“Tallinn Blues”, venerdì 9 giugno a Martinengo

Venerdì 9 giugno, al Filandone di Martinengo, avrò il piacere di riproporre insieme al mirabile Francesco Garolfi Tallinn Blues, la performance musical-letteraria incentrata sul mio libro Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano (Historica Edizioni). Vi guideremo attraverso il cuore di una delle città più belle e particolari d’Europa, che diventa emblema dell’essenza del concetto di “viaggio” e dell’idea di “meta”, accompagnati da letture scelte del libro e dalle affascinanti note della chitarra di Garolfi. Il tutto in uno dei più bei luoghi recuperati alla cultura in Lombardia (e non solo): il Filandone di Martinengo.

Dunque save the date! Vi aspettiamo, venerdì sera a Martinengo, e vi assicuriamo che faremo di tutto per regalarvi una serata emozionante. Garantito!

Sulla locandina trovate le info necessarie: cliccateci sopra per ingrandirla e scaricarla, oppure cliccate qui. Per saperne invece di più sul libro, date un occhio qui.

P.S.: ringrazio di cuore Emanuela Zappalalio, attiva e sensibile responsabile della Biblioteca di Martinengo, che ha reso possibile l’evento.

Sylvain Tesson, “La Pantera delle Nevi”

Come la precedente qui pubblicata, anche questa che state per leggere è una “recensione” sui generis. Questo perché qualche tempo fa ho letto La Pantera delle Nevi, il libro di Sylvain Tesson (Sellerio Editore, 2020, traduzione di Roberta Ferrara; orig. La panthère des neiges) per presentare l’omonimo film uscito nelle sale italiane lo scorso ottobre, dunque per diversi aspetti ciò che ne ho scritto rappresenta una “recensione” sia del libro che della pellicola – cosa che peraltro ci sta, vista la stretta correlazione narrativa, espressiva e artistica tra le due opere. Per lo stesso motivo, se quanto leggerete potrà interessarvi – come mi auguro – al libro, l’invito è comunque quello di vedere prima o poi anche il film, così da rendere completa e compiuta la conoscenza de La Pantera delle Nevi e l’importante esperienza che senza dubbio ne trarrete.

Ma partiamo dalla protagonista assoluta: la pantera delle nevi, o leopardo delle nevi / Panthera uncia: “uncia” deriva dal francese once (italianizzato in onza) inizialmente usato per indicare la lince europea e poi in generale i felini delle dimensioni della lince. Venne individuata per la prima volta nel 1775 da un naturalista tedesco, Johann Christian Daniel von Schreber. Nonostante il suo nome ordinario “leopardo”, è più imparentata con la tigre che con il leopardo propriamente detto.

La pantera delle nevi è uno degli animali più elusivi e misteriosi del mondo, al punto che non se ne conosce con precisione la quantità. Ce ne dovrebbero essere ancora 4-6.000 individui dei quali solo 2.500 in età riproduttiva, dunque è una specie sicuramente in pericolo. È stata a lungo cacciata per la sua pelliccia e solo dagli anni ’80 è protetta in modo ampio. Ma tutt’oggi deve affrontare numerose minacce antropiche: oltre al bracconaggio e alla caccia di frodo, la mancanza di salvaguardia dell’ambiente naturale e le attività industriali-minerarie che disturbano la vita della pantera e la allontanano da molte aree del suo habitat tipico. Il fotografo Vincent Munier e l’autore Sylvain Tesson partono nel 2018, con la regista Marie Amiguet e un collaboratore, per un viaggio di circa un mese negli altipiani tibetani, a quote tra i 4 e i 6000 metri e temperature raramente superiori ai -20° C, alla ricerca della misteriosa creatura… Perché proprio la pantera delle nevi? Perché la sua elusività e il mistero che l’accompagna, nel nostro mondo contemporaneo iperantropizzato, ultratecnologico e che pensiamo/crediamo di conoscere sotto ogni aspetto, simboleggia come poche altre cose ancora la natura selvaggia e un ambito vitale nel quale l’uomo è quasi del tutto assente, dunque un abito che preserva caratteristiche biologiche ma anche filosofiche intatte da decine di migliaia di anni []

[Sylvain Tesson, a destra, con Vincent Munier in una scena del film.]
(Potete leggere la recensione completa de La Pantera delle Nevi cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Dalla visione, al progetto, a Carlo Mollino, a Milano

Per chi domani fosse a Milano, dopo l’ennesimo scatto al dito medio di Cattelan il mio consiglio è quello di partecipare alla conferenza di Luciano Bolzoni su Carlo Mollino, della quale vedete i dettagli qui sopra.

Primo, perché Mollino è Mollino e la sua figura, tanto potente nel Novecento italiano – non solo in quello architettonico – quanto ancora troppo poco rinomata, merita sempre di essere scoperta e riscoperta. Secondo, perché per fare quanto al punto precedente Luciano Bolzoni è la figura migliore in circolazione. Terzo, lo è perché è l’autore dell’ottimo Carlo Mollino. Architetto, che troverete in vendita durante la serata.

Serve aggiungere altro?

Tallinn, una città “speciale”

Mentre la gran parte dell’Europa è sottoposta a un’ondata di caldo che definire “anomalo”, visto il periodo dell’anno in cui siamo, è minimizzante, Tallinn appare innevata (anche se non tanto e come poteva accadere fino a qualche anno fa) e con un clima più consono al periodo. A suo modo la città si mostra anche in questa occasione “speciale”, un po’ come l’ho raccontata io nel mio Tellin’ Tallinn facendone un luogo che racchiude in sé tanti luoghi, tanti paesaggi e altrettante relazioni umane con essi, come quella che personalmente ho cercato di elaborare e intessere con la città nel corso del periodo in cui ci sono stato per poter dire di esserci veramente stato, ossia facendo di quel viaggio a sua volta un’esperienza speciale. Come potrebbe e dovrebbe essere ogni viaggio autentico verso qualsiasi luogo verso cui decidiamo di andare, cioè proprio come ho cercato di raccontare nel mio libro:

Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano
Historica Edizioni, 2020
Collana “Cahier di Viaggio”
Pagine 170 (con un’appendice fotografica dell’autore)
ISBN 978-88-33371-51-1
€ 13,00
In vendita in tutte le librerie e nei bookstores on line.

Potete scaricare la scheda di presentazione del libro qui, in pdf, e qui, in jpg, oppure cliccare sull’immagine del libro per saperne di più.

Ufficio stampa, promozione, coordinamento:

 

[L’immagine in testa al post è tratta da una livecam: cliccateci sopra per vederne le immagini in diretta.]

Carlo Mollino e Cervinia (o viceversa)

Chiunque passerà le prossime giornate festive all’ombra della Gran Becca e vorrà ritemprarsi dopo la calca in funivia e l’affollamento in pista, sappia che Luciano Bolzoni, uno dei maggiori esperti di architettura alpina, autore di vari volumi e soprattutto (in tal contesto) di Carlo Mollino. Architetto, splendido testo sul geniale progettista torinese, mercoledì 28 dicembre terrà la conferenza la cui locandina vedete qui sopra. Un’ottima occasione per conoscere ancora meglio la conca del Breuil attraverso le opere, i progetti, le idee e l’estro di Mollino e dunque, il giorno dopo, per affrontare con mente e animo ben appagati – nonché con uno sguardo più consapevole e sensibile verso il luogo – le sciate sulle piste del comprensorio.

D’altro canto è un evento targato Alpes, questo: garanzia di grande fascino e massima qualità. Per cui, se siete in zona, partecipate: ne vale assolutamente la pena.