Un luogo che è come un parente di sangue

[La boscosa penisola di Chastè si allunga nel Lago di Sils.]

In molte contrade della natura noi scopriamo di nuovo noi stessi, con piacevole terrore; è quello il più bel sdoppiamento. Quanto deve essere felice colui che prova questa sensazione proprio qui, in quest’aria di ottobre costantemente soleggiata, in questo malizioso e giocondo gioco dei venti dall’alba fino a sera, in questa purissima chiarità e modesta freschezza, in tutto il carattere graziosamente severo dei colli, dei laghi e delle foreste di questo altipiano, il quale si stende senza paura accanto all’orrore delle nevi eterne, qui dove Italia e Finlandia hanno fatto alleanza e sembra trovarsi la patria di tutti gli argentei toni di colore della Natura; quanto felice colui che può dire: vi è certo molto di più grande e bello nella Natura ma questo è per me intimo e famigliare, mi è parente di sangue, anzi ancor di più.

Così Friedrich Nietzsche, nell’aforisma nr.338 de Il Viandante e la sua ombra (incluso in Umano troppo umano, vol.II, traduzione di Sossio Giametta, Adelphi, Milano, 1981), scrive della Penisola di Chastè, esile lembo di terra ricoperto di boschi che si prolunga per qualche centinaio di metri nelle acque cristalline del Lago di Sils, in Alta Engadina – località presso la quale il grande filosofo soggiornò per molte estati – sul quale amava recarsi a meditare in umana solitudine e al contempo in “compagnia” del grandioso panorama alpino engadinese. Ma non fu il solo a rimanere incantato dalla bellezza del paesaggio di Chastè, che conquistò altri grandi personaggi come Joseph Beuys e David Bowie.

[Il porticciolo di Chastè con le barche dei pescatori di Sils.]

[Un altro punto di vista su Chastè. Foto di Seb Mooze da Unsplash.]
[Panoramica sui due villaggi che formano Sils im Engadin e sull’omonimo lago, con Chasté in bella evidenza; cliccate sull’immagine per ingrandirla e godervela meglio. Foto di Simon Gamma da Unsplash.]
Un luogo raccolto, intimo, affascinante, al centro di un paesaggio di rara bellezza pur nel gran campionario di meraviglie che le Alpi possono offrire, nel quale ho vagabondato a lungo, in passato, in estate e in inverno, al punto da conoscerne quasi ogni sasso e in cui conto di tornare al più presto. Dacché è tanto che non ci vado e mi manca, il paesaggio engadinese: un paesaggio il quale veramente, quando ci sto, lo sento a mia volta come fosse un parente di sangue – per usare l’espressione di Nietzsche – una forza quasi sovrannaturale che ti percepisci chiaramente dentro e alla quale ti senti legato, in forza di quella sua peculiare energia che pare fluire direttamente dal cielo e far vibrare ogni cosa d’una nota fondamentale e assoluta alla quale accordarsi è un atto di vitalità necessaria e fondamentale, cioè di vita alla massima potenza. Essere in un luogo come Chastè e non sentirsi profondamente parte di esso, e il luogo sentirlo intimamente parte di sé, be’, sarebbe qualcosa di semplicemente malaugurante.

[La “Pietra di Nietzsche”, a Chastè, con inciso un brano tratto da “Così parlò Zarathustra”.]

P.S.: ove non indicato diversamente, le foto sono tratte dal sito Sils.ch, in particolare da questa pagina, che vi invito a leggere (è in inglese) per conoscere molte belle cose riguardo Chastè e il territorio di Sils.

(Grazie a) “La Pantera delle nevi” a Lecco!

Voglio ringraziare di cuore tutti presenti alla proiezione di ieri sera a Lecco de La pantera delle nevi, il pluripremiato bellissimo docufilm – del quale vi ho parlato qui – distribuito in Italia da Wanted Cinema e uscito in contemporanea proprio ieri in numerose sale.

Certo il Nuovo Cinema Aquilone di Lecco è una sala relativamente piccola, ma considerando che la promozione dell’evento è iniziata solo lunedì scorso in tarda giornata e che la piazza di Lecco è certamente più esigente di altre in tema di montagne e avventura, in aggiunta alla serata infrasettimanale, il risultato è più che ottimo e – per quanto mi riguarda, avendo un po’ seguito la preparazione dell’evento – quasi sorprendente: pubblico non solo numeroso ma partecipe, bel dibattito post proiezione, interessanti chiacchierate intorno alle suggestioni che il film suscita… Insomma, una serata assolutamente ben riuscita!

Ringrazio dunque i responsabili del Nuovo Cinema Aquilone per la cordiale ospitalità, Wanted Cinema per una così affascinante proposta cinematografica, l’Officina Culturale Alpes per aver supportato l’uscita del film, il CAI per averla patrocinata nonché, ultimi ma non ultimi, la Presidente del CAI Lecco Adriana Baruffini e Fabio Landrini, curatore delle pagine della montagna de “La Provincia di Lecco”, che mi hanno affiancato nella presentazione della pellicola. Ovviamente invito chiunque non abbia visto La pantera delle nevi e voglia farlo – merita assolutamente, ve l’assicuro – a verificare luoghi e date di proiezione direttamente nel sito di Wanted Cinema.

Alla prossima!

Nel frattempo, in Valle Camonica…

[Tratto da sciaremag.com, 30/06/2022.]
EVVIVA! Stanziati altri tot milioni di Euro per nuovi impianti sciistici, per l’innevamento artificiale, per il turismo sciistico! Evitiamo lo spopolamento, sviluppiamo l’economia montana, aiutiamo i paesi delle valli alpine e i loro residenti! Salviamo le montagne, sììììììì!!!

[Tratto da “BresciaOggi”, 16 ottobre 2022.]
N.B.: si veda anche cosa scrivevo qui e anche qui, al riguardo.

L’eliski agognato e l’heliski disdegnato

Nel mentre che in tema di salvaguardia ambientale a sud delle Alpi tocca constatare di frequente episodi a dir poco sconcertanti, ad esempio quello del presidente d’un parco naturale lombardo, dunque di un’area la cui missione è (sarebbe) proteggere e salvaguardare il territorio di sua competenza, che si lamenta per il fatto che nel “suo” parco non si possa praticare l’eliski (!), in Svizzera l’Associazione “Iniziativa delle Alpi, a seguito di una votazione pubblica che ha raccolto quasi 7000 voti, ha conferito il “Sasso del Diavolo” – una specie di antipremio elvetico del settore turistico di montagna – per il trasporto più insensato dell’anno a Swiss Helicopter per la sua offerta di “heliski”, con la seguente motivazione:

Volare in elicottero sulle Alpi, inquinando ed infliggendo il rombo dei motori alla fauna alpina, solo per una giornata sugli sci è assurdo e contraddice qualsiasi coscienza ambientale. Non ha nulla a che vedere con la sportività. Le nostre Alpi non sono una Disneyland da esplorare su una sedia a sdraio. Il nostro Sasso del Diavolo 2022 lo dice chiaramente: se vogliamo trattare il nostro mondo alpino in modo responsabile, non dobbiamo trattarlo con indifferenza. Non è accettabile l’argomentazione che Swiss Helicopter e altri fornitori di servizi di volo in elicottero vogliano utilizzare la loro flotta in modo più efficiente. I voli di trasporto verso aree difficilmente raggiungibili sono inevitabili. Dobbiamo accettarli per poter gestire le nostre Alpi. Lo stesso vale per le missioni di salvataggio. Tuttavia il messaggio è chiaro: non possiamo sacrificare la preziosa fauna e la flora alpina in nome di efficienza e profitto. Il bilancio di CO2 dell’offerta di Swiss Helicopter fa riflettere: un volo di heliski da Berna-Belp a Zermatt e ritorno per un gruppo di quattro persone produce 32,3 chilogrammi di CO2 a testa. Per emettere lo stesso quantitativo si dovrebbe percorrere lo stesso tragitto andata e ritorno 12 volte in treno. A ciò si aggiunge l’inquinamento fonico, particolarmente dannose per la fauna selvatica in inverno, che potrebbero essere evitate utilizzando i mezzi pubblici.

Ecco. Se in Svizzera l’eliski al momento è consentito in modo limitato e si sta facendo di tutto per limitarlo ulteriormente e al più presto vietarlo come già avviene in altri paesi alpini (per avere un quadro della situazione al riguardo nelle Alpi, date un occhio qui), perché in Italia le regioni alpine che hanno la fortuna di non consentirlo vorrebbero farlo, per giunta in aree protette e istituzionalmente salvaguardate? E perché addirittura è il presidente di un ente di tutela ambientale che si permette di sostenere che l’eliski debba essere consentito perché «molto richiesto negli ultimi anni» (sic)?

Dev’essere uno scherzo particolarmente bizzarro, o una piece di teatro dell’assurdo… O sarà che gli italiani sono sempre i più furbi di tutti e, ben consci di tale loro peculiare dote, ci tengono a manifestarla a ogni buona occasione e ancor più nel caso occupino posizioni di influenza istituzionale e politica. E, a tal proposito, lo conoscete quel vecchio proverbio toscano (credo) che recita «Quando i furbi vanno in processione, il diavolo porta la croce»? Ecco, potrebbe essere che il diavolo trasporti la croce sui monti a bordo di un bell’elicottero, già.

P.S.: per la cronaca, nella stessa occasione l’“Iniziativa delle Alpi” ha conferito anche il premio “Cristallo di rocca” per un controesempio stavolta virtuoso che eviti trasporti inutili nelle Alpi all’azienda vallesana “Auprès de mon arbre”, che costruisce case sostenibili con legno rinnovabile proveniente dalle foreste circostanti senza l’uso di colla, chiodi o sostanze chimiche.

“La pantera delle nevi” a Lecco, giovedì 20/10

Sarà per me un grande onore e un vero piacere presentare a Lecco, giovedì 20 ottobre prossimo al Nuovo Cinema Aquilone, insieme alla Presidente del CAI Lecco Adriana Baruffini e a Fabio Landrini, responsabile delle pagine della montagna de “La Provincia di Lecco”, il documentario La pantera delle nevi, nella tappa in città del calendario che, grazie a Wanted – società di distribuzione cinematografica di alta qualità – e con la collaborazione del Club Alpino Italiano, dal 20/10 proporrà la pellicola in giro per l’Italia.

Presentato al Festival di Cannes nel 2021 e poi premiato come Miglior Documentario ai Premi César 2022 e Miglior Documentario di Esplorazione e Avventura al Trento Film Festival 2022, La pantera delle nevi è un documentario ambientato sullo sconfinato altopiano innevato del Tibet: un habitat del tutto selvaggio, squassato da frequenti tempeste nevose che determinano temperature di decine di gradi sotto zero, pressoché inospitale per l’uomo e governato dalle sue creature animali. Due esploratori partono alla volta di quel luogo misterioso: il fotografo naturalista Vincent Munier e l’autore Sylvain Tesson sono infatti alla ricerca della pantera delle nevi, uno dei più grandi e elusivi felini che la fauna terrestre abbia mai conosciuto. La pantera diventa essa stessa il simbolo di un viaggio alla scoperta di sé stessi, di un luogo incontaminato, lontano da spazio e tempo, disarmante e inesplorato. Un viaggio accompagnato dalla sublime musica di Warren Ellis e dall’inconfondibile voce di Nick Cave: un percorso umano e mistico composto da interrogativi, dubbi, nuovi traguardi e nuove consapevolezze, rappresentato da un’opera filmica ricca di bellezza e poesia la cui visione emozionerà e affascinerà chiunque.

Cliccando sull’immagine in testa al post potete visitare la pagina dedicata al film nel sito di Wanted Cinema, mentre qui trovate la scheda sul documentario nel sito mymovies.it.

Per quanto mi riguarda, cercherò di fare del mio meglio per presentarvi e introdurvi un’opera così visivamente potente, particolare e intrigante, anche grazie al supporto dell’omonimo libro, scritto da Tesson e pubblicato in Italia da Sellerio, nel quale lo scrittore e viaggiatore francese ha saputo trasporre in parole scritte le personali emozioni di un’avventura tanto spirituale quanto emblematica in uno degli ultimi luoghi del pianeta nel quale, forse, il termine “wilderness” ha ancora un senso così come, di conseguenza, anche la presenza dell’uomo recupera un significato profondo e necessario.

Dunque, ci vediamo giovedì 20 alle ore 21 al Nuovo Cinema Aquilone di Lecco – potete anche acquistare il biglietto on line (con riduzione ai soci CAI) qui. Vi invito caldamente a partecipare: La pantera delle nevi è un’esperienza cinematografica e artistica che vi resterà a lungo in mente, ne sono certo.