Ordine e disordine

[Foto di Manfred Richter e di Gino Crescoli da Pixabay]
Ecco, stavo pensando al riguardo che il problema – di valore generale – non è che vi sono situazioni di apparente disordine le quali tuttavia hanno una loro logica pur particolare, conferita ad esse da chi le ha create in modo che per costui/costoro quel disordine è in realtà un ordine pienamente coerente e funzionale; è l’opposto, è che vi sono moltissime situazioni di apparente “ordine”, in tal modo imposte e fatte credere ma in verità prive di qualsiasi buona e sostenibile logica così che concretamente siano puro e pernicioso disordine. Peraltro doppiamente pernicioso, dacché non essendo comprese come tali ma come “ordine”, e siccome basate sull’assenza di logica – esse stesse e la realtà che ne viene imposta – moltiplicano irrefrenabilmente la loro pericolosità.

E, appunto, di situazioni di disordine imposte (strategicamente) e credute invece come esempi di “ordine”, in questo mondo ve ne sono a iosa e sovente proprio dove un ordine – nel senso, una logica generale accettabile, coerente, funzionale e proficua – dovrebbe essere la regola. Come dice quel vecchio proverbio, «L’ordine è pane, il disordine è fame» ma, evidentemente, sulla fame sempre più diffusa qualcuno ci campa e prospera, ben più che sul pane. Già.

London, a (different) story – pt.3 and over…

Ta-s-te_of_flight_blog
The London Series: #3, Ta(s)te of flight, dal blog LucaRotaImages.

Una grande città, Londra, narrata attraverso visioni inconsuete, per raccontarne la realtà e l’essenza in un modo diverso dal solito.
Qui, ora, e il racconto completo, poi, su LucaRotaImages.