Sabato scorso, su “Il Dolomiti”

Una volta ancora, grazie di cuore a “Il Dolomiti per aver ripreso le mie considerazioni sul caso dello scriteriato progetto di “sviluppo turistico” del Monte San Primo, tra i più emblematici riguardo le idee di “turistificazione” sostenute di frequente da certi amministratori pubblici locali in barba a qualsiasi raziocinio, ma ancor più per essere un media d’informazione sempre così attento e sensibile alla realtà delle nostre montagne, alle istanze di salvaguardia e alle proposte di frequentazione dei loro territori veramente consone ad essi e benefiche per le comunità residenti.

Come al solito, per leggere l’articolo cliccate sull’immagine; l’originale invece lo trovate sul blog qui.

Un buon corso di inglese per gli amministratori del Monte San Primo

Il folle progetto di “sviluppo turistico” del Monte San Primo sta facendo incetta di articoli, e relative figuracce globali, anche sulla stampa estera, al punto che persino tre grandi media di portata internazionale in lingua inglese come “Euronews”, “The Telegraph” e la “CNN” ne hanno scritto rimarcando tutto lo sconcerto riguardo un progetto così scriteriato. Eppure il Comune di Bellagio e la Comunità Montana del Triangolo Lariano, che propugnano il progetto con il supporto di Regione Lombardia, continuano a tirare dritto senza ascoltare nessuno, nemmeno i suddetti prestigiosi organi di informazione esteri.

Forse che sia un problema di comprensione dell’idioma anglosassone e dunque che gli amministratori locali del San Primo con i loro sodali abbiano bisogno di un buon corso di lingua inglese?

Fatto sta che gli amministratori del San Primo non ascoltano proprio nessuno, né i media italiani che scrivono della vicenda, né le decine di migliaia di persone che da ormai quasi due anni stanno protestando (anche partecipando alla raccolta firme) o le tante voci autorevoli che si sono spese per la causa e nemmeno il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” che continua a rimarcare l’assurdità del progetto e chiedere interventi ben più consoni al luogo e realmente sostenibili per il suo territorio, ricco di infinite possibilità in tal senso, invocando un incontro con gli amministratori pubblici locali, pervicacemente negato alla faccia di qualsiasi espressione di democrazia e di rappresentanza politica. L’unica loro preoccupazione sembra sia quella di spendere “sul” San Primo i milioni di Euro di soldi pubblici stanziati, non certo quella di manifestare cura, sensibilità e visione strategica per la montagna, il territorio circostante e i suoi abitanti.

[Monte San Primo: ciò che resta dei precedenti “progetti di sviluppo turistico” imposti alla zona. Immagine tratta dalla pagina Facebook “Per il Monte San Primo“.]
Dunque, nell’attesa che gli amministratori pubblici del Monte San Primo e del Triangolo Lariano imparino la lingua inglese ad un livello accettabile, così da capacitarsi della pessima figura che stanno facendo e impongono all’intero territorio, potete avere ogni informazione utile sulla questione, leggere i documenti relativi e la rassegna stampa (anche quella estera, ovviamente) e conoscere qualsiasi aggiornamento al riguardo nel sito web del Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo”, www.bellagiosanprimo.com o sulla pagina Facebook “Per il Monte San Primo“.

Una candidatura forte per il “Premio al progetto sciistico/turistico più insensato dell’anno”

Febbraio 2023, Valsesia:

Le autobotti, cariche di acqua, partono dalla pianura e risalgono la valle per rifornire i paesi. Il Sesia è in secca, ha perso l’80% della propria portata e gli amministratori stanno ordinando ai propri cittadini di limitare i consumi idrici, evitando, per esempio, di irrigare orti e giardini e di lavare l’auto. «Dev’essere chiaro a tutti che chi non rispetterà queste indicazioni sarà perseguibile civilmente e penalmente», dice il sindaco di Quarona e presidente dell’Unione montana dei Comuni della Valsesia, Francesco Pietrasanta.

Novembre 2023, sempre Valsesia:

La società Monterosa2000 (che gestisce anche gli impianti di Alagna, collegati con Gressoney e Champoluc, e la funivia del Sacro Monte di Varallo) ha siglato un accordo, finanziato dalla Regione Piemonte per 2,5 milioni di euro, per la realizzazione di un nuovo impianto di innevamento artificiale. Che non attingerà l’acqua da monte, da un bacino costruito ad hoc, ma andrà a prelevarla a valle, direttamente dal fiume Sesia (quello in secca solo qualche mese fa). L’acqua verrà portata nella stazione di pompaggio, nei pressi del palazzetto dello sport, dove è stato installato anche un nuovo compressore per l’aria. E da qui su, lungo la pista Pianaccia fino al bacino di stoccaggio. Il container mobile, provvisto di tre pompe sommerse, è in grado di prelevare l’incredibile quantità di 400 m³ di acqua all’ora dal fiume locale (che corrispondono a 400mila litri d’acqua all’ora, ndr). Insomma, tutti contenti: si potrà finalmente arrivare, sci ai piedi, al paese di Scopello. A 700 metri di quota.

[“Candidatura” al premio proposta da L’acqua sottratta al fiume Sesia (e pompata a monte per innevare una pista da sci a bassa quota), articolo di Alberto Marzocchi pubblicato su “Il Fatto Quotidiano.it” il 19 novembre 2023 e ripreso da “GognaBlog” in data 30 novembre.)

Che ne pensate? A me pare una candidatura alquanto “forte” per il premio dedicato al “Progetto sciistico/turistico più insensato dell’anno”. D’altro canto c’è da credere o, per meglio dire, da temere che di candidature simili e altrettanto importanti, ovvero di idee, proposte, progetti e opere similmente insensate se non ancora di più – visto l’andazzo – ne arriveranno altre.

Sarà una premiazione parecchio affollata, insomma. Di contro sarà anche bene che, quanto prima possibile, il premio venga ad essere soppresso per assenza di candidature valide, oppure che venga tramutato in un riconoscimento al progetto, opera, idea, iniziativa più virtuosa e favorevole alla realtà delle montagne, del loro ambiente e delle comunità che le abitano. Giusto?