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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Venerdì 4 settembre a Oliveto Lario (Lecco): la DOL dei Tre Signori o Dorsale Orobica Lecchese, tra i più bei trekking lombardi.
  • Sabato 5 settembre a Chiesa Valmalenco (Sondrio): “Valmaleggo” e Alt[R]o Festival insieme, e un libro notevolissimo.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

PARCHI EOLICI IN MONTAGNA: ACCETTABILI OPPURE NO?

Migliorare la protezione degli uccelli migratori dalle turbine eoliche: i dati forniti dai radar meteorologici lo rendono possibile. Ma è solo uno dei tanti aspetti, più o meno controversi, della presenza di parchi eolici in montagna, che alimentano le accese discussioni al riguardo nella regione alpina. I siti particolarmente adatti ai parchi eolici, infatti, si trovano spesso in paesaggi di alta montagna, aree ecologicamente sensibili: per ciò la costruzione di turbine eoliche e delle strade di accesso necessarie è oggetto di controversie che evidenziano la necessità, per i territori montani, di soluzioni sostenibili per i conflitti di utilizzo e interesse legati allo sviluppo delle energie rinnovabili nonché di pianificazioni coordinate, posto che la riduzione dei consumi energetici deve sempre avere la massima priorità.


LO SCI INDUSTRIALE DI “DOLOMITI SUPERSKI”, I 30 MILIONI DA PAGARE E LE OMBRE LUNGHE

Inevitabilmente, la vicenda dell’istruttoria dell’Antitrust contro il consorzio Dolomiti Superski e i 12 consorzi di valle associati, condannati a pagare 30 milioni di euro di ristori agli sciatori che tra il 2022 e il 2025 avevano acquistato skipass a prezzi gonfiati in base a una sorta di cartello tra i consorzi suddetti, getta nuove lunghe ombre su come oggi l’industria dello sci venga gestita da alcuni suoi grandi esponenti, sempre più impegnati a tratte i massimi tornaconti dalle montagne turistificate con ben scarsa attenzione ai loro paesaggi e a chi ne gode. D’altro canto Assoutenti boccia l’intesa ottenuta dall’Antitrust con i consorzi su tutta la linea: «Chi arriva tardi rischia di non ottenere nulla, pur avendone diritto. E non c’è stato alcun intervento per ridurre i prezzi degli skipass, aumentati del 28% nel giro di 5 anni».


LA CRISI CLIMATICA CAMBIERÀ I BOSCHI

L’estate 2026 segna una svolta per i boschi svizzeri. A sostenerlo è il professore di botanica Ansgar Kahmen dell’Università di Basilea, che dal 2018 studia gli effetti del cambiamento climatico nel laboratorio forestale di Hölstein. Secondo il ricercatore, i danni osservati sono irreversibili. In tutta la regione del Giura il clima rovente sta provocando la morte su larga scala delle parti esterne delle chiome degli alberi: i più colpiti sono i faggi, la specie arborea predominante. «I nostri boschi non scompariranno del tutto. Ma i boschi dominati dai faggi, così come li conosciamo oggi, in futuro in molti luoghi non esisteranno più e il paesaggio forestale cambierà volto, perché le specie attuali non sono in grado di affrontare le nuove condizioni climatiche. Occorrerà introdurre specie submediterranee o addirittura mediterranee.»


LA FALSA SOSTENIBILITÀ DEI BACINI PER L’INNEVAMENTO ARTIFICIALE

La chiamano “sostenibilità”, ma spesso è soltanto il nuovo volto dell’espansione dell’industria dello sci. I bacini artificiali in quota, presentati come opere multifunzionali e necessarie alla montagna, sono in realtà parte di un modello che continua a consumare suolo, acqua e paesaggio per sostenere un’economia privata con ingenti risorse pubbliche. Luigi Casanova, sul sito web di Mountain Wilderness Italia, denuncia la mistificazione di una narrazione che spaccia per interesse collettivo ciò che serve soprattutto a mantenere in vita un modello turistico sempre più fragile e invasivo. E mentre la parola “sostenibilità” viene usata come una foglia di fico, scompare dal dibattito la cultura della conservazione, il rispetto dei limiti e la necessità di tutelare davvero gli equilibri della montagna.


TRAIL RUNNING SULLE ALPI: QUAL È IL LIMITE SOSTENIBILE PER LA NATURA?

Intorno al Monte Bianco, alla Zugspitze, al Grossglockner o attraverso le Dolomiti: gli eventi di trail running sono in grande espansione in tutto l’arco alpino. Solo l’Ultra Trail Mont Blanc (UTMB), vede quest’anno la partecipazione di 10.000 concorrenti in diverse gare e categorie. Per la Natura e la popolazione locale, tuttavia, la crescente popolarità di queste manifestazioni può anche diventare un problema. Lo sostiene proprio una trail runner, Laura Moro, ricercatrice, neoeletta vicepresidente di Mountain Wilderness International: tra i principali impatti ambientali figurano le emissioni di CO₂ dovute agli spostamenti dei partecipanti, l’erosione del suolo su sentieri molto frequentati e il disturbo alla fauna selvatica, in particolare durante le gare notturne. Insomma: qual è il limite di carico sostenibile per l’ambiente naturale montano?

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I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: Obbedienza all’autorità

Uno scetticismo diffuso

Cito paro paro dal sito di Paolo Nori, persino con copiaincolla funzionalmente scaltro (cliccate sull’immagine per leggere il post originale), perché Nori è sempre (l’ho già affermato e ribadito, quindi ora lo avvaloro) una mirabile fonte di spunti e ispirazioni, e perché l’affermazione di Milgram – che è quello del celeberrimo (e per alcuni controverso) esperimento omonimo, per la cronaca – io, se posso dire, la farei studiare con l’alfabeto e le tabelline fin dalle classi elementari. Assolutamente sì.

(P.S.: il libro di Milgram citato lo trovate qui.)

Scritto il 20 aprile 2020Categorie Dixit,OpinioniTag autoritarismo,blog,buoni libri,diffidenza,dittatura,esperimento,incontri,leggi,letture,libertà,libri,Milgram,nazismo,norme,obbedienza,Obbedienza all'autorità,obbedire,oppressione,Paolo Nori,paradosso,pensiero,potere,psicologia,psicologo,Regole,repertorio dei matti,romanzi,scetticismo,schiavitù,sito,social,sottomissione,Stanley Milgram,tirannia4 commenti su Uno scetticismo diffuso
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