026, richiamerà l’attenzione sulle possibili soluzioni attraverso una vasta gamma di attività, invitando a vivere le Alpi, a scoprirne la diversità e a festeggiarle insieme. Ogni idea conta: che si tratti di un grande evento o di un’iniziativa locale – una lettura, una visita guidata, una tavola rotonda, un’escursione, un’azione creativa o una manifestazione politica – tutto è benvenuto! Da subito è possibile inserire le attività direttamente sulla mappa all’indirizzo www.alpiinmovimento.org, nel quale troverete ogni altra info utile.


OLIMPIADI, LA LOMBARDIA CONTINUA A NON PAGARE I PROPRI DEBITI CON LA SVIZZERA

Mentre a soli due mesi dalla fine delle Olimpiadi di Milano Cortina si moltiplicano le notizie sui debiti sempre più alti accumulati dall’organizzazione, in aggiunta agli enormi costi risaputi, il piano per gestire la viabilità e la sicurezza olimpici nel Canton Grigioni dovrebbe risultare meno costoso rispetto ai 5,5 milioni di franchi previsti: a riprova della minor affluenza di pubblico rispetto alle cifre pindariche (e già allora poco credibili) diffuse prima dei Giochi. Di contro, la Regione Lombardia continua a non dare risposte agli svizzeri sul pagamento del contributo a lei spettante: un comportamento istituzionale non solo opaco ma che pure, viene da pensare, rimarca il disequilibrio nei conti olimpici. E sono passati solo due mesi dalla fine dei Giochi!


NON CI SONO PIÙ I BIVACCHI DI MONTAGNA D’UNA VOLTA (?)

I bivacchi in alta montagna oggi stanno vivendo un momento contraddittorio: se l’alpinismo prestazionale tutto velocità e cronometro li snobba, possono di contro sostenere la frequentazione meno impattante e più genuina delle montagne, e infatti anche per questo l’architettura li sta rendendo sempre più tecnologici e confortevoli. Non solo: con il notevole numero di persone che affrontano le montagne senza adeguata preparazione, la loro funzione di riparo d’emergenza riacquisisce valore. Luca Gibello, autore del bel volume “I bivacchi delle Alpi”, di innovazioni tecnologiche e “cultura del bivacco” attuale ne ha parlato di recente qui, spiegando come il bivacco sia tutt’oggi un presidio montano fondamentale ma in certi casi “incompreso” e banalizzato.

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Articoli più recenti

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Tag: psicologo

Cosa significa naturale?

Da tempo seguo sul web Alessandro Fort, psicologo, formatore e scrittore (l’ultimo libro edito è Ansia e stress, vedete la copertina qui sotto), per la mirabile capacità divulgativa attraverso la quale veicola la propria esperienza professionale e – dal mio punto di vista soprattutto – perché lo fa prendendo spesso come dimensione contestuale la montagna e l’ambiente naturale. In sostanza, Alessandro riprende a modo suo quel motteggio vecchio e, se mediato con eccessiva superficialità, fin troppo retorico che recita «La montagna è una scuola di vita» riportandolo con prezioso pragmatismo al presente e a quel valore generale di bene ecosistemico fondamentale, in senso materiale e immateriale, che la Natura possiede e offre a chiunque vi instauri una relazione culturale la quale, inevitabilmente, godrà anche dei benefici psicologici indotti dal quel valore. Che d’altro canto è attivo anche quando non si abbia la consapevolezza della sua sussistenza, come può accadere a chi viva e frequenti la Natura con fini meramente ludici o ricreativi, seppur comprenderne l’effetto ne accresce(rebbe) largamente i benefici.

Ho chiesto ad Alessandro di spiegarmi rapidamente come nasca la correlazione tra montagna e psicologia che propone, e così mi ha risposto:

La montagna è per me la natura senza alcuna gara con niente e nessuno, è il luogo in cui ignoro l’orologio e mi regolo con il giro del sole. La montagna dà spazio alla parte primitiva del mio essere dove bevo l’acqua del ruscello, osservo il cielo per sentire l’arrivo della pioggia o raccolgo il mugo. Lì ci sono cose vere come terra, acqua, aria, legno…tutti elementi che riporto nel mio lavoro quale strumento di contrasto dell’ansia e dello stress, ma più in generale per mantenere l’equilibrio interiore mio e delle persone che a me si affidano. Camminare sui sentieri è riscoprire quell’animo avventuriero in via di estinzione, sostituito dalla frenetica omologazione sportiva, ed è il modo migliore per contrastare la fretta che il mondo impone, spingendo a non vedere nulla di ciò che sta attorno. Una cosa che mi rattrista poiché chi non vede la natura e le sue creature non vede neppure gli esseri umani.

Posto tutto ciò, ho formulato ad Alessandro il desiderio di poter proporre a chi legge queste mie pagine qualche suo contributo sulle tematiche delle quali si occupa, e molto gentilmente mi ha concesso un articolo (sublime, ma è la mia opinione personale) che è stato originariamente pubblicato sul magazine “Treviso Città&Storie” – essendo lui trevigiano di adozione (e mestrino di nascita) – dall’intrigante titolo Cosa significa naturale?

Lo potete leggere di seguito, e ringrazio ancora Alessandro Fort per tale concessione e per la preziosa amicizia.

Cosa significa naturale?

Tutti si dicono amanti della natura, ma che cosa intendono esattamente per natura?
Per alcuni l’attraversare il giardinetto in città è già entrare nella natura selvaggia e pericolosa, comprensibile se li si immagina vivere al quarto piano di un condominio con ascensore che li porta su e giù ogni giorno. Mia madre quando vedeva un campo, un bosco o comunque un’area non edificata diceva che gli faceva tristezza.
La maggior parte delle persone la pensa come lei, nel senso che quando non c’è nessun oggetto, intervento o costruzione derivante dall’azione umana, ritiene non vi sia niente di bello da vedere e interessante da fare. Da tale prospettiva un bosco è solo un bosco, ma se ci si piazza un po’ di corde su cui arrampicarsi e una ventina di cartelli illustrativi, diventa un bellissimo parco in cui stare a contatto con la natura.
Sul primordiale conflitto uomo natura è cresciuta l’ingordigia commerciale a sua volta alimentata dalla rincorsa delle novità. Il mito della natura diventa pretesto per piazzare giostre di plastica, segnaletiche ridondanti, costruzioni di cemento e aggeggi in acciaio, ma anche strade e mezzi di trasporto (dal fuoristrada alla mountain bike) che rendono il transito veloce e distratto fino a trasformare il bosco, la spiaggia o la campagna sfondi appena percepiti. La cultura della semplice natura non è remunerativa rispetto al mercato di massa, una moltitudine di zombie attratti dai colori di rumorose giostre, che dicono di cercare i silenzi delle vallate e i riflessi delle onde, ma li guardano sulla carta patinata dei dépliant, non nella realtà.
La natura non ha bisogno dell’uomo per sopravvivere, a parte sopravvivere a un uomo predatorio quanto antropocentrico e convinto che l’universo esista in sua funzione e che senza di lui non avrebbe alcun significato. Quando si parla di investimenti per la valorizzazione dell’ambiente significa alimentare l’ingordigia di chi propone strade, costruzioni o parchi a tema, perché il vero modo per favorire la natura è non fare nulla e lasciarle esprimere le sue forme. Se proprio si vogliono spendere soldi, beh.. si potrebbero valutare interventi di deantropizzazione, eliminando qualche strada, qualche cartello e tanto altro. La natura non ha bisogno nemmeno dell’ossessionante smania di sportivizzare tutto, inquinando la natura di colori artificiali, di rumori artificiali, di odori artificiali, di materiali artificiali e di eventi agonistici a suon di fischietti, altoparlanti e classifiche.
Si sta perdendo sempre di più il vero concetto di naturale, fino a quando un giorno qualcuno proporrà di spianare le montagne, asfaltare i sentieri, cementificare gli oceani e pavimentare i deserti, per fare attività colorate, rumorose e protocollate da regole codificate in un rassicurante e omologato ambiente pieno di manufatti in plastica, acciaio, cemento e qualche altro materiale della futura voracità industriale.

Scritto il 14 marzo 202313 marzo 2023Categorie Buoni consigli,Dixit,Libri,Magazzino,Opinioni,Utensili culturaliTag Alessandro Fort,Alpi,ambiente naturale,ansia,antropizzazione,antropocentrismo,articoli,articolo,beni ecosistemici,bosco,cementificazione,commons,consapevolezza,cultura,ecosistema,formazione,influenza,libri,magazine,mercato,montagna,Montagne,Natura,paesaggio,parco,parco giochi,patrimonio naturale,psicogeografia,psicologia,psicologo,stress,Treviso,turismo,turisti1 commento su Cosa significa naturale?

Uno scetticismo diffuso

Cito paro paro dal sito di Paolo Nori, persino con copiaincolla funzionalmente scaltro (cliccate sull’immagine per leggere il post originale), perché Nori è sempre (l’ho già affermato e ribadito, quindi ora lo avvaloro) una mirabile fonte di spunti e ispirazioni, e perché l’affermazione di Milgram – che è quello del celeberrimo (e per alcuni controverso) esperimento omonimo, per la cronaca – io, se posso dire, la farei studiare con l’alfabeto e le tabelline fin dalle classi elementari. Assolutamente sì.

(P.S.: il libro di Milgram citato lo trovate qui.)

Scritto il 20 aprile 2020Categorie Dixit,OpinioniTag autoritarismo,blog,buoni libri,diffidenza,dittatura,esperimento,incontri,leggi,letture,libertà,libri,Milgram,nazismo,norme,obbedienza,Obbedienza all'autorità,obbedire,oppressione,Paolo Nori,paradosso,pensiero,potere,psicologia,psicologo,Regole,repertorio dei matti,romanzi,scetticismo,schiavitù,sito,social,sottomissione,Stanley Milgram,tirannia4 commenti su Uno scetticismo diffuso

Tre libri e cinque opzioni

[Foto di Mystic Art Design da Pixabay]
Nell’ultimo mese e mezzo, più o meno, per motivi vari ho acquistato solo tre libri. Ne ho a casa da leggere circa duecentocinquanta acquistati nei mesi scorsi ma, nonostante ciò, ho accumulato una lista di titoli da acquistare – la quale, come mio solito, comprende libri che voglio assolutamente leggere, non che «sì, forse mi interessano ma non so, si vedrà» – di circa altri duecento libri.
In così poche settimane sì.
Ora, le opzioni che ho di fronte sono suppergiù le seguenti:

  1. Prendere appuntamento da uno psicologo.
  2. Circuire una vecchia ereditiera per spillarle soldi a sufficienza da acquistare tutti i libri nella lista (soluzione invero parziale, dacché in breve elaborerei una lista altrettanto corposa di titoli da acquistare e non so quante ce ne siano di vecchie ereditiere da circuire in giro, dovrei accertamene).
  3. Spendere i soldi a mia disposizione in alcol e donnacce, così da togliermi da solo la terra da sotto i piedi.
  4. Farmi assumere da un grosso distributore editoriale e rubare più libri possibile, tra quelli desiderati, per poi darmi alla macchia appena prima di essere scoperto.
  5. Leggere qualche libro in commercio d’un bravo “esperto” che mi possa fornire delle buone soluzioni al riguardo, ancorché la cosa mi puzzi parecchio di «cane che si morde la coda».

Ecco.
Se tuttavia qualcuno di voi puoi consigliarmi per bene e fornirmi ulteriori efficaci soluzioni, è ben gradito! Grazie!

Scritto il 3 febbraio 2020Categorie (L.),Letteratura,Libri,Magazzino,OpinioniTag acquistare,acquisti,acquisto,biblioteca,book shopping,bookaholic,compulsiva,cultura,culturale,dati,distributori,leggere,letteratura,lettore,lettori,lettori forti,lettura,librerie,libri,on line,più,psicologo,saggistica,scaffali,spesa,spese,statistiche,titoli,vendita,venduti12 commenti su Tre libri e cinque opzioni

Autoconvinzione

Qualche giorno fa ho ricevuto, nella casella mail personale, un messaggio promozionale riguardante un corso di autoconvinzione e automotivazione – tenete conto che i link appena inseriti non c’entrano nulla con quel corso, che ovviamente non cito, ma sono solo riferimenti informativi. Ho letto il messaggio e, alla fine, mi è sembrato così affettatamente e forzatamente spinto a convincere i suoi lettori dell’ineluttabile bontà e validità di quanto asserito che mi è venuta in mente la seguente storiella…

Trovo G. al supermercato, è da parecchio tempo che non lo vedevo in giro.
«Ti trovo bene!» gli dico.
«Caspita, puoi dirlo forte. Sto seguendo un corso di autoconvinzione, e mi sta facendo veramente bene.»
«Ah. Dunque dici che funzionano, questi corsi?»
«Assolutamente! Per quello che mi è costato, poi… solo duemilaquattrocento Euro per sei lezioni!»
«Duemilaquattr… per sole sei lezioni? Cioè… quattrocento Euro a lezione?»
«Sì, ma perché è il corso base. In quello avanzato sono seicento Euro a lezione. Solo duecento Euro in più.»
«Aehm… solo, sì. Sicuro, eh, che ti serva veramente, ‘sto corso?»
«Ne sono convintissimo!»
«Mm. Ok, contento tu… Beh, dai, ti lascio alle tue compere…»
«Ah, sì, grazie… accidenti, ci sono queste due marche di pesche sciroppate, di solito prendo questa ma ora ho visto quest’altra e ora non so quale scegliere…»
«Eh, ecco.»
«Maledizione… è dalle otto che sono qui e non riesco a convincermi su quale acquistare.»
«Ehm… sono le undici e venti.»
«Sì, già, vero.»
«Io prenderei questa.»
«Dici che è migliore?»
«Mm-m. Ne sono convintissimo.»

Scritto il 25 ottobre 2018Categorie (L.),Magazzino,ScrittureTag allenamento,Autoconvinzione,automotivazione,aziendale,coach,comic,corso,costo,funziona,humor,impegno,lavoro,mental,mente,moda,obiettivi,personal,professione,psicologia,psicologo,racconto,scopi,società,sociologia,spirito,traguardi,trainer,Umorismo,utile,vita,volontàLeave a comment on Autoconvinzione
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