Sabato 21 maggio a Barzago

Sabato 21 maggio, alle 14.30, avrò l’onore e il piacere di accompagnare Franco Michieli nella sua “passeggiata letteraria” per il ciclo Storie in quota. Racconti e discussioni tra libri e montagne organizzata a Barzago (Lecco) dal Comune e dalla locale Biblioteca. Si tratterà di una vera camminata, semplicissima tanto quanto suggestiva, nel territorio barzaghese, che al netto dell’antropizzazione inesorabile e sovente deprecata della Brianza conserva delle oasi silvestri che sono il retaggio del primordiale, rigoglioso ambiente naturale che contraddistingueva queste zone nel passato, facendo del vagabondare in esse un’esplorazione emblematica tra storia e geografia. E praticare tale vagabondaggio con una guida d’eccezione come Franco Michieli, scrittore, geografo, alpinista e in primis esploratore tra i più autentici e originali in assoluto, assicura ai partecipanti il dono di un’esperienza affascinante, profonda e illuminante.

Per qualsiasi ulteriore informazioni potete consultare il sito web del Comune di Barzago, nel quale trovate anche i relativi contatti. Se potrete partecipare, ve l’assicuro, passerete un pomeriggio probabilmente memorabile.

Torna la bella stagione, torna la guida “Dol dei Tre Signori”

Torna la “bella” stagione, propizia alle escursioni in montagna, e per chi non l’ha ancora tra le mani c’è una nuova possibilità di acquistare la guida escursionistica Dol dei Tre Signori dedicata al cammino della Dorsale Orobica Lecchese, uno dei più spettacolari e affascinanti itinerari delle Alpi lombarde e non solo. La pubblicazione della collana «I cammini di Orobie» curata da Moma Edizioni è infatti in vendita nelle edicole della provincia di Monza e Brianza abbinata al magazine “Orobie a 11,50 Euro, oltre al prezzo del mensile. Un’ottima e comoda occasione per avere a disposizione un volume che racconta, in modo tanto completo quanto originale, un territorio montano ricco di bellezze, di peculiarità speciali, di tesori sconosciuti o quasi e di continue sorprese sospese (gioco di parole voluto!) sui colli di Bergamo, sulla Pianura Padana, sul bacino dell’Adda e sulle valli valsassinesi e bergamasche, fino al paesaggio possentemente alpino della zona del Pizzo Tre Signori, montagna iconica e identificante l’intero itinerario.

La guida, i cui autori sono Sara Invernizzi, Ruggero Meles e chi vi scrive, è stata realizzata da “Orobie” per fare conoscere il bellissimo cammino montano tra le province di Bergamo, Lecco e Sondrio, un progetto che gode della partnership di Italcementi in collaborazione con l’Ersaf-Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste. Sette tappe, da Bergamo a Colico o Morbegno ovvero dalle meraviglie storiche e artistiche del capoluogo orobico a quelle paesaggistiche e naturali del Lago di Como e delle Orobie valtellinesi sulle orme del trekking organizzato da “Orobie” nel luglio 2017.

All’interno della guida escursionistica è presente anche la mappa dell’intero percorso della DOL; inoltre, le pagine sono dotate di descrizioni e narrazioni delle varie tappe oltre che del collegamento tramite codice Qr all’app gratuita di Orobie Active e ai suoi contenuti interattivi.

Per maggiori informazioni, potete contattare la redazione di “Orobie” al 035/358899 o scrivere a abbonati@orobie.it; per saperne di più sulla guida, invece, cliccate qui.

Dunque, buona lettura della guida e buone escursioni lungo la Dol dei Tre Signori!

Questa settimana sul “Giornale di Lecco”

Sul settimanale “Giornale di Lecco” in edicola da lunedì 17 gennaio scorso, a pagina 40, un articolo curato da Federico Pozzoni riprende il post che qualche tempo fa sul blog ho dedicato al piccolo Monte Barro e alle sue grandi “magie”, ovvero al monte che chiude a Sud Ovest l’orizzonte della città di Lecco e delimita da quella parte il ramo lecchese del Lago di Como: il più basso, tra quelli che circondano la città, nonché il meno noto – essendo al cospetto di “celebrità prealpine” quali Grigne e Resegone – ma di contro una montagna ricca di fascino, suggestioni, attrattive e d’un che di quasi magico, appunto. Nell’articolo, grazie all’antecedente chiacchierata con Pozzoni, si approfondiscono pur succintamente alcuni dei temi che ho trattato nel mio post cercando di rendere ancor più interessante la presenza di un monte come il Barro nel panorama transprealpino lecchese, ove il piede dei rilievi montuosi che a Nord si innalzano sempre di più per confluire nella catena alpina principale si immerge nell’articolato falsopiano brianzolo ovvero nell’ampio solco del bacino dell’Adda: un territorio estremamente antropizzato ma che, anche per questo, esalta ancor più tali “oasi” di Natura montana sulle quali si possono trovare condizioni ambientali e relative percezioni sensoriali e intellettuali tanto inopinate e sorprendenti quanto piacevoli e rigeneranti, pur restando a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla “civiltà” più spinta.

Ringrazio di cuore Federico Pozzoni per aver donato così tanta considerazione al mio scritto sul Monte Barro (lo ritrovate anche qui) al punto da dedicargli un articolo e naturalmente vi invito ad acquistare il giornale, che trovate in tutte le edicole della provincia di Lecco, per leggerlo. Anzi, a questo proposito mi auguro che la lettura dell’uno e dell’altro possa incuriosire tanti lettori sulle piccole grandi magie del Barro così come su quelle di numerosi altri luoghi particolari e fascinosi che, magari, abbiamo a pochi passi dall’uscio di casa – ovunque, intendo dire – ma proprio per tale prossimità non consideriamo e non comprendiamo come meriterebbero.

“Baggio” non era un grande calciatore…

…Almeno se si intende il nome nella forma di toponimo – anzi, di poleonimo, “denominazione di centro abitato”, che in tale accezione identifica uno dei più affascinanti quartieri periferici di Milano nonché, con particolare riferimento alla giornata di sabato prossimo 20 novembre, la sede della Cooperativa Edificatrice Operaia Filippo Corridoni presso la cui sala sociale di via Scanini 58, nell’ambito di Book City Milano 2021, si terranno tre intriganti incontri intorno a tre libri con altrettanti sublimi personaggi: Franco Michieli, Tino Mantarro, Francesco Garolfi. Imperdibili l’uno per l’altro, anzi, l’uno dopo l’altro, per un pomeriggio di narrazioni, viaggi, musica e emozioni (coi sigilli di ArtIcon/Alpes, garanzia di qualità culturale assoluta) che, ve lo assicuro, non dimenticherete facilmente.
Ah, be’, ci sono anch’io, a Baggio, in tutti e tre gli appuntamenti e nell’ultimo in particolare, con il mirabile Garolfi e con il mio Tellin’ Tallinn.

Insomma, cliccate sull’immagine qui sopra oppure qui per avere ogni informazione utile al riguardo e… non mancate, ecco.

P.S.: prima di essere linciato da qualche tifoso del football, è ovvio che Baggio – cognome, nome Roberto – è stato un grande calciatore, come d’altro canto asseriscono ampiamente le cronache sportive al riguardo.

Tutto il bello di un posto “brutto”

Ero e sono attratto incondizionatamente da quella fetta di mondo che va pressappoco da Gorizia a Vladivostok. Nonostante questo ho decisamente aspettato a lungo prima di andarci, portandomi appresso un’attrazione mista a paura e quella curiosità: chissà cosa c’è lì, intorno a quel buco?
Ora ogni qual volta che capito nelle terre ex sovietiche, in tutte, non solo negli Stan dell’Asia centrale, c’è sempre un momento in cui vorrei essere altrove. Un attimo in cui mi chiedo chi me lo faccia fare a cacciarmi in certi postacci arrugginiti. Perché, piuttosto, non sia affascinato come tanti dalle mille stelle della cultura americana, dai misteri del mondo arabo, dai cieli viola africani o dai languori delle isole tropicali. E invece no, ancora mi attira quest’estetica di terre in rovina, questi luoghi dissonanti, mai lindi, mai ordinari, a volte oggettivamente brutti. Paesaggi immensi, spesso estremi, spazi aperti di sovrumana grandezza. Luoghi dove nulla è a posto, dove a ogni angolo c’è qualcosa di inaspettato, malmesso e improvvisato. Dove vivono persone incastrate dalle giravolte del potere, sconfitte dalle ideologie, travolte dalla fine dei sogni. Posti dove l’eccentricità non è una posa, ma la regola.

Sarà veramente un gran piacere (e mi approccio al momento con notevole curiosità) dialogare con Tino Mantarro intorno al suo libro Nostalgistan, sabato 20 novembre alle ore 17.15 nell’ambito di Book City Milano 2021– la citazione sopra riportata viene dalle pagine 10-11 del libro. Perché racconta della sua avventura in una parte di mondo della quale in concreto sappiamo poco o nulla anche se di frequente la sentiamo nominare, una regione i cui stati credo molti di noi farebbero fatica a identificare su una mappa ma che per tanti versi hanno influenzato anche la nostra storia, una zona dove apparentemente, e in fondo anche materialmente, non c’è quasi nulla, eppure, a visitarla con l’occhio attento, la mente sagace e l’animo sensibile del viaggiatore autentico, vi si scovano parecchie cose assai interessanti. Magari arrugginite, polverose, decadenti ma, anche per questo, inopinatamente fascinose.

Cliccate qui sotto per saperne di più sull’incontro di sabato 20 novembre con Tino Mantarro e, se potete, partecipate: ci si divertirà molto. Anzi, magari portatevi una mela – sì, una mela… il frutto, lei –  e sabato scoprirete una cosa sorprendente, al riguardo.