Ghiacciai, dighe e crisi climatica a MILANO MONTAGNA, domenica prossima 27/10

Domenica 27 ottobre prossimo sarò a Milano presso la Fondazione Feltrinelli per MILANO MONTAGNA 2024: alle ore 16.30 parteciperò al talk di “Un’ora per acclimatarsi / Ghiacciai, dighe e crisi climatica”, a cura de “L’AltraMontagna” con Adele Zaini (climatologa e attivista), Sofia Farina (“L’AltraMontagna” e POW), Michele Argenta (“Ci Sarà Un Bel Clima” e “Gigiat”), Giovanni Baccolo (glaciologo) e Vanda Bonardo (presidente di Cipra Italia e responsabile nazionale di Legambiente Alpi).

L’ingresso è gratuito con registrazione su Eventbrite, dove trovate anche il programma completo dell’evento.

[La diga dell’Albigna, in Val Bregaglia (Cantone Grigioni, Svizzera), con l’omonimo ghiacciaio la cui lingua una volta toccava le acque del lago mentre oggi risulta arretrata di parecchie centinaia di metri.]
Il tema delle acque di montagna diventa sempre più fondamentale nel dibattito sulla gestione politico-ambientale – ma non solo, anche culturale e antropologica, a ben vedere – dei territori montani, dei quali l’acqua rappresenta la risorsa forse più emblematica in assoluto. Come gestirla al meglio, in considerazione della crisi climatica i cui effetti già evidenti diventeranno sempre più ingenti nei prossimi anni, della conseguente fusione dei ghiacciai alpini che rappresentano le principali riserve montane di acqua potabile ma pure della transizione alle energie alternative e rinnovabili, al necessario approvvigionamento delle popolazioni e alla imprescindibile salvaguardia dei territori alpini già sottoposti a notevoli stress ecologici dal cambiamento climatico?

Insomma, è un tema di importanza nodale, forse dibattuto con ancora troppa superficialità e attraverso punti di vista eccessivamente legati a necessità funzionali di matrice economiche, con ben poco approfondimento ecologico e ambientale nonché, come accennato, culturale e antropologico, per come concerna direttamente il destino prossimo futuro dei paesaggi delle nostre montagne, dunque la nostra relazione con essi e con noi stessi.

Dunque, se volete e potete, ci vediamo domenica prossima alle 16.30 a Milano, alla Fondazione Feltrinelli!

Il primo (mini)festival de “L’AltraMontagna”, a Trento

A nove mesi dall’inaugurazione e dalla messa on line il progetto de “L’AltraMontagna”, al quale mi pregio di collaborare fin da allora, continua a espandersi tra i rilievi della Penisola, come viene ben attestato dai notevoli numeri conseguiti: dall’inizio delle pubblicazioni si contano 3,5 milioni di utenti e 8 milioni di articoli visualizzati. Ciò dimostra pure quanto sia importante, e quanto richiesto da un pubblico sempre maggiore, raccontare con attenzione il presente e immaginare con sensibilità il futuro delle terre alte, un ambito la cui imprescindibilità è riconosciuta da chiunque seppur ciò non sempre si manifesti nei modi più virtuosi.

Per quanto sopra, e per il desiderio di approfondire alcune delle tematiche principali emerse in questi mesi circa la realtà della montagna italiana, il prossimo fine settimana del 18-19-20 ottobre a Trento si volgerà il primo mini-festival de “L’AltraMontagna”: «mini» perché in realtà si tratta di una sorta di “numero zero” – allestito in collaborazione con la casa editrice People – di quello che in futuro potrebbe essere un evento più strutturato e ampio ma quest’anno già ricco di ben undici eventi con figure di grande rilievo del mondo della montagna e non solo, come vedete dal programma.

È una nuova – e per quanto possibile innovativa – occasione di parlare, conoscere, riflettere, immaginare, progettare, sognare di montagne: che per molti versi significa fare tutto ciò riguardo il nostro paese, che di montagne in gran parte è fatto!

[Foto di Lorenza Liandru, opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte commons.wikimedia.org.]
Dunque, da venerdì prossimo appuntamento in Piazza del Duomo a Trento con “L’AltraMontagna”!

Domenica scorsa, a Milano, ragionando di montagne, outdoor, comunità, rigenerazione, futuro

Qualche immagine di “Rigenerarsi: outdoor e comunità”, l’incontro tenutosi domenica scorsa a Milano, da e/n enoteca naturale per il ciclo “Spore” curato da Campo Base Project al quale ho partecipato insieme a Sofia Blu Cremaschi di SlipmodeAgnese Moroni di Protect Our Winters Italy e Davide Branca di The Outdoor Manifesto. È stato bello e interessante confrontarsi, insieme al pubblico presente, su un tema che a volte appare fin troppo scontato e invece non lo è affatto, soprattutto in territori “difficili” come quelli montani: il fare comunità, e nello specifico dell’incontro – nel senso che era il suo tema principale – come rigenerare le comunità attraverso la presenza e l’interazione con altre comunità, quelle dei praticanti delle attività outdoor – intese innanzi tutto come quelle che si svolgono in ambiente naturale senza dinamiche massificate, come avviene per lo sci su pista.

È un tema per nulla scontato e alquanto importante per i territori montani, visto come l’industria dello sci, sia per ragioni climatiche e sia economiche, è sempre meno preponderante nel turismo di montagna mentre l’outdoor cresce costantemente anno dopo anno, presentando caratteristiche che, a differenza dello sci su pista, se ben pensate e gestite si possono armonizzare e integrare maggiormente con i territori e le comunità diventando un volano di rigenerazione non solo economica ma soprattutto sociale e culturale di grande potenzialità.

È proprio questa la direzione da seguire, per come ne abbiamo disquisito e riflettuto a Milano domenica: sostenibilità tanto ambientale quanto socioculturale, (ri)messa al centro delle comunità, interazione, integrazione, inclusione con le comunità outdoor, visione strategica comune e condivisa contestuale al territorio che includa ogni soggetto coinvolto, dai brand commerciali delle attrezzature sportive fino al singolo cittadino locale, per fare massa critica (che è una forma pienamente compiuta di “comunità”, se ci pensate bene) e adattare a quella visione le azioni della politica, non viceversa.

In ogni caso, proprio per l’importanza del tema e come ho già fatto in passato (di recente qui, ad esempio), ci tornerò sopra nuovamente.

Praticare attività outdoor, rigenerare luoghi, fare comunità. A Milano, domenica, ore 12.00

Cosa significa praticare outdoor oggi? Come rigenerarsi attraverso pratiche che ci mettono a contatto diretto con la natura e i luoghi? In che modo si può fare comunità a beneficio dei territori?

Sono alcune delle domande che porremo a tutti i presenti e che affronteremo in “Rigenerarsi: outdoor e comunità” il talk di apertura del secondo appuntamento di Spore, domenica 12 maggio alle ore 12.00 presso e/n enoteca naturale di Milano.

Una chiacchierata libera e aperta a tutt* con Nina Schultz e Sofia Blu Cremaschi di Slipmode, Davide Branca di The Outdoor Manifesto e Agnese Moroni di Protect Our Winters Italy. Modera Luca Rota, che sarei io.

Sarà una gran bella cosa, ve l’assicuro. Per altre infos al riguardo, date un occhio qui.