Piccole magie, piccole poesie…

Sono uscito tardi a correre, ieri pomeriggio: nella luce radente che allungava le ombre delle piante sui prati, ho imboccato una ripida mulattiera che si infila nel bosco e sale in quota. Poco dopo mi sono voltato, guardandomi alle spalle, incuriosito da una variazione luminosa improvvisa: il Sole era tramontato dietro una coltre nuvolosa, e poco dopo sarebbe sceso anche oltre la linea montuosa che chiude l’orizzonte a occidente. Casa, laggiù in fondo, e l’intero paese erano ormai nell’ombra della sera imminente.

Allora, come spinto da una curiosità giocosa, fanciullesca, ho accelerato la corsa, salito ancora più velocemente, incurante dello sforzo intenso… Finché, raggiunta e superata una certa quota, sono riuscito a realizzare quel piccolo prodigio che mi era venuto in mente di tentare, poco prima: il Sole è rispuntato dalla coltre di nubi che più in basso lo aveva celato, la sua luce rossastra mi ha nuovamente illuminato. E, continuando lungo la salita, dunque contrastando col mio moto ascendente quello discendente del Sole, l’ho come bloccato, lì appena sopra le nubi, quasi che fossi riuscito a sospendere per qualche minuto il tempo, del quale il moto solare è uno dei più evidenti cronografi. Sospeso sul silenzio e sulla solitudine della mia corsa, lungo il sentiero ora ai margini del bosco, unico, io, a poter godere di quella magia.

Poi ho raggiunto la cima della salita, e ho cominciato la discesa. Il tempo si è subito rimesso in moto, il Sole ha rapidamente ripreso a scendere, a tramontare, e l’oscurità ad avanzare inesorabilmente, ma il mio piccolo, ingenuo prodigio è riuscito: in una mezz’ora ho visto tramontare il Sole, poi l’ho visto risorgere e nuovamente tramontare. Come se ci avessi giocato insieme, con lui e col tempo.

Una magia piccola, piccolissima, ma poetica, a mio modo di vedere, di quelle che la realtà regala senza sosta ma che purtroppo non siamo più abituati a vedere, a percepire, e a goderne.

RADIO THULE #4-11/12, lunedì 21/11 ore 21, live su RCI Radio!

Lunedì 07/11, ore 21.00, live su RCI Radio e in streaming:
RADIO THULE, anno VIII, puntata #4:
Cronache da Thule
Ovvero: disquisendo di libri, musica, idee, opinioni, facezie, disgrazie, considerazioni sul mondo intorno serie oppure no… Cronache da Thule, ovvero il magazine di Radio Thule!

Per ascoltare RADIO THULE in streaming dal tuo pc clicca QUI. E dal giorno successivo, qua sul blog, il podcast della puntata! Quindi, in un modo o nell’altro: stay tuned!

Quando scrivevano cani e porci… (Vado a fare il boscaiolo, va’!)

Già lo scrivevo, tempo fa, che qui ormai scrivono cani e porci, ma la reiterata frequentazione del mondo letterario italiano mi fa’ ritenere che tale processo in corso non sia solo irreversibile ma pure in sì rapida e degenerante mutazione, tanto da decidere di certificarlo sperimentalmente, ‘sto processo.
Ho preso un cane e un porco, e li ho messi davanti a vari ausili per la scrittura: dalla lavagna col gessetto al foglio bianco con penna, al pc con tastiera finanche al tablet con software di scrittura a comando vocale. Il cane ha annusato il tutto e si è rimesso a giocare con la propria palla di gomma; il porco ha girellato intorno a quelle cose, poi s’è mangiato il gessetto e ha calpestato il tablet, andandosene poi attratto da una pozza d’acqua fangosa.

Uno scarabeo stercoraro mentre si appresta a scrivere un romanzo
E’ palese: a quanto pare nemmeno quei due mammiferi s’abbassano più a praticare la scrittura letteraria, evidentemente sdegnosi di far altrimenti parte della relativa categoria professionale – se tale la si può definire, ovviamente.
Ergo, proporrei una variazione del suddetto motteggio, sostituendo i cani e i porci con altri esponenti del mondo animale di più abietta (con tutto il rispetto) specie – ad esempio, non so, lo scarabeo stercoraro e il lombrico sipunculoide, ecco.
Nel frattempo, mi reco a comprare una bella motosega. Massì, di questo passo ambisco sempre più ad andare a fare il boscaiolo nelle vaste e disabitate foreste della Lapponia finlandese. Quanto meno, in tal modo, eviterò di essere incluso nella suddetta e derelitta categoria professionale, e farò del potenziale bene alla letteratura (carta per libri, dagli alberi tagliati e opportunamente rimpiazzati) ben più che tanti esponentipresunti tali, in gran parte – della stessa.

P.S.: sia chiaro, io la categoria in questione la vorrei comunque difendere, facendone parte (e infatti quanto sopra affermato può ben valere anche per lo scrivente!) così come difendo la libertà di chiunque di scrivere qualsivoglia cosa, ma praticando tale difesa a volte mi sento un po’ come un ufficiale di bordo del Titanic che, vedendo avvicinarsi l’enorme e celeberrimo iceberg, dica ai passeggeri che preoccupati gli chiedano informazioni: quel coso di ghiaccio? Macché, non farà nemmeno il solletico alla nave!

Dal 17/11 al 12/01/12, Traffic Gallery, Bergamo: “PhotoGraffiti”, solo show by Frank Le Petit a.k.a K-NARF

Il comun denominatore che caratterizza tutte le serie, linguisticamente puramente di natura visiva, è stato definito dall’autore stesso con il termine di PhotoGraffiti, come punto d’incontro tra la cultura visuale street e quella fotografica. I lavori in esposizione si divederanno tra stampe fotografiche, installazioni murali site specific, ed installazioni eseguite dal vivo in tempo reale. La tecnica usata dall’artista franco-australiano, attualmente residente a Singapore, è simile a quella dello strappo…uno strappo che con l’utilizzo del tape adesivo interviene sottraendo e creando vuoto all’interno di immagini e collage di stampo pop e fluo.

Cliccate sull’immagine per vederne una versione di maggior risoluzione. Per ogni utile informazione sulla mostra, cliccate QUI.

Ve lo garantisco: Traffic Gallery è senza dubbio una delle più interessanti e innovative gallerie d’arte in circolazione. Da vedere – la mostra e la galleria: lo meritano parecchio.

Castle Freeman, “Via con me”

Vi sono libri, a volte, che proprio non hai in mente di acquistare in libreria, nemmeno li conosci, poi passi tra gli scaffali e qualcosa di loro ti attira: la copertina, il titolo, oppure ti metti a leggere la quarta di copertina così, casualmente, e in qualche modo scatta un interesse tale che quel libro fino a quel punto ignoto te lo porti a casa…
Eppoi vi sono libri, a volte, che li puoi leggere con tutto l’impegno di questo mondo ma nulla, non ti prendono, non ti coinvolgono proprio e magari nemmeno comprendi perché: sono ben scritti, la storia è carina, i personaggi gradevoli ma nulla, niente da fare. Altre volte, invece, vi sono libri che già dopo una pagina e mezza ti hanno “tirato dentro” le loro pagine, ti hanno ammaliato e appassionato, al punto che ti resta in mente quasi ogni parola letta, e la stessa mente ne elabora il loro senso insieme al desiderio di continuare quanto prima la lettura…
Ecco, Via con me, di Castle Freeman (Marcos Y Marcos, con ottima traduzione – una garanzia, visto chi la firma – di Daniele Benati), è uno di quei libri…

Leggete la recensione completa di Via con me cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…