18 luglio, nel Vallone delle Cime Bianche

Già mi sono occupato, qui sul blog, del folle progetto di collegamento funiviario tra i comprensori sciistici di Cervinia-Zermatt e del Monte Rosa Ski, che si vorrebbe realizzare nel Vallone delle Cime Bianche, uno degli ultimi lembi di territorio in quota rimasti incontaminati sulle Alpi della Valle d’Aosta. Un progetto che non solo rappresenta uno sconcertante scempio ambientale, come denunciano da tempo innumerevoli fonti e voci autorevoli della cultura di montagna – si veda qui un riassunto dei vari interventi di Mountain Wilderness, ad esempio, ma esprime pure, per molti aspetti, un’offesa altrettanto sconcertante alla cultura dello sci che veramente lascia esterrefatti per come un’idea del genere possa essere concepita e ritenuta virtuosa per lo sci turistico contemporaneo. Ma, appunto, nel mio articolo trovate tutte le considerazioni al riguardo e i riferimenti per saperne di più.

In difesa del Vallone delle Cime Bianche e per cercare di cancellare definitivamente la possibile realizzazione del progetto suddetto, domenica 18 luglio si terrà a Saint Jacques (Val d’Ayas, Champoluc) un importante evento escursionistico grazie anche all’appoggio di “Valle Virtuosa”, una associazione valdostana in prima linea per varie cause ambientali.  La manifestazione è organizzata dal progetto fotografico di Conservazione “L’Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche”. L’escursione è alla portata dei più, comporta circa 2 ore e trenta di cammino, da Saint-Jacques all’Alpe Vardaz: un invito a scoprire questo luogo unico, patrimonio paesaggistico e ambientale di tutti attualmente a rischio a causa dell’irrazionale egoismo di pochi, oltre che, appunto, un’ottima occasione per parlare e per comprendere il perché sia giusto e necessario essere contrari al progetto di collegamento intervallivo tra i comprensori sciistici di Cervinia e Monterosa. Nelle immagini qui sotto trovate tutte le informazioni sull’evento e su come parteciparvi.

Per saperne di più potete leggere questo articolo di “Mountcity” o quest’altro di “AostaNews.it” oppure consultare il sito varasc.it, dedicato proprio alla salvaguardia del Vallone delle Cime Bianche. E partecipate, se potete: è importante, sensato, utile, nobile, culturale, umano.

Recovery (senza) fund

Certo che, a leggere e ascoltare dai media “d’informazione” (virgolette inevitabili) tutti gli interventi, le azioni, le opere, i provvedimenti, i progetti che fanno (farebbero) parte del cosiddetto PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e saranno (sarebbero) finanziati con i soldi del Recovery Fund europeo, o Next generation EU che dir si voglia, con tot miliardi qui, tot miliardi là, tot miliardi sopra e tot miliardi sotto, mi si fa vivida la sensazione che, a metter dentro tutto quanto, non solo non bastino i 191,5 miliardi concessi dalla UE all’Italia ma nemmeno il doppio e tanto meno il triplo o il decuplo. Che a momenti manca solo di sentire che verranno finanziati pure un ponte autostradale tra Civitavecchia e Olbia, la fornitura di pietre filosofali a tutti i cittadini maggiorenni e magari pure l’ampliamento e l’ammodernamento del tunnel tra il Gran Sasso e il CERN di Ginevra, e poi le avranno dette tutte!

Camminare sulla Dol, e conquistare l’infinito

[Scendendo sul lago di Trona verso Nord e la Valtellina, con le Alpi Retiche sullo sfondo. Immagine tratta dalla guida.]
La Valtellina è una terra bellissima, ricca di storia, di geografie mirabili, di cultura, di saperi antichi, di relazioni e intrecci umani, di segni leggendari, di acque, rocce, legno, erba, cielo, di bellezza, di montagne. Sì, montagne, non solo come elementi orografici pur sublimi ma, ancor più, come “dote” oltre modo preziosa che identifica magnificamente una terra definendone gli orizzonti e ne conforma profondamente l’anima e lo spirito.

Arrivarci, in Valtellina, camminando su montagne similmente belle che con il filo della loro dorsale indicano la via verso il grande solco vallivo tra Alpi e Prealpi, ove luccicano in basso l’Adda e in alto i ghiacci retici le cui vette si stagliano nel cielo di settentrione segnando la linea oltre cui c’è l’infinito, è qualcosa che resta nella mente e nel cuore per sempre.

Per tali motivi, e per innumerevoli altri ugualmente buoni, è bellissimo che la guida “Dol dei Tre Signori che racconta di quelle montagne che vi portano – se ci camminate sopra – dalla grande pianura padana fino alla parimenti grande vallata alpina, in questo periodo sia disponibile proprio nelle edicole della Valtellina e delle zone limitrofe, in vendita dallo scorso 18 giugno abbinata al quotidiano “La Provincia di Sondrio. È bellissimo perché, come accennavo sopra, in questo modo il libro diventa un esclusivo trait d’union letterario tra montagne, geografie, storie e bellezze diverse e similmente mirabili, che si possono esplorare, conoscere, conquistare e fare proprie semplicemente percorrendo la Dorsale Orobica Lecchese, da Bergamo fino a Morbegno – oltre che leggendo il libro, ovviamente.

E il bello è che tutto ciò vale anche all’opposto, partendo dalle montagne retico-orobiche e camminando fino alla grande pianura urbanizzata oltre la quale la linea lontana (ma nemmeno tanto, poi) degli Appennini individua un altro infinito ugualmente affascinante, quello verso Meridione. Insomma, amici valtellinesi, in un modo o nell’altro avete motivi più che ottimi per andare in edicola e accaparrarvi la guida “Dol dei Tre Signori. E se non siete valtellinesi nulla cambia: la guida è disponibile anche in molte librerie della catena “Libraccio delle provincie di Bergamo, Lecco, Brescia, Monza-Brianza, Lodi, Varese, Como e Milano. Qui potete avere ulteriori informazioni al riguardo.

Avete solo da leggere la guida, calzare i vostri scarponi e andare a camminare lassù, tra la terra e le nuvole, col passo e il ritmo che preferite. A volte per conquistare l’infinito basta veramente poco, già.

Una prestigiosa citazione

Fai clic per accedere a Dossier_Africa-Mediata-2021.pdf

Voglio ringraziare di cuore Amref Health Africa e l’Osservatorio di Pavia, nelle persone di Paola Barretta e Giuseppe Milazzo in qualità di curatori della seconda edizione 2021 del dossier L’Africa Mediata 2021. L’Africa nella rappresentazione dei media e nell’immaginario dei giovani, per aver voluto introdurre la dissertazione sul tema del “confine” citando un brano del mio testo (dal titolo Hic absunt dracones) incluso nel libro d’artista di Francesco Bertelé Hic sunt dracones, che vi ho presentato qui.

[Cliccateci sopra per visionare l’immagine in un formato ben leggibile.]
È una citazione prestigiosa inclusa in uno studio altrettanto prestigioso e di grande valore scientifico e sociologico per la quale, ovviamente, la mia gratitudine va in primis a Francesco Bertelé, per avermi coinvolto in un progetto di così grande portata analitica, espressiva, culturale oltre che, naturalmente, artistica. Un progetto che mi auguro possa continuare a trovare consensi e generare influenza come merita e come è in grado di fare, con la rara forza comunicativa che possiede: se acquisterete il libro d’artista ve ne renderete conto senza dubbio alcuno.

Potete scaricare il rapporto L’Africa Mediata 2021 da lì sopra (la sua lettura è assolutamente interessante e didatticamente sorprendente, sappiatelo), e saperne di più su Hic sunt dracones qui e cliccando sull’immagine del libro che vedete in cima alla colonna qui a sinistra.

Buone e illuminanti letture!

A Sondrio (e non solo) con la DOL dei Tre Signori

La guida “DOL dei Tre Signori” torna finalmente a disposizione di escursionisti e amanti del territorio! Da oggi, 18 giugno 2021, la si trova nelle edicole valtellinesi in abbinamento con il quotidiano “La Provincia di Sondrio”.

Dopo essere andata esaurita in allegato a “L’Eco di Bergamo” e a “La Provincia di Lecco”, è pronta la 2a edizione della guida alla Dorsale Orobica Lecchese, uno dei territori di montagna più spettacolari e emblematici delle Alpi Centrali, scritta da Sara Invernizzi, Ruggero Meles e Luca Rota – io, sì. La potete trovare, come detto, nelle edicole di Sondrio, Valtellina e Valchiavenna, acquistando il quotidiano “La Provincia”, ma non solo: dai prossimi giorni il volume sarà disponibile ovvero ordinabile in alcune librerie della catena Libraccio delle provincie di Bergamo, Lecco, Brescia, Monza-Brianza, Lodi, Varese, Como e Milano.

Insomma: non vorrete mica privarvi della proprietà e della lettura di quella che è stata definita da molti “una guida tra le più belle che si siano mai viste nell’era Cenozoica”?! Anche perché, con la lettura della guida, sono certo che “acquisterete” un’altra bellissima cosa: la voglia irresistibile di andare a percorrere la DOL dei Tre Signori e scoprire i suoi innumerevoli tesori. E, se l’avete letta o la leggerete, e ne avete voglia, fatemi sapere che ne pensate, qui o sui miei social. Grazie!

Di nuovo, dunque, appuntamento in edicola e in libreria! E sappiate che a breve vi saranno altre intriganti novità, al riguardo… ve ne darò notizia appena possibile!

Per saperne di più sulla guida cliccate qui, oppure qui per avere ulteriori informazioni su dove trovarla e come acquistarla. Buona lettura e buon cammino lungo la DOL dei Tre Signori!