Trova le differenze: Chiesa in Valmalenco

P.S. (Pre Scriptum): questa serie di post vi offre immagini comparative di località montane che ne mostrano l’aspetto prima dello sviluppo turistico e come appare oggi. Le immagini sono prese da punti leggermente differenti ma offrono un panorama e una prospettiva facilmente assimilabile l’una con l’altra. Attenzione: non c’è alcun sottofondo critico o polemico alla base, ognuno è libero di pensare che fosse meglio prima o adesso e viceversa e in ogni caso il passato è passato, ormai. Semmai, l’intento delle immagini è mostrare la trasformazione dei territori e dei paesaggi montani a seguito dell’evolversi della loro antropizzazione, nel bene e nel male, per meditarci sopra in ottica presente e futura. Ognuno, ribadisco, può trarne le considerazioni che ritiene più opportune.

Nelle immagini che potete vedere qui sotto (cliccateci sopra per ingrandirle) c’è Chiesa in Valmalenco, capoluogo dell’omonima vallata laterale della Valtellina (provincia di Sondrio) che si incunea tra i monti del Disgrazia, il Gruppo del Bernina e quello del Pizzo Scalino.

In alto, il paese nel 1907, agli albori della frequentazione turistica del suo territorio; in mezzo, nel 1961, periodo nel quale iniziò l’attività del comprensorio sciistico; sotto, una veduta di Chiesa nel 2014. Sulle tre immagini le frecce colorate indicano la posizione georeferenziale di: quella gialla la vecchia chiesa parrocchiale dei SS. Giacomo e Filippo, quella verde la nuova parrocchiale (Santuario della Madonna degli Alpini) e quella arancione la frazione di Primolo. Come al solito, per ingrandire le immagini cliccateci sopra.

 

“Il miracolo delle dighe” su “L’identità”

Ringrazio di cuore la redazione del settimanale “L’identità” e in particolar modo Angelo Vitolo, che ha redatto l’articolo, pubblicato sul numero di oggi – venerdì 11 agosto – del giornale, riguardante il mio libro Il miracolo delle dighe, dedicandogli un’attenta lettura e parole molto lusinghiere che intercettano bene il senso del libro e di ciò che vi ho raccontato dentro. Ne sono molto onorato e mi auguro che se anche voi vorrete leggerlo potrete ricavarne impressioni altrettanto positive: verso il libro e ancor più nei riguardi delle montagne che, alla fine, sono le sue reali protagoniste.

Per leggere l’articolo cliccate sull’immagine qui sotto, mentre per saperne di più sul libro cliccate sulle copertine sottostanti.

“Il miracolo delle dighe” su “La Guida” (reload)

Ringrazio nuovamente La Guida, il settimanale d’informazione cuneese, che lo scorso 24 luglio ha rilanciato la bella e attenta recensione (dacché già uscita sulla versione cartacea del giornale) del mio libro Il miracolo delle dighe firmata da Roberto Dutto, il quale ha saputo ben cogliere il senso di alcuni dei temi che ho voluto toccare e narrare nel libro, ricavandone impressioni (per me) molto lusinghiere. La potete leggere direttamente nel sito del settimanale cliccando sull’immagine lì sopra.

Per saperne di più sul libro, cliccate qui.

Camminando tra i “Paesaggi elettrici” del Cervino

È stata una due giorni bella e ricca di emozioni quella che ha segnato l’edizione 2023 di “Sentieri d’Autore ai piedi del Cervino”, svoltasi venerdì e sabato scorsi tra Valtournenche e Cervinia con la consueta perfetta curatela dell’Officina Culturale Alpes, ed è stato un vero grande onore per me esserne parte.

Venerdì un pubblico assolutamente numeroso – oltre le aspettative, devo dirlo – ha ascoltato la chiacchierata tra Roberto Mantovani, Luciano Bolzoni e il sottoscritto intorno al tema della “conquista idroelettrica” dei territori alpini nel corso del Novecento, impreziosita dalla maestria chitarristica di Francesco Garolfi le cui note hanno risuonato tra le capriate della suggestiva centrale di Maën-Cignana. Sabato con Roberto Mantovani e un pubblico necessariamente meno numeroso ma attento e partecipe abbiamo camminato da Plan Maison alla diga del Goillet dissertando nelle varie pause lungo il percorso del mio libro Il miracolo delle dighe e delle trasformazioni del paesaggio montano antropizzato per esigenze industriali o turistiche; come ciliegina sulla torta della giornata l’incontro con i custodi della diga del Goillet, che hanno spiegato al gruppo in cosa consiste il loro particolare lavoro e come si svolge.

Corre l’obbligo di ringraziare chi ha permesso e supportato lo svolgimento degli eventi: il Comune di Valtournenche con la Biblioteca Comunale, il Consorzio Cervino Turismo, il Gruppo CVA che in via eccezionale ha aperto la centrale di Maën-Cignana e ci ha concesso di “disturbare” i custodi del Goillet, a Due Punti Ufficio Stampa che ha curato la promozione oltre all’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Valle d’Aosta che ha accreditato gli eventi. Infine, un grazie e un caloroso saluto va a tutti i partecipanti, che con la loro presenza hanno dato importanza e valore alla rassegna.

Arrivederci alle prossime edizioni!

P.S.: le fotografie relative agli eventi di venerdì e sabato sono di Cristina Busin, Presidente dell’Officina Culturale Alpes, che ringrazio per avermele fornite.