Tutto lo sci su pista delle Alpi (e non solo)

Nella mappa qui sopra, elaborata da Alessandro Ghezzer e tratta dalla sua pagina Facebook, sono indicati i comprensori sciistici delle Alpi, con il colore rosso più intenso nelle zone di maggior concentrazione di impianti e piste. Ognuno può liberamente ritenere che, per la realtà constatabile dalla mappa e in relazione all’estensione geografica della catena alpina, i comprensori siano troppi oppure no; di sicuro l’immagine rende bene l’idea di come le Alpi siano la catena montuosa più antropizzata del pianeta, nella quale le aree che nel corso del tempo non hanno visto un intervento antropico che ne abbia modificato la geografia sono veramente minime. Un dato di fatto scientifico, questo, che la mappa di Ghezzer ha il pregio di rendere comprensibile a vista. Purtroppo qualche amministratore pubblico alpino pensa che questa realtà storicizzata possa giustificare ulteriori interventi e modificazioni nei territori in quota (in base al principio che, «con tutto ciò che è già stato fatto, un’opera in più non cambierà la situazione!») quando invece è il motivo fondamentale e ineludibile per incrementare al massimo la salvaguardia dei territori alpini e dei loro paesaggi, già fin troppo antropizzati e di frequente, negli ultimi decenni, in modi pesantemente degradanti. Questo non significa che non si possa fare più nulla, ma che lo si faccia senza aumentare ulteriormente la pressione antropica attraverso opere che perseguano (veramente, non solo a parole e con operazioni di bieco greenwashing) come fine principale la sostenibilità e l’equilibrio con l’ambiente naturale e i suoi ecosistemi, fattori primari dai quali far dipendere i tornaconti economici delle attività commerciali e non più viceversa.

Per la cronaca, secondo l’ultima edizione (2022) dell’International Report on Snow & Mountain Tourism, in Italia vi sono 349 comprensori sciistici con almeno 5 impianti di risalita (secondo invece questo articolo de “Il Sole-24 Ore” sono «oltre 280», ma credo che in considerazione della fonte il primo dato sia più attendibile e aggiornato) e un totale di 2.127 impianti di risalita, dunque una media di 6,09 per comprensorio. Per quanto riguarda gli altri paesi alpini principali, la Francia ha 317 comprensori e 3.113 impianti, media 9,82; la Svizzera ha 181 comprensori e 1.164 impianti, media 6,43; l’Austria ha 253 comprensori e 2.930 impianti, media 12,06. Se ne deduce che l’Italia è un paese dotato di comprensori in gran parte medio-piccoli: la media sarebbe probabilmente risultata ancora più bassa se non fosse che, negli ultimi anni in forza della situazione climatica in divenire e di varie difficoltà economiche, molti piccoli comprensori hanno chiuso (si veda al riguardo il Report “Neve Diversa” di Legambiente) mentre in Svizzera, altro paese con numerosi comprensori medio-piccoli, la geografia più favorevole ha permesso il loro mantenimento. La mappa lì sopra invece mostra bene la predominanza impiantistica francese, che ha ben 13 grandi comprensori – cioè con presenze annue superiori a un milione di sciatori – e quasi tutti concentrati nei dipartimenti della Savoia e Alta Savoia, il che spiega bene tutto quel rossore lungo le Alpi nord occidentali.

Giusto per fornire un raffronto “intercontinentale”, gli Stati Uniti, terzo paese al mondo per superficie le cui montagne hanno un’estensione molte volte maggiore di quella delle Alpi, hanno “solo” 470 comprensori sciistici con 2.970 impianti (media 6,32) di cui solo 6 grandi.

Infine, è assolutamente significativo notare – sempre dalle statistiche dell’International Report on Snow & Mountain Tourism – che di 1.945 comprensori sciistici attivi in tutto il mondo, ben il 39% si trova nelle Alpi così come la stessa percentuale dei 25.093 impianti di risalita censiti, mentre per quanto riguarda i 52 grandi comprensori sciistici, addirittura il 79% è situato sulle Alpi. Se si considera – con un calcolo certamente grossolano ma comunque indicativo – che la superficie delle terre emerse sul pianeta è pari a circa 149 milioni di kmq e che le alture rappresentano il 70% di questa superficie, dunque circa 104 milioni di kmq, e che la superficie delle Alpi è pari a circa 191.000 kmq, si deduce che il 39% dei comprensori sciistici del mondo sono concentrati nell’1,84% della superficie planetaria. Dati che rendono ancora più evidente il livello di antropizzazione – turistica in primis, ma non solo – dei territori alpini.

Ribadisco: non sto proponendo questi dati, ora, contro lo sci su pista e la sua industria. Se la presenza numerica di comprensori sciistici è un ovvio fattore di sfruttamento e infrastrutturazione del territorio montano, con tuti gli annessi e connessi, è il tema della effettiva sostenibilità ecoambientale dei comprensori a poter determinare la bontà o meno della loro presenza – posto che è ormai assodato che l’economia legata al turismo sciistico sia importante ma non così fondamentale per i territori interessati e le comunità residenti come spesso si vuole far credere, soprattutto in presenza di piani di sviluppo dei territori e alternative turistiche che sempre più località puntano a offrire anche in vista delle future difficoltà climatiche che lo sci dovrà inesorabilmente affrontare, chissà con quali esiti.

Sabato 16/09 a Carenno, camminando lungo “Sèmper Stèss Sentér” alla riscoperta del paesaggio

Sabato 16 settembre, a Carenno (Lecco), avrò l’onore e il piacere di guidare – insieme ai rappresentanti della Pro Loco Carenno – i partecipanti alla camminata di Sèmper Stèss Sentér, l’evento escursionistico con il quale verranno presentati gli interventi del progetto di recupero e valorizzazione della rete sentieristica locale. Ciò rappresenta un’occasione perfetta per andare insieme alla ri-scoperta del paesaggio di questa parte della Val San Martino, tra i più spettacolari e emblematici delle Prealpi lombarde tra Lecco e Bergamo, vero e proprio geolibro fatto di innumerevoli “pagine” che sanno raccontare storie, narrazioni, tradizioni, saperi intessuti tra queste terre e i loro abitanti nel corso dei secoli. Camminarci attraverso, e farlo al meglio grazie agli interventi di riqualificazione effettuati dalla Pro Loco che in qualche modo riconsegnano tali antichi manufatti al presente che viviamo, al futuro che affronteremo e a chiunque li percorrerà, è il modo migliore per ritrovare e ridare valore autentico alla relazione che ci lega a queste montagne, sia come abitatori stanziali che come visitatori occasionali, il che a sua volta ci permette di apprezzarne appieno tutta la particolare bellezza e il fascino raro – anche dal punto di vista meramente ludico-ricreativo, perché no.

Sarà un cammino di riconnessione al bello e al prezioso dell’ambiente naturale nonché di rilettura attenta e partecipata del paesaggio per sentirci parte di esso in maniera più profonda e consapevole: prenderà il via alle 09.30 di sabato presso il parcheggio tra la Casa del Fanciullo e l’Oratorio di San Domenico (Chiesa dei Morti), in fondo a via Pertüs.

Inoltre, partecipando alla camminata ci si potrà preparare al meglio alla tavola rotonda in programma alle ore 16.00 presso il salone della Casa del Fanciullo, curata dall’Associazione Gruppo Muratori e Amici di Ca’ Martì sul tema della pietra a secco e dei suoi molteplici aspetti: da quello storico/etnografico/artistico a quello paesistico/ambientale e della prevenzione dei rischi idrogeologici, fino a quello della ricaduta economica, nella prospettiva di un turismo di prossimità, slow e consapevole, unito alla visione di una rinascita dell’economia di montagna, come pure di una nuova opportunità professionale nel settore artigianale e dell’edilizia.

Per saperne di più, qui trovate il comunicato stampa dell’evento; ulteriori info le potete ottenere scrivendo alla mail procarenno@gmail.com oppure telefonando al 339.860.1838.

Partecipate numerosi e ritornerete a casa più contenti, ve lo assicuro!

Due cose ugualmente gradite

Se volete farmi contento con un regalo, donatemi un buon libro.

Se volete farmi ugualmente contento con un’altra cosa, regalatemi una bella carta geografica.

D’altronde l’uno e l’altra per me sono sostanzialmente la stessa cosa, entrambe da leggere con gran passione per godere della possibilità di ricavarci nozioni essenziali e illuminazioni potenti, già.

N.B.: mappa e libro lì sopra raffigurati non sono che gli ultimi ricevuti, dunque che siano i soggetti dell’immagine è per pura casualità, non per preferenza rispetto ad altri.