Giochi (Olimpici) pericolosi, il 19/11 a Milano

Qualche settimana fa qui sul blog denotai come il vivere nel mezzo del territorio  nel quale si svolgeranno le prossime Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 mi stia dando l’opportunità di vivere lo sviluppo dell’evento da dentro e non da spettatore forestiero come ad esempio avvenne per “Torino 2006”, e così di rendermi conto direttamente del perché altre importanti località alpine come Innsbruck, Sion, i Grigioni e Monaco di Baviera abbiano rifiutato la possibile candidatura a città ospitanti, ovvero di capacitarmi di cosa materialmente siano, oggi, un evento come le Olimpiadi: un buonissimo motivo regalato a amministratori locali ben poco illuminati per cementificare i territori montani in modi che senza la “giustificazione olimpica” non sarebbero stati possibili.

Ovviamente il problema non sarebbe l’Olimpiade in sé, non è l’evento e non il corpus di possibilità virtuose che potrebbe effettivamente offrire per i territori coinvolti ma è la gestione dell’evento, la competenza di chi ne sia responsabile e, ovviamente, le mire materiali che si intendono perseguire nonché la loro logica, la coerenza e la contestualità rispetto ai territori coinvolti. Le città e le regioni alpine sopra citate evidentemente hanno ritenuto che i giochi (invernali) non valessero la candela; Milano e Cortina invece sì.

Sabato 19, all’Università Statale di Milano, Off Topic Lab ha organizzato sul tema la giornata la cui locandina vedete lì sopra, con un parterre di relatori ampio e multidisciplinare, veramente interessante. Per chi potrà andarci, credo sarà un’ottima occasione per capire meglio la questione e formarsi un’opinione oggettiva e consapevole. Per saperne di più cliccate sull’immagine in testa al post mentre qui trovate l’elenco dettagliato degli interventi previsti.

Il paradosso di Teglio (e non solo)

A Teglio, in Valtellina, dove sono in corso e in progetto interventi parecchio opinabili (dal punto di vista economico, climatico, turistico, culturale) a sostegno della monocultura dello sci sui quali ho disquisito qui, pare che nessun privato si sia fatto avanti per finanziare la costruzione della nuova seggiovia.

Moto interessante e emblematico, ciò, ma in effetti non così strano: il privato deve fare profitti altrimenti non sta in piedi, e viene da pensare che a Teglio nessun privato ritenga di poter ricavare profitti a sufficienza da giustificare l’intervento economico richiesto (ribadisco: clic).

È un bel paradosso anche questo, a pensarci bene, per diversi aspetti: se tali discutibili interventi di infrastrutturazione turistica fossero promossi e finanziati esclusivamente da privati, resterebbero opinabili ma non potrebbero essere contestati più di tanto: in fondo il privato, fatto salvo il rispetto generale delle leggi vigenti e del patrimonio collettivo, può fare più o meno ciò che vuole (la dico grossolanamente per farla breve). Invece questi interventi, soprattutto nell’ambito dello sci su pista, sono quasi sempre finanziati da soldi pubblici, cioè di tutti noi, ma guai a contestare o anche solo a dubitare della bontà di quanto viene realizzato alle amministrazioni pubbliche che, anzi, proprio perché tali, si sentono in diritto di poter fare ciò che vogliono, anche quando le opere previste siano completamente insostenibili sia nella forma che nella sostanza e risultino sostanzialmente ingiustificabili alla luce del più ordinario buon senso. In pratica il privato, che potrebbe fare ciò che vuole ma sa di poterlo fare solo se la cosa sta in piedi, spesso in tali situazioni non fa ovvero fa altro; il pubblico, che non potrebbe fare ciò che vuole in quanto dovrebbe innanzi tutto salvaguardare il patrimonio collettivo nonché rispondere di ciò che vorrebbe fare alla cittadinanza, pretende sempre di voler fare tutto ciò che vuole per di più con i soldi dei cittadini. Ecco.

Sono solo io quello che “pensa male” oppure pensate anche voi che ci sia qualcosa che non quadra, in queste situazioni?

Grazie a “Erbanotizie”!

Ringrazio di cuore la redazione di “Erbanotizie che ha ripreso la mia lettera sui progetti di “sviluppo turistico” del Monte San Primo, inviata agli amministratori locali che sostengono gli interventi, la cui insensatezza appare evidente sotto ogni punto di vista e difatti viene rimarcata da più parti; ugualmente ringrazio il Circolo Ambiente Ilaria Alpi che da tempo si sta battendo con ammirevole forza contro tale progetto e ha sostenuto da subito le mie considerazioni esposte nella lettera.

Mi auguro, nel mio piccolo, di contribuire (con ulteriori interventi futuri sulla questione) ad avviare un dibattito serio, ponderato e adeguatamente condiviso sulla reale valorizzazione di un luogo montano straordinario come il San Primo, la cui bellezza necessita di buon senso, visione competente del futuro e autentica sensibilità verso il luogo stesso e le sue grandi peculiarità, non certo di opere decontestuali, banalizzanti e formalmente fallimentari ancor prima di nascere. Le nostre montagne e i loro abitanti chiedono che si pensi per loro un buon futuro, non che le si condanni a languire in un passato sempre più remoto!

Cliccate sull’immagine lì sopra per leggere l’articolo su “Erbanotizie”.

COP 27?

In Egitto, paese noto tanto per la difesa dell’ambiente quanto dei diritti umani, è in corso la COP 27, l’ennesima conferenza sul clima nella quale si sta discutendo come non superare un certo aumento delle temperature sul pianeta oltre il quale formalmente siamo già andati da tempo e che tutto sommato resta l’appuntamento principale, a livello globale, per poterci illudere che si stia realmente facendo qualcosa, per i cambiamenti climatici – se a favore o contro non si capisce ancora bene.
In ogni caso forse molti si chiederanno: ma l’acronimo “COP” che significa?
Provo a suggerire qualche ipotesi:

Conferenza
Obiettivamente
Puerile

Circostanza (per)
Ostentare
Pochezza

Club (di)
Oltranzisti (delle)
Perversioni

Combutta (per)
Oltraggiare (il)
Pianeta

Congresso (degli)
Oppressori
Paludati

Convegno
Organizzato
Pernulla
(licenza lessicale)

Cassœula
Oss büs
Panetùn
(ipotesi tuttavia valida non per quella in corso ma per una futura edizione milanese della conferenza)

Crapula,
Orge (e)
Porcherie

Magari anche voi avete ipotesi da suggerire al riguardo?