Domenica scorsa, al Lago Bianco del Passo di Gavia

È veramente bello constatare quanta gente c’era, domenica scorsa al Passo di Gavia, per partecipare alla “Camminata Solidale” in difesa del Lago Bianco e manifestare tutta la propria passione e la sensibilità nei confronti di questo luogo magico e prezioso che sta per essere devastato da lavori a dir poco scriteriati. Ne ricavo un gran sollievo, io che per altri impegni assunti non ho potuto essere presente: per alleviare il dispiacere della mancata presenza tanto quanto per denotare quante persone siano accorse lassù dimostrando di aver perfettamente compreso il valore della bellezza che il Lago Bianco sa offrire e la portata del danno ambientale che gli sta per essere perpetrato.

Non solo, l’importanza basilare di una giornata come quella di ieri al Gavia è anche data dal suo profondo significato civico e politico per certi versi “paradossale”: infatti, mentre i promotori delle opere di prelievo delle acque del Lago stanno palesemente perseguendo e difendendo solo i propri interessi, le persone presenti domenica al Passo e che in vari modi si stanno dando da fare per la difesa del Lago Bianco – anche solo manifestando il proprio dissenso rispetto ai lavori – stanno perseguendo e difendendo gli interessi di tutti, compresi i suddetti mandanti dei lavori. Perché la montagna è di tutti, la sua bellezza, i suoi luoghi e le sue risorse sono un patrimonio comune e collettivo del quale tutti, appunto, possono godere nella sua più ampia integrità senza che qualcuno, invece, lo consideri “roba propria” e si permetta di sfruttarlo con modalità tanto devastanti in forza di deroghe furbesche alle norme e ai regolamenti di tutela vigenti che solo un paese assai carente di buon senso politico e attenzione nei confronti del proprio paesaggio come bene comune si può permettere.

Per tutto questo la Camminata di domenica è stata un grande successo ma niente affatto un punto di arrivo, semmai rappresenta il fondamentale e vigoroso inizio del cammino verso l’ottenimento di risultati il più possibile importanti, efficaci e funzionali alla salvaguardia del meraviglioso Lago Bianco del Gavia nonché, emblematicamente, di qualsiasi altro spazio nelle Terre Alte minacciato dall’insensibilità e dall’egoismo di amministratori ben poco rispettosi e lungimiranti nei confronti delle montagne e di chiunque le frequenti.

N.B.: l’immagine in testa al post è di Simone Foglia, le altre di Alfredo Davide; tutte quanto sono tratte dalla pagina Facebook “Salviamo il Lago Bianco (Passo Gavia)” sulla quale trovate molte altre cronache della giornata di domenica e gli articoli che stanno uscendo sulla stampa.

Il Lago Bianco, “l’ignoranza” della Natura e il dio-denaro

Se l’ignoranza della natura diede vita agli dei, la sua conoscenza li distruggerà.

[Paul-Henry Thiry d’Holbach, Sistema della natura, UTET, 2013, tomo I, cap. XVIII.]

Questo celebre aforisma del Barone d’Holbach, datato 1770 e figlio della temperie culturale illuminista dell’epoca, trovo che sia assolutamente consono anche ai giorni nostri per certe opere imposte in maniera forzata all’ambiente naturale che ne degradano la realtà, interpretando gli “dei” come i tornaconti materiali (si usa dire «il dio denaro», appunto) e di potere perseguiti dai promotori di quelle opere. Ad esempio alcune infrastrutture, sovente turistiche, che risultano talmente insensate e così palesemente impattanti rispetto ai luoghi naturali ove vengono installate da non poter far altro che ritenerle il frutto di una sconcertante ignoranza della Natura e del paesaggio, cioè di una cecità indotta dalla folle volontà nel credere di poter fare tutto senza curarsi delle conseguenze pur di perseguire quei biechi tornaconti e nonostante risulti palese come ciò determinerà un danno generale per chiunque, anche per quegli stessi promotori che per la suddetta cecità non sanno e non vogliono rendersene conto.

Di contro, basta conoscere anche poco la Natura, ovvero sviluppare verso l’ambiente naturale quella sensibilità che è segno di intelligenza, di buon senso, di cultura, di civiltà e di umanità, per comprendere non solo quanto possano essere degradanti e distruttive certe opere, ma pure come a essere inesorabilmente distrutti, prima o poi, saranno quei tornaconti prepotentemente perseguiti contro la Natura e chi li pretende, dacché ne verrà distrutto il sistema di potere che vi sta alla base. Ciò perché ogni cosa che si priva di o che rifiuta qualsiasi sostanza culturale – ad esempio la cognizione della relazione con l’ambiente e i luoghi, nei casi sopra citati così come, in generale, ogni atto meramente politico con secondi fini che politici nel senso vero del termine non sono affatto – non è che una scatola vuota la quale rapidamente e inevitabilmente si accartoccerà su se stessa – per propria inconsistente natura, appunto. Nel frattempo, è dovere di chiunque fare in modo che la Natura, quella vera e della quale siamo tutti parte, subisca meno danni possibile. Un dovere e un diritto, per costruirci il miglior futuro possibile.

[Foto ©Simone Foglia.]
Nella foto in testa al post – dell’amico Fabio Sandrini: tutta l’ignoranza della Natura manifestata dai lavori per la captazione delle acque del Lago Bianco al Passo di Gavia per alimentare l’innevamento artificiale delle piste da sci di Santa Caterina Valfurva, questione sulla quale ho scritto qui. Domani, alle ore 10 dalle rive del lago, partirà la Camminata Solidale in difesa delle sue acque e del suo paesaggio, alla quale tutti siete invitati a partecipare: come scrivevo qualche giorno fa, bisogna fare di tutto per fermare quel disastro ambientale, bisogna sostenere la protesta che va ampliandosi ogni giorno di più, bisogna far capire in modo inequivocabile a chi sostiene i lavori che nella realtà presente e futura che stiamo vivendo non si possono (più) compiere crimini del genere a danno delle nostre montagne e della Natura per l’interesse di pochi. Perché stare zitti o far finta di nulla rende complici di quello scempio e dei suoi mandanti e credo che nessuno, in cuor suo, possa realmente accettare ciò. Nessuno.

Domani tutti al Lago Bianco, dunque, per ri-conoscere il valore inestimabile della Natura delle nostre montagne e respingere ogni scriteriato assalto alla sua integrità!

In difesa del Lago Bianco al Passo di Gavia, sempre di più!

Nostra Madre Terra sa come sedurci. Uno dei miei luoghi “più intensi del mondo” è l’Universo Gavia. Sei nel più profondo e stupefacente giardino geologico che puoi desiderare. Arrivi e trovi il Lago Bianco accanto a te a 2600 metri di quota. Il Lago racconta milioni di anni di storia di Madre Terra e lo fa in un luogo dove ogni persona può sedersi e “ascoltare” con ogni senso al massimo della percezione. Come sapete, qui si stanno facendo dei lavori assurdi regolarmente autorizzati (ma sappiamo che in questa regione da un quarto di secolo si cambiano le regole e le si adattano alle necessità speculative di pochi). Qui alcuni coraggiosi hanno dato vita al gruppo, di cui orgogliosamente faccio parte come iscritto, SALVIAMO IL LAGO BIANCO (PASSO GAVIA). Domenica 10 settembre ci sarà un grande cammino di consapevolezza e amore per questo Universo Madre Terra. Che noi scegliamo di rispettare e altri, incluso il Parco Nazionale dello Stelvio (totalmente soggiogato, come ogni ente pubblico, a nomine soffocanti della sottocultura che ci offre la politica lumbard) no. Madre Terra come un supermarket da svuotare, senza rispetto o empatia o sensibilità. […] Forse arriveranno i caschi blu o i «nazisti dell’Illinois», sono tanto nervosucci quelli che continuano a urlare ai quattro venti che qui “è tutto regolare”, da quando è nato questo movimento che ha raggiunto le cronache nazionali. Noi ce la faremo, perché noi non abbiamo nulla da guadagnarci e nulla da nascondere. Si chiama Democrazia e prevede il diritto di criticare, dissentire e all’occorrenza praticare la Disobbedienza Civile che maestro Henry David Thoreau ci lasciò in dono quasi due secoli fa.

Anche il caro amico Davide Sapienza, geopoeta, uno dei migliori autori italiani sui temi della Natura e del paesaggio, sostiene con forza la battaglia contro la scellerata depredazione dell’acqua del meraviglioso Lago Bianco al Passo di Gavia per alimentare i cannoni sparaneve di Santa Caterina Valfurva, con il consenso istituzionale del Comune di Bormio e il tacito nonché ignominioso assenso del Parco Nazionale dello Stelvio (è bene tenere ben presenti i responsabili di questo disastro): il brano che avete letto lì sopra è un estratto del post pubblicato oggi da Davide sulle sue pagine social.

Nel frattempo, oggi anche “Il Giorno”, quotidiano tra i più letti in Lombardia, mette in evidenza la “Camminata solidale” in difesa del Lago Bianco di domenica 10 settembre al Passo di Gavia: ringrazio molto la redazione del giornale e in particolare Fulvio D’Eri che ha steso l’articolo.

Per saperne di più sulla vicenda, come scrive anche Davide Sapienza, potete consultare (e iscrivervi, e magari partecipare alla raccolta fondi) la pagina Facebook “Salviamo il Lago Bianco (Passo Gavia)”.

Ieri, alla diga di Castello in alta Valle Varaita

È stato proprio bello, per me, partecipare ieri alla “Giornata della Diga” organizzata sulle rive del lago artificiale di Castello, presso Pontechianale nella meravigliosa Valle Varaita, e presentare un libro come il mio ultimo, Il miracolo delle dighe, nel quale lo sbarramento di Castello e la sua storia, profondamente emblematica per il territorio locale e la comunità che lo abita, sono tra i protagonisti. La giornata non poteva essere più radiosa, la mirabile bellezza del paesaggio di questo lembo delle Alpi occidentali si è palesata in tutto il suo fascino, tanto ambientale e naturale quanto storico e umano; l’organizzazione impeccabile della Pro Loco di Pontechianale (tutti ragazzi giovani, un piacere vederli così impegnati per far cose belle tra le loro montagne!) curata come tutto l’evento da Andrea Caponnetto e un pubblico sempre folto e interessato hanno fatto il resto e contribuito al successo di una giornata così particolare e intrigante. Il tutto, con l’ineguagliabile quinta scenografica del versante meridionale del Monviso, che sovrasta l’alta Valle Varaita. Non si poteva proprio chiedere di più!

Grazie a tutti, e l’augurio personale è di tornare presto su queste bellissime montagne per conoscerle ancora più a fondo. Lo meritano assolutamente.

“La Giornata della Diga” a Pontechianale (Valle Varaita), domenica 3 settembre!

REMINDER! Domani oppure oggi, se leggerete questo post domenica 3 settembre, avrò il grande onore e il piacere di intervenire nella prima edizione della “Giornata della Diga” nella meravigliosa Valle Varaita, al cospetto della diga di Castello con l’omonimo lago. Alle ore 14,00 presenterò il mio libro Il miracolo delle dighe. Storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, nel quale ho scritto anche della diga di Castello, della sua particolare storia e del legame con la geografia fisica e antropica della Valle Varaita, che la rende un’opera realmente tra le più emblematiche, appunto, nel panorama delle costruzioni idroelettriche italiane in ambiente montano. Ulteriore motivo di onore e piacere, la presenza con me di Paolo Fusta, editore del libro e appassionato frequentatore di questi affascinanti territori montani.
Per saperne di più, cliccate sull’immagine in testa al post, mentre qui sotto trovate la locandina con l’intero programma della giornata.

Se potete, non mancate! Ci sarà molto di interessante e affascinante da vivere, ve lo assicuro.