“La Giornata della Diga” a Pontechianale (Valle Varaita), domenica 3 settembre!

REMINDER! Domani oppure oggi, se leggerete questo post domenica 3 settembre, avrò il grande onore e il piacere di intervenire nella prima edizione della “Giornata della Diga” nella meravigliosa Valle Varaita, al cospetto della diga di Castello con l’omonimo lago. Alle ore 14,00 presenterò il mio libro Il miracolo delle dighe. Storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, nel quale ho scritto anche della diga di Castello, della sua particolare storia e del legame con la geografia fisica e antropica della Valle Varaita, che la rende un’opera realmente tra le più emblematiche, appunto, nel panorama delle costruzioni idroelettriche italiane in ambiente montano. Ulteriore motivo di onore e piacere, la presenza con me di Paolo Fusta, editore del libro e appassionato frequentatore di questi affascinanti territori montani.
Per saperne di più, cliccate sull’immagine in testa al post, mentre qui sotto trovate la locandina con l’intero programma della giornata.

Se potete, non mancate! Ci sarà molto di interessante e affascinante da vivere, ve lo assicuro.

In difesa del Lago Bianco, il 10 settembre al Passo di Gavia

In tutta sincerità: credo che solo a persone pressoché prive di intelletto e di umanità – nel senso più ampio del termine – possa venire in mente di depredare delle sue acque uno dei laghi naturali d’alta quota più belli delle Alpi per alimentare un impianto di innevamento artificiale. Non posso che pensare a ciò, senza alternative.

Anzi, con ancora maggior franchezza: penso che depredare delle sue acque un bacino naturale come il Lago Bianco il quale, oltre a possedere peculiarità naturalistiche e ambientali più uniche che rare, è posto in una delle zone di massima tutela di un Parco Nazionale, quello dello Stelvio (ma possiamo ancora definirlo “parco nazionale”?), per l’uso meramente turistico-commerciale-lucrativo sopra indicato, non sia solo un atto che palesa mancanza di intelletto e anima ma rappresenti un autentico e innegabile crimine ambientale.

Un crimine ambientale, già. E di rimando, economico, ecologico, culturale, sociale. L’ennesimo, per giunta.

Purtroppo, in questo nostro – per molti aspetti – miserrimo paese capita che persone talmente prive di intelletto, umanità, sensibilità, etica, buon senso e di autentico amore per le montagne vengano elette a cariche amministrative per le quali si possono permettere di prendere decisioni talmente scellerate e pericolose con atteggiamento da “unti dal Signore”, probabilmente pensando di poter fare qualsiasi cosa delle montagne – patrimonio di tutti, non proprietà di pochi – senza subire conseguenze. E naturalmente senza dover dar conto delle proprie scelte.

Non è una cosa accettabile, ammissibile, giustificabile, in nessun modo. In. Nessun. Modo. Punto.

Per tutto ciò e per molto altro bisogna fare di tutto per fermare quel disastro ambientale, bisogna sostenere la protesta che va ampliandosi ogni giorno di più, bisogna partecipare alla manifestazione di domenica 10 settembre al Passo di Gavia la cui locandina vedete lì sopra. Perché nella realtà presente e futura che stiamo vivendo non si possono (più) compiere crimini del genere a danno delle nostre montagne e della Natura per l’interesse di pochi, e perché stare zitti o far finta di nulla rende complici di quello scempio e dei suoi mandanti.

Credo che nessuno, in cuor suo, possa realmente accettare ciò. Nessuno.

Qui trovate la pagina Facebook “Salviamo il Lago Bianco” alla quale potete iscrivervi restando così puntualmente aggiornati sulle iniziative e sulle notizie riguardanti la questione.

Altrettanto importante è, per chiunque voglia e possa, partecipare alla raccolta fondi avviata al fine di sostenere le spese delle azioni legali che si cercherà di avviare per fermare il disastro del Lago Bianco, come le leggi vigenti devono e possono permettere. Questo è il link per parteciparvi: https://gofund.me/79334d28

[Foto ©Simone Foglia.]
Di nuovo, non c’è di mezzo il destino di un solo lago, un unico luogo o un solo territorio ma di tutte le nostre montagne e del loro futuro. Che è anche il nostro futuro, è bene non dimenticarlo.

Domenica 3 settembre, la “Giornata della Diga” a Castello di Pontechianale, in Valle Varaita

Domenica 3 settembre avrò il grande onore e il piacere di intervenire nella prima edizione della “Giornata della Diga” nella meravigliosa Valle Varaita, al cospetto della diga di Castello con l’omonimo lago, la cui emblematica presenza caratterizza l’alta valle e della quale la scorsa estate si sono celebrati gli 80 anni dalla costruzione.

Alle ore 14,00 presenterò il mio libro Il miracolo delle dighe. Storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, nel quale ho scritto della diga di Castello, della sua particolare storia e del legame con la geografia fisica e antropica della Valle Varaita, che la rende un’opera realmente tra le più emblematiche, appunto, nel panorama delle costruzioni idroelettriche italiane in ambiente montano: per tale motivo la presenza lassù è per me ancora più intrigante e significativa, dunque mi auguro di trasmettere altrettante emozioni, suggestioni e narrazioni interessanti anche a chi sarà presente. Ulteriore motivo di onore e piacere, la presenza con me di Paolo Fusta, editore del libro e appassionato frequentatore di questi affascinanti territori montani.

[Il lago e la diga di Castello sovrastati dal Bosco dell’Alevé e dal Monviso. Foto di Daniele Baravalle, opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte commons.wikimedia.org.]
Visto il successo degli eventi ideati per celebrare, lo scorso anno, gli ottanta anni dalla costruzione della diga di Castello, la più importante opera idraulica della Valle Varaita, la Pro loco di Pontechianale, in collaborazione con l’Agenzia Acca, propone per domenica 3 settembre la prima edizione della “Giornata della Diga”, un evento pensato per tenere vivo l’interesse suscitato dalla giornata di dibattiti e proiezioni (a cui la Rai lo scorso anno dedicò ben due servizi) con un appuntamento da rinnovarsi annualmente, anche grazie al supporto di Enel Green Power.

Confermatissima la location, che lo scorso anno ha strappato grandi apprezzamenti tra i presenti: l’anfiteatro naturale di Castello. Similare, ma ancora più ricco, il programma, che quest’anno prevede, oltre alle proiezioni (ben quattro), talk e dibattiti, una speciale mostra fotografica open air dedicata alla Valle Varaita, passeggiate culturali in compagnia degli esperti, intrattenimenti musicali e un inedito aperi-pranzo servito proprio all’anfiteatro dalla Pro loco – oltre alla presentazione del mio libro, come detto.

La giornata è pensata come un continuum, dalle 9 alle 17, ma senza vincoli tra le varie attività: chiunque si presenti all’anfiteatro, anche solo per un paio di ore (o scegliendo un appuntamento specifico), potrà entrare nel vivo degli argomenti e delle attività senza l’esigenza di seguire tutti i momenti della giornata. Tre camminate (da Pontechianale per l’ingresso al mattino, verso Pontechianale per il rientro al pomeriggio e una breve visita guidata alla diga prima di pranzo) movimenteranno il programma. Importante è sottolineare la necessità di prenotare l’aperi-pranzo, con messaggio Whatsapp al 3496983469 o al 3476959054.

L’evento è coordinato da Andrea Caponnetto, già ideatore e promotore delle iniziative legate agli 80 anni della diga di Pontechianale. Vi collaborano, oltre alla Pro loco che allestirà la location immersa nella natura e curerà l’aperi-pranzo, la regista Erica Liffredo, l’editore Paolo Fusta con lo scrivente, il ricercatore Paolo Infossi, l’ingegner Stefano Basano di Enel.

Trovate il programma completo della giornata nella locandina qui sopra pubblicata (che potete anche scaricare in pdf qui.)

Mi auguro di potervi vedere e incontrare domenica sulla diga di Castello, in un paesaggio, ribadisco, tra i più belli e affascinanti di questa sezione delle Alpi Occidentali, con le acque del lago che riflettono i profili alpestri del Colle dell’Agnello, d’intorno la meraviglia del Bosco dell’Alevé e, a vegliare su ogni cosa, la presenza percepibile di “Re” Monviso. Insomma, sono certo che potrete godere di un’esperienza di grande forza emotiva, difficile da dimenticare!

In difesa del Vallone delle Cime Bianche, una volta ancora (e giammai l’ultima)

È veramente bello constatare il gran successo, di nuovo, di “Una Salita per il Vallone. In difesa delle Cime Bianche” l’evento svoltosi sabato scorso e giunto alla terza edizione che sostiene la salvaguardia del Vallone delle Cime Bianche dagli scellerati progetti funiviari che la Regione Valle d’Aosta e i comprensori sciistici della zona vorrebbero realizzare.

Tanto bella è questa constatazione quanto invariabilmente sconcertante è pensare che si possa sul serio progettare la devastazione di un angolo di alta montagna così meraviglioso e ancora pressoché intatto com’è ormai raro trovarne, sulle nostre iperantropizzate Alpi, per piazzarci impianti funiviari e relative infrastrutture che sarebbero la manifestazione di un atto di prepotenza inaccettabile oltre che assolutamente esecrabile anche dal punto di vista giuridico. Qualcosa che molto semplicemente non si può ammettere, punto. Per il bene non solo del Vallone, dei montanari che abitano ai suoi piedi e dei tanti visitatori che vogliono ancora godere della sua intatta bellezza, ma di tutti gli spazi ancora intatti delle nostre montagne, lì dove ancora si conservano la loro identità, il paesaggio e la cultura più autentici dacché non ancora cancellati dal più ottuso potere politico asservito all’industria dello sci nella sua versione più arrogante, quella che sa soltanto considerare se stessa in termini di km di piste, portare orarie e utili di bilancio fregandosene altamente dell’equilibrio con il territorio sfruttato e dell’impatto su di esso sia ambientale che socioculturale. Un’industria destinata a fallire molto presto ma che per ciò non deve trascinare nella propria rovina anche le montagne, patrimonio di tutti e bene comune che abbiamo il diritto e dovere di tutelare il più possibile per poterne godere al meglio possibile.

A testimonianza della giornata propongo – significativamente – il servizio curato dalla TGR Valle d’Aosta (cliccateci sopra per vederlo), mentre numerose foto e altri dettagli sull’evento li trovate al solito nella pagina Facebook Varasc.it.

Lunga vita al Vallone delle Cime Bianche e a tutte le nostre montagne!

Sabato 5 agosto, “Una Salita per il Vallone” in difesa delle Cime Bianche

[Immagine tratta da Varasc.it.]
Il Vallone delle Cime Bianche è ormai un luogo paradigmatico. Tutelarlo e salvarlo dalla speculazione impiantistica e dalla turistificazione che gli si vorrebbe imporre senza alcuna cura verso il suo paesaggio, meraviglioso e pressoché incontaminato come è ormai raro trovare in questa regione delle Alpi, significa esprimere un segnale forte e chiaro a tutela di tutte le nostre montagne, ovunque esse siano e dovunque siano minacciate dallo sfruttamento pseudo-turistico. Significa rimarcare la presenza di un limite e la necessità di uno sviluppo equilibrato nei territori montani, conscio delle realtà ambientali contemporanee e dotato d’una visione rivolta al futuro. Significa manifestare la consapevolezza del valore delle nostre montagne e dell’importanza del patrimonio comune che rappresentano. Significa tutelare il paesaggio montano per tutelare noi tutti.

Lasciare che la distruzione avvenga, restarne indifferenti, pensare che «tanto è solo un vallone di montagna come altri», significa essere complici di una distruzione che soltanto una profonda e bieca ipocrisia non sa considerare delinquenziale. Qualcosa la cui responsabilità, nel caso, deve e dovrà essere riconosciuta e assunta.

Quello delle Cime Bianche «è solo un vallone di montagna come tanti altri» esattamente come ogni nostro giorno può essere quello giusto per costruirci il futuro migliore possibile. E basta perdere o trascurare una tale singola occasione per rovinarcelo inesorabilmente, quel nostro futuro, senza la possibilità di tornare indietro e rimediare al danno compiuto.

Dunque, il Progetto fotografico “L’ULTIMO VALLONE SELVAGGIO. In difesa delle Cime Bianche”, insieme al Comitato INSIEME PER CIME BIANCHE e agli amici di Valle d’Aosta Aperta, organizza e invita tutti alla terza edizione di “UNA SALITA PER IL VALLONE”, che si terrà sabato 5 agosto 2023 con partenza da Saint Jacques, in Val d’Ayas.

E’ davvero un momento decisivo per le sorti del Vallone delle Cime Bianche. Lo studio di fattibilità, dopo mesi di attesa, è stato finalmente reso pubblico a maggio 2023 e la volontà della maggioranza della politica valdostana è chiaramente quella di procedere con questo insensato progetto. Tuttavia il Vallone, parte della ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220), oggi più che mai gravemente minacciato, non verrà lasciato a questo tragico destino.

Dopo il grande riscontro delle edizioni 2021 e 2022, viene lanciata anche quest’anno un’iniziativa di grande richiamo e visibilità che vuole essere, come sempre, aperta a tutti, dentro e fuori Valle. La terza grande salita simbolica a favore della tutela del Vallone ha come tema la parola “INSIEME”, perché tutti possono contribuire alla difesa del Vallone facendo ciascuno la propria parte, in questa che è assurta come la più importante causa di conservazione sulle nostre Alpi. Una causa cui partecipano sentitamente varie realtà, anche diverse tra loro, ma accomunate da un intento unitario. “Insieme” è senza ogni dubbio un valore aggiunto.

Siamo tutti quanti INSIEME in cordata per assicurare al Vallone la salvezza definitiva e per consegnarlo intatto a chi verrà dopo di noi. Bisogna dunque salire lassù ancora più numerosi, con sincero entusiasmo, per un’altra memorabile giornata all’insegna della bellezza, del rispetto per l’ambiente, della condivisione e della conservazione.

Saliamo tutti insieme nell’Ultimo Vallone Selvaggio. Lunga Vita al Vallone delle Cime Bianche!